Bonus casa 2018: proroghe e novità | Ingegneri.info

Bonus casa 2018: proroghe e novità

Tutto ciò che c’è da sapere in merito alle detrazioni per la riqualificazione energetica e altri interventi specifici alla luce dell’ultima Legge di Bilancio 2018

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La Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017) ha previsto, oltre alla proroga dei consueti “bonus casa”, delle novità in tema di aliquote di detrazione per determinati interventi di riqualificazione energetica degli edifici nonché delle novità in merito all’ambito oggettivo di applicazione delle citate detrazioni.

Attenzione: è stata introdotta una nuova detrazione Irpef nella misura del 36 per cento per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili, anche se relativi a parti comuni di un condominio. L’agevolazione spetta fino ad un ammontare complessivo delle spese sostenute non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

Ciò premesso, di seguito si riportano, in sintesi, le novità apportate dalla Legge di Bilancio 2018 in tema di “bonus casa”.

Proroghe e novità: le cose da ricordare
Interventi di recupero del patrimonio edilizio – proroga della detrazione fino al 31 dicembre 2018 • Confermata con le stesse condizioni previste in passato la detrazione per la ristrutturazione, per la quale si potrà godere ancora per un anno (31 dicembre 2018) dell’aliquota del 50%;
• inalterato anche il tetto di spesa, che resta fissato ad Euro 96.000 per singolo appartamento.
• Arriveranno però nuovi controlli mirati sugli interventi di risparmio energetico effettuati nell’ambito degli interventi di ristrutturazione.
Acquisto di mobili e grandi elettrodomestici – proroga fino al 31 dicembre 2018 • Prorogato di un anno, fino al 31 dicembre 2018. La detrazione è consentita limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a partire dal 1° gennaio 2017.
• Per gli interventi effettuati nel 2017 ovvero iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2018, l’agevolazione è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, al netto delle spese sostenute nell’anno 2017 per le quali si è fruito della detrazione.
Interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. Ecobonus) – proroga al 31 dicembre 2018 e novità La Legge di Bilancio 2018:
• ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% con riferimento a determinati interventi al fine del miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili. Nel dettaglio si tratta di: interventi di riqualificazione globale, dei lavori sull’involucro, dell’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e dell’installazione di sistemi di domotica;
• ha previsto che tra gli interventi che potranno beneficiare della detrazione fiscale del 65%, per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, vi è anche l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro sempre che l’intervento comporti un risparmio di energia primaria almeno del 20%;
• ha ridotto, per le spese sostenute nel 2018, la detrazione dal 65% al 50% con riferimento alle spese relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari (quelle di cui all’Allegato M al D.Lgs. n. 311/2006) e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e a biomassa (fino ad un valore massimo della detrazione di Euro 30.000).

Attenzione: La Legge di Bilancio 2018 ha esteso, la possibilità di usufruire delle detrazioni previste per gli interventi di riqualificazione energetica, anche agli Istituti autonomi per le case popolari, e a tutti gli enti, comunque denominati, che gestiscono alloggi di edilizia residenziale pubblica, purché già operanti alla data del 31 dicembre 2013, non solo per gli interventi a livello condominiale, ma anche per quelli effettuati nei singoli appartamenti. Analoga agevolazione è prevista per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, che hanno le stesse finalità sociali. La norma estende, dunque, a questi istituti la detrazione del 65% per interventi di riqualificazioni energetica anche sui singoli appartamenti, e apre la possibilità di usufruire delle detrazione anche alle cooperative.

