Che cos'è il reato di lottizzazione abusiva? | Ingegneri.info

Che cos’è il reato di lottizzazione abusiva?

Il reato di lottizzazione abusiva è riconducibile a opere iniziate in violazione degli strumenti urbanistici

lottizzazione
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La definizione giuridica di lottizzazione abusiva deriva dall’interpretazione di quanto definito nel c. 1 dell’art. 30 del T.U.E. (D.P.R. n. 380/2001), ovvero l’illecito si concretizza qualora vengano iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica e/o edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti o adottati o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione (cd “trasformazione materiale”).

Con la legge n. 1150 del 1942 il legislatore, introducendo per la prima volta nell’ordinamento penale i reati edilizi e urbanistici, ha voluto prevedere, sanzionandola con la pena dell’ammenda, la fattispecie di lottizzazione abusiva: attraverso due successive modificazioni – prima con la legge 6 agosto 1967, n. 765, quindi con la legge 28 gennaio 1977, n. 10 – si è giunti, infine, alla legge 28 febbraio 1985, n. 47, con cui tale fattispecie è giunta ad avere un’importanza essenziale nell’economia di questi reati.

Con questa legge, infatti, la contravvenzione di lottizzazione abusiva ha subito profonde modifiche, nell’intento di porre rimedio alle riserve più volte avanzate da gran parte della dottrina per la formulazione adottata dal legislatore, giudicata inadeguata a descrivere compiutamente il fatto di reato.

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L’art. 18 della legge n. 47/1985 e poi l’art. 30 del D.P.R. n. 380/2001, ha così sancito che “si ha lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabiliti dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione; nonché quando tale trasformazione venga predisposta attraverso il frazionamento e la vendita o atti equivalenti del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero, l’ubicazione o l’eventuale previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio”.

La finalità della norma è di preservare la potestà programmatoria attribuita all’amministrazione nonché l’effettivo controllo del territorio da parte del soggetto titolare della stessa funzione di pianificazione (il Comune) al fine di garantire:
• un’ordinata pianificazione urbanistica
• un corretto uso del territorio
• uno sviluppo degli insediamenti abitativi e dell’applicazione degli standard compatibile con la finanza pubblica.

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