Case di Luce a Bisceglie: il condominio di canapa che piace all'Onu | Ingegneri.info

Case di Luce a Bisceglie: il condominio di canapa che piace all’Onu

Il progetto “Case di Luce” realizzato da Pedone Working, edificio NZEB, è il più grande condominio d’Europa ad utilizzare la canapa come principale materiale da costruzione, nelle murature e nelle finiture

© Sergio Campione
© Sergio Campione
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La Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop 22 che ha visto riunirsi a Marrakech tra il 7 e il 18 novembre rappresentanti di stati e istituzioni ma anche imprese, ong e associazioni, si è conclusa con la stesura di un manuale per rendere operativo l’accordo di Parigi, dove si era tenuta la precedente riunione internazionale, gli impegni (davvero utili?) degli stati per la riduzione delle emissioni, la presentazione discussione di strategie ecologiche e tecnologie green e, per l’Italia, il conferimento di premi che hanno visto il progetto Case di Luce a Bisceglie (Bari) vincere la categoria Energy and Hot Climates del Green Building Solution Award 2016, imponendosi su oltre 100 partecipazioni provenienti da tutto il modo.

Progettato da Pedone Working, società con sede nella stessa Bisceglie specializzata nell’ideazione e realizzazione di costruzioni sostenibili, in collaborazione con Equilibrium e Canapuglia non lontano dalla ferrovia, Case di Luce è un condominio completato nel 2014. I suoi 42 appartamenti, accessibili attraverso due vani scala che collegano sette livelli fuori terra, sono progettati per perseguire obiettivi di efficienza e sostenibilità attraverso l’applicazione dei principi dell’architettura bioclimatica, che, sfruttando una fase progettuale che oggi a torto sembra sempre meno importante, consentono la gestione di molti parametri della costruzione, dell’utilizzo di fonti rinnovabili per l’approvvigionamento energetico e l’impiego di materiali naturali.

Case di Luce è un edificio studiato per un clima mediterraneo, caldo e umido, che necessita di una progettazione attenta soprattutto per la stagione calda, quando i suoi interni devono essere confortevoli anche con elevate temperature esterne e irraggiamento solare diretto. Per questo, s’inserisce nel lotto orientando il suo ampio fronte principale in direzione sud-sud-est, espediente che permette alla facciata principale di ricevere più sole quando ne ha maggiormente bisogno, d’inverno, e meno quando invece ha più bisogno di disperdere calore, d’estate. Anche la particolare geometria della facciata, con ampie terrazze dalla forma irregolare che movimentano l’insieme, è stata disegnata per garantire la massima possibilità di catturare il sole e garantire al contempo il massimo della privacy. La presenza di serre a servizio di ogni appartamento, in inverno aiuta il controllo del calore in uscita, contribuendo al mantenimento delle condizioni interne, e d’estate, grazie ai pannelli apribili, non è un impedimento al ricambio d’aria. L’intero edificio è progettato come un grande volume che, sfruttando l’effetto camino, sposta in modo passivo l’aria al suo interno in funzione delle sue aperture, soprattutto inferiori e superiori, e delle caratteristiche dell’involucro.

Impostato su una struttura portante tradizionale, uno scheletro di travi e pilastri in calcestruzzo armato e solai in laterocemento, fa ampio uso di un materiale da costruzione naturale ricavato dalla canapa, il natural beton, e di un materiale a totali km zero, il tufo, ma anche del sughero e di calci bianche. Mentre i pannelli di sughero e la calce sono utilizzati come rivestimenti e finiture, le murature, divisori e perimetrali, dell’edificio sono costituite da blocchi di tufo. Il natural beton, prodotto versatile dalle grandi capacità di isolamento termico e acustico e ottimo gestore del vapore acqueo, è un composto a base di calce formulata e truciolato vegetale di canapa. Prodotto da Equilibrium, è spruzzato in proporzioni canapa-calce diverse a isolamento delle murature esterne in due strati da 25 cm (rapporto 1:1) e 5 cm (1:4) che garantiscono una trasmittanza di 0,18 W/mqK (che diventa di 0,32 W/mqK per l’intero involucro). Ha anche la caratteristica, non secondaria, di avere effetti sulle quantità di gas serra nell’atmosfera: è infatti in grado di assorbire 60 kg di anidride carbonica ogni metro cubo.

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Materiale simbolo di un edificio che vuole essere esempio per le costruzioni sostenibili del futuro, la canapa invade anche le aree esterne e le aiuole del giardino condominiale, dove diventa parte di un progetto di sensibilizzazione civica verso l’importanza dell’uso di materiali naturali nell’edilizia e verso l’importanza del verde, e soprattutto di questa specie vegetale, come strumento di miglioramento ambientale.

Al di sopra del tetto piano, la “vela solare” concentra tutti gli impianti tecnologici che consentono l’approvvigionamento energetico delle Case di Luce. Fotovoltaico e solare termico alimentano otto pompe di calore condominiali, quattro dedicate alla produzione di acqua calda e quattro per la regolazione della temperatura interna di unità riscaldate, ma anche raffreddate, tramite un impianto ad acqua a pavimento, per un totale del 90% dell’energia necessaria al suo funzionamento proveniente da fonti rinnovabili gestite dall’edificio. Gli appartamenti sono tutti dotati di un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore per fornire i necessari ricambi d’aria, soprattutto invernali. L’edificio, attraverso l’involucro efficiente che riduce i ponti termici e posa serramenti a taglio termico, consuma a regime circa 30 kWh/mq anno e ha avuto un costo di costruzione pari a 1.400 €/mq.

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