Codice Appalti, l’Europa apre la procedura d’infrazione contro l’Italia | Ingegneri.info

Codice Appalti, l’Europa apre la procedura d’infrazione contro l’Italia

Nel mirino dei tecnici di Bruxelles la “mancata conformità del quadro giuridico italiano alle direttive del 2014 in materia di contratti pubblici”

europa direttive infrazione
image_pdf

Nuova tegola sul Codice degli Appalti: la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per lamancata conformità del quadro giuridico italiano alle direttive del 2014 in materia di contratti pubblici”. Nel mirino dell’Europa ci sono le Direttive 23, 24 e 25; la lettera di costituzione in mora apre formalmente una procedura d’infrazione sul Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. In ogni caso, anche se questo non deve essere un dato confortante, Bruxelles ha aperto la procedura di infrazione anche ad altri 14 Paesi membri.

Le Direttive 23, 24 e 25 e le contestazioni in merito

Le tanto ‘famigerate’ normative sotto la lente della UE, pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 28 marzo 2014 sono le seguenti:

1. Direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione;

2. Direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici, che abroga la direttiva 2004/18/CE;

3. Direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, che abroga la direttiva 2004/17/CE.

Tra i fattori innovativi vi erano:

  • L’introduzione del Documento Unico Europeo di Gara (DGUE), contenente le informazioni relative all’azienda e l’autocertificazione dei requisiti necessari alla partecipazione alle gare;
  • La preferenza, per quanto riguarda i criteri di aggiudicazione nell’assegnazione degli appalti, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (MEAT);
  • L’obbligo, entro un periodo di transizione di 30 mesi, di stabilire la comunicazione integralmente elettronica tra la P. A. e le imprese in tutte le fasi della procedura, compresa la trasmissione di richieste di partecipazione e, in particolare, la presentazione delle offerte;
  • L’accesso facilitato al mercato per le Pmi mediante la riduzione dei costi amministrativi di partecipazione alle gare;
  • L’introduzione di nuove procedure di affidamento che aumentano le possibilità di negoziazione tra la P.A. e le imprese in corso di gara, come ad esempio i “partenariati per l’innovazione”, che consentono alle autorità pubbliche di indire bandi di gara per risolvere un problema specifico, lasciando spazio alle autorità pubbliche e all’offerente per trovare insieme soluzioni innovative.

Tra le infrazioni addebitate all’Italia, quelle più gravi pare siano legate al capitolo relativo al subappalto. Secondo i tecnici UE, sarebbero ben sei le violazioni relative ad altrettante norme:

  • il divieto di subappaltare più del 30% di un contratto pubblico;
  • l’obbligo di indicare la terna di subappaltatori proposti;
  • il divieto per un subappaltatore di fare a sua volta ricorso a un altro subappaltatore;
  • il divieto per il soggetto sulle cui capacità l’operatore intende fare affidamento di affidarsi a sua volta alle capacità di un altro soggetto;
  • i divieti per diversi offerenti in una determinata gara di fare affidamento sulle capacità dello stesso soggetto, per un potenziale subappaltatore indicato di presentare a sua volta offerta e per lo stesso soggetto di essere offerente e subappaltatore di un altro offerente;
  • divieto per gli offerenti di avvalersi delle capacità di altri soggetti quando il contratto riguarda progetti che richiedono opere complesse.

Le reazioni

Numerose le reazioni da parte delle associazioni di categoria alla notizia della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese. A cominciare dal Presidente di Ance, Gabriele Buia: “La decisione della Commissione europea, seppur in attesa di conoscere il testo integrale del provvedimento, conferma quello che andiamo denunciando da anni e cioè che il Codice appalti ha completamente fallito l’obiettivo di riportare il settore dei lavori pubblici in Europa con regole semplici, chiare e trasparenti”. Il numero uno dei Costruttori invita, dunque, “a non perdere altro tempo e a intervenire subito con un decreto urgente per modificare la normativa. E’ ora che dalle promesse si passi ai fatti: non possiamo attendere i tempi di una legge delega di riforma del Codice che necessita invece modifiche urgenti e tempestive per consentire lo sblocco dei cantieri e quindi dare risposte ai cittadini”. Secondo Lorenzo Mattioli, Presidente di ANIP-Confindustria (Associazione Nazionale Imprese di Pulizia e Servizi Integrati), “l’Europa bacchetta l’Italia perché il Codice non esclude in automatico le offerte di gara economicamente troppo basse, dimostrando che la linea eccessivamente morbida – da noi sempre denunciata – ha creato e continuerà ad alimentare zone d’ombra e concorrenza sleale. La procedura d’infrazione diventa una opportunità seria, per il nostro Paese, di adeguare il Codice nel segno della trasparenza e della legalità, necessità ancor più pressante nell’industria dei Servizi che gioca un ruolo sempre più importante per l’economia dell’Italia”. Dura anche la presa di posizione di Brenno Begani, Presidente di Agci, l’Associazione generale delle cooperative italiane: “In tempi non sospetti abbiamo duramente criticato il nuovo codice degli appalti. La trasparenza delle procedure non si ottiene triplicando la burocrazia e la confusione: ora giustamente l’Europa ci ha tirato la giacca“. E ancora: “Il Governo proceda in fretta a cambiare il Codice degli Appalti, ma ascolti i consigli di chi lavora e opera nei settori produttivi. Le imprese, e in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, hanno la necessità di lavorare con regole certe, in condizioni di efficienza, con procedure di gara meno complesse e meno onerose, senza essere sopraffatte dagli adempimenti e dalla burocrazia”.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Codice Appalti, l’Europa apre la procedura d’infrazione contro l’Italia Ingegneri.info