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Case prefabbricate in edilizia libera dopo un’emergenza

Un disegno di legge per liberalizzare la realizzazione di strutture abitative, su aree di proprietà privata, in territori colpiti da calamità

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Ha suscitato scalpore il caso di un’anziana signora della provincia di Macerata destinataria di un’ordinanza di demolizione e sequestro preventivo dell’abitazione prefabbricata in legno che si era costruita a seguito dell’inagibilità della sua abitazione dopo gli eventi sismici del Centro Italia.
Casi analoghi riguardano circa 300 simili costruzioni, realizzate a causa dei ritardi nell’allestimento delle casette delle soluzioni abitative in emergenza (Sae). Alcune amministrazioni comunali hanno chiesto di poter consentire ai cittadini interessati dall’inagibilità della propria abitazione, di poter costruire un prefabbricato alternativo sulla loro proprietà, anche in considerazione della rigidità della stagione invernale.

Per ovviare a queste problematiche, dovute alle disposizioni di legge sui titoli abilitativi edilizi e sull’autorizzazione paesaggistica, che non tengono conto delle particolari esigenze che possono sorgere dopo una calamità naturale, è stato presentato in Senato il Disegno di legge n. 2919, che mira a rendere libera e non sanzionabile l’installazione di manufatti prefabbricati, da utilizzare come abitazione principale, in territori, anche vincolati, nei quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Le modifiche al Codice dei beni culturali e paesaggistici
Il disegno di legge prevede la modifica del Dlgs n. 42 del 2004 (Codice dei Beni Culturali), inserendo, dopo il comma 5 dell’articolo 167 (Ordine di remissione in pristino o di versamento di indennità pecuniaria), il comma 5-bis, che “assicura la compatibilità paesaggistica per tutti i lavori e le opere, anche se in assenza dell’autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa, qualora realizzati in territori per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza …, a condizione che consistano nell’installazione, in area di proprietà privata, di strutture temporanee prefabbricate, utilizzate a fini di abitazione principale e acquistate autonomamente in luogo di soluzioni abitative di emergenza eventualmente consegnate dalla Protezione civile”.

Le modifiche al Testo Unico dell’Edilizia
Al comma 1 dell’articolo 6 del Dpr n. 380 del 2001, alle attività di edilizia libera è aggiunta la lettera e-bis.1): i lavori e le opere realizzati in territori per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza … a condizione che consistano nell’installazione, in area di proprietà privata, di strutture temporanee prefabbricate, utilizzate a fini di abitazione principale e acquistate autonomamente in luogo di soluzioni abitative di emergenza eventualmente consegnate dalla Protezione civile; a seguito della conclusione dello stato di emergenza è fatto salvo il rispetto della cubatura massima edificabile nell’area di proprietà, come stabilita dagli strumenti urbanistici vigenti, anche attraverso la successiva demolizione parziale o totale dell’edificio esistente dichiarato inagibile.
Le ordinanze di demolizione e restituzione in pristino e le misure di sequestro preventivo emanate fino alla data di entrata in vigore della presente legge, per i lavori e le opere che rispettino tali condizioni, sono nulle.

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