Sisma bonus – ampliamento dell’ambito soggettivo La Legge di Bilancio 2018 ha previsto che le detrazioni per misure antisismiche e opere di messa in sicurezza statica (commi da 1-bis a 1-sexies dell’art. 16 del D.L. n. 63/2013) tornano applicabili anche:
• alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
• agli Istituti autonomi per le case popolari (c.d. IACP), comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituti e operanti alla data del 31 dicembre 2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei Comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Bonus all’85% per consolidamento e risparmio energetico La Legge di Bilancio 2018 ha inserito nell’ambito delle norme sul risparmio energetico il nuovo bonus riconosciuto quando in uno stesso intervento sulle parti comuni si sommano lavori volti al consolidamento e alla riduzione del rischio sismico e, appunto, interventi di efficientamento energetico.
La nuova agevolazione è riconosciuta solo per le zone a rischio sismico 1, 2 e 3 ed esclusivamente in ambito condominiale. L’aliquota di detrazione in questo caso è pari all’80% in caso di passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore e dell’85% in caso di riduzione di due classi di rischio e si applica su un importo delle spese fino a 136 mila euro per ciascuna unità immobiliare del condominio.
L’ammontare detraibile va suddiviso in dieci quote annuali. Quindi le novità rispetto alle agevolazioni previste nel 2017 sono due:
• l’introduzione della nuova aliquota dell’80% per i lavori in condominio che comportano la riduzione di una sola classe di rischio sismico ma sono accompagnati da interventi di risparmio energetico;
• la possibilità di avere la detrazione per questa tipologia di interventi in 10 anni, mentre nel caso del solo sismabonus la detrazione può essere usufruita esclusivamente in cinque anni.
Le detrazioni con aliquota più elevata sono accompagnate da maggiori controlli sui risultati di risparmio energetico conseguiti, controlli che ora il governo intende potenziare.
Esclusivamente per accertare il raggiungimento dei livelli di risparmio che danno diritto al bonus maggiorato, infatti, la legge prevede la possibilità di una verifica diretta da parte dell’Enea che dovrà effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicità degli attestati di prestazione energetica che certificheranno il raggiungimento degli standard richiesti per usufruire delle nuove aliquote.
La mancata veridicità dell’attestazione comporta la decadenza dal beneficio, ferma restando la responsabilità del professionista.
Per il futuro, inoltre, la legge prevede il varo di nuovi requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle agevolazioni, compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, nonché le procedure e le modalità di esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ, eseguiti da ENEA e volti ad accertare il rispetto dei requisiti che determinano l’accesso al beneficio.
Cessione della detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici anche per i lavori sui singoli immobili • Per i lavori condominiali destinati ad usufruire dell’aliquota maggiorata si conferma la possibilità di cessione dell’Ecobonus prevista fin dal 2016. La norma, che inizialmente consentiva di cedere il credito solo alla ditta esecutrice dei lavori, è stata poi rivista e ampliata con la possibilità di cessione anche ad altri soggetti privati, persone fisiche, professionisti o lavoratori autonomi, imprese, società ed enti. Il cessionario può a sua volte cedere il credito. Inoltre i contribuenti che si trovano nella no-tax area (contribuenti che non pagano IRPEF perché hanno redditi lordi da lavoro o da pensione entro gli 8.000 euro l’anno, o percepiscono redditi da lavoro autonomo entro i 4.800 euro) possono cedere il bonus anche agli istituti di credito (Provvedimenti Direttore Agenzia Entrate 8 giugno 2017 e 28 agosto 2017).
• A partire dal 2018 la Legge di Bilancio estende la possibilità di cessione dell’Ecobonus a tutti i lavori di risparmio energetico, compresi quelli sulle singole abitazioni, confermando le regole e le modalità già previste. Una norma questa di particolare interesse anche a livello familiare con la possibilità, ad esempio, di usufruire del credito in caso di lavori effettuati su immobili di proprietà di familiari non conviventi, nel caso in cui questi ultimi non abbiano capienza nell’IRPEF.

Nuovo bonus verde
Come anticipato, la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto il nuovo “bonus verde”, che rappresenta un’agevolazione fiscale per gli interventi straordinari di sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private.
Per l’agevolazione è prevista un’aliquota di detrazione Irpef pari al 36% su un ammontare massimo delle spese pari a 5.000 euro per unità immobiliare.
La detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
L’agevolazione spetta per:
• “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
• realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
Nel limite di 5.000 euro sono ricomprese anche le spese di progettazione e manutenzione.
La nuova agevolazione fiscale spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati in condominio, anche in questo caso fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo compresa nel condominio.
In questo caso la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
La detrazione spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni, ma non è richiesto il pagamento con il bonifico dedicato alle ristrutturazioni.

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