Come il Decreto SCIA 2 ha cambiato il Testo unico per l’edilizia | Ingegneri.info

Come il Decreto SCIA 2 ha cambiato il Testo unico per l’edilizia

Facciamo il punto sulle principali novità introdotte: i nuovi regimi amministrativi, la certificazione di agibilità e la modulistica unificata

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L’11 dicembre 2016 è entrato in vigore il D. Lgs. n.222/2016, cosiddetto Decreto SCIA 2, che insieme al Decreto SCIA  – D.Lgs. n.126/2016 ha dato attuazione alla Legge n.124/2015, meglio conosciuta come Riforma Madia. Lo scopo di questa manovra è stato quello di operare una semplificazione del panorama normativo che regolava i procedimenti richiesti per la realizzazione degli interventi edilizi. In particolare, il Decreto SCIA 2 ha modificato significativamente il DPR 380/2001 – Testo unico dell’edilizia, introducendo importanti novità su temi complessi come i regimi amministrativi, l’agibilità degli immobili e la modulistica necessaria.

Quali e quanti sono i titoli abilitativi dopo l’introduzione del Decreto SCIA 2? Esiste ancora la DIA?

Tra le principali novità introdotte dal Decreto SCIA 2  c’è sicuramente l’eliminazione della DIA – Dichiarazione di inizio attività, della Super-DIA e della CIL – Comunicazione di inizio lavori. Ora le categorie di attività edilizie sono cinque, tre delle quali sono titoli abilitativi:

  • Edilizia libera – senza necessità di alcuna comunicazione
  • CILA – Comunicazione di inizio lavori asseverata
  • SCIA – Segnalazione certificata di inizio attività
  • SUPER SCIA – Scia alternativa al permesso di costruire
  • PdC – permesso di costruire

Per facilitare l’orientamento tra questi regimi amministrativi, al provvedimento normativo è stata allegata la tabella A – Sezione II – che opera una ricognizione di 41 interventi edilizi e indica la relativa procedura da seguire. Ma vediamo, in sintesi, quali sono le principali modifiche apportate ad ognuna di queste categorie di attività.

L’estensione dell’attività edilizia libera con l’avvento del Decreto SCIA 2

Nell’attività di edilizia libera rientrano gli interventi che non richiedono nessuna comunicazione preventiva e, tra questi, sono stati inseriti anche alcuni interventi per i quali prima era necessaria la CIL: l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici fuori dai centri storici, la messa in opera della pavimentazione e finitura degli spazi esterni – entro l’indice di permeabilità -, la realizzazione di aree ludiche senza scopo di lucro e l’installazione di elementi di arredo nelle aree pertinenziali degli edifici. Recentemente è stato approvato anche il glossario dell’edilizia libera ovvero un elenco delle principali opere edilizie realizzabili senza titolo abilitativo.

Decreto SCIA 2: la CILA o comunicazione asseverata di inizio lavori

Gli interventi non riconducibili a edilizia libera, a SCIA o a permesso di costruire sono realizzabili previa comunicazione asseverata di inizio lavori. In questo caso, l’interessato trasmette, allo Sportello Unico per l’Edilizia, la CILA con i relativi elaborati e l’attestazione, da parte di un tecnico abilitato, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, che sono compatibili con la normativa in materia sismica, con quella sul rendimento energetico e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio. I lavori possono iniziare appena viene protocollata la pratica.

Decreto SCIA 2: la nuova SCIA e alcuni esempi pratici

La SCIA può essere utilizzata per gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro o di risanamento conservativo ma riguardanti le parti strutturali dell’edificio e per le ristrutturazioni edilizia che non portino ad un organismo edilizio, in tutto o in parte diverso dal precedente, che non comportino modifiche della volumetria complessiva  o dei prospetti degli edifici o che, limitatamente agli immobili compresi nei centri storici, non cambino la destinazione d’uso, nonché gli interventi che non comportino modificazioni della sagoma di immobili vincolati. I lavori, fatti salvi alcuni casi particolari, possono iniziare il giorno stesso del deposito della pratica. A titolo esemplificativo, vi proponiamo come presentare la pratica in tre delle principali città italiane:

Decreto SCIA 2: l’adozione della SUPER SCIA o Scia alternativa al permesso di costruire

La Super SCIA è ammessa per ristrutturazioni pesanti, interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali, interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi. Data la complessità di questi interventi, non è possibile iniziare i lavori nello stesso giorno in cui si presenta la segnalazione, ma si deve attendere il termine di 30 giorni. Se volete saperne di più sulla Super SCIA vi consigliamo questo approfondimento.

Il permesso di costruire dopo il Decreto SCIA 2

Va richiesto per gli interventi di nuova costruzione, per quelli di ristrutturazione urbanistica, per le attività di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio, in tutto o in parte diverso dal precedente, e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che, limitatamente agli immobili compresi nei centri storici, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili vincolati. Entro 10 giorni dalla presentazione del PdC, lo Sportello Unico per l’Edilizia dovrà comunicare al richiedente il nome del Responsabile del procedimento che, entro 60 giorni, dovrà istruire la domanda.

La consulenza all’istruttoria e la nuova segnalazione certificazione di agibilità introdotta dal Decreto SCIA 2

Con il nuovo decreto i Comuni dovranno fornire gratuitamente la necessaria attività di consulenza funzionale all’istruttoria – è previsto solo il pagamento degli eventuali diritti di segreteria: questo significa che i tecnici incaricati di elaborare un progetto potranno preventivamente chiedere all’UTC un’interpretazione delle norme vigenti, in modo da risparmiare tempo e non incorrere in bocciature o divieti successivi. Inoltre è stato snellito anche all’iter per l’ottenimento della Segnalazione Certificazione di Agibilità degli immobili. Il Decreto SCIA 2, infatti, introduce la possibilità di presentare un’autocertificazione, sottoscritta dal professionista, che assevera sia la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità che la conformità dell’opera al progetto presentato.

Decreto SCIA 2: la modulistica unificata e standardizzata per i titoli abilitativi edilizi

Alla luce delle disposizioni previste dal Decreto SCIA 2 e delle risultanze emerse dalla successiva Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti locali del 4 maggio 2017, tutte le amministrazioni comunali, entro e non oltre il 30 giugno 2017, sono state obbligate a pubblicare, sul proprio sito istituzionale, la modulistica unificata e standardizzata per i titoli abilitativi edilizi sopraelencati. Ove necessario, tali moduli sono stati adattati in relazione alle specifiche normative regionali: qui potete trovate una serie di link diretti, esemplificativi ma non esaustivi, che vi permetteranno di accedere alla prefata modulistica regione per regione

Leggi anche: Pratiche edilizie, ecco la guida 2018: intervista all’autore Giorgio Tacconi

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