Come individuare un ponte termico con la termografia | Ingegneri.info

Come individuare un ponte termico con la termografia

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Per poter valutare la correzione dei ponti termici, occorre individuare dove sono situati, mediante:

  • l’uso di Blower Door Test, per gli infissi, e l’uso della termografia all’infrarosso per individuare la temperatura superficiale delle pareti;
  • la lettura di progetti, planimetrie, piante, sezioni, dettagli e relativa documentazione dove sono riportate le caratteristiche geometriche e tecnologiche dell’edificio;
  • l’ispezione visiva in sito, incluso la verifica della presenza di situazioni di danno e/o ammaloramento per muffe, di pareti o zone fredde;
  • l’esperienza e la conoscenza delle tecniche costruttive e dei materiali tipici del luogo.

Esame termografico con termocamera

La termocamera, o termografia all’infrarosso, è un utile strumento per individuare quelle che sono le discontinuità nascoste dell’involucro edilizio dovute ai ponti termici, come la presenza di pilastri, travi oppure la riduzione della sezione dell’involucro edilizio dovute al passaggio di tubazioni, cavi e condutture. Anche se questa tipologia di ‘ponte termico’ non è spesso considerata nei calcoli, è bene tenerla presente durante l’esecuzione dei lavori.

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Nell’uso della termocamera occorre considerare che questo strumento consente di individuare le irregolarità termiche, secondo un metodo qualitativo denominato esame termografico, ma non consente di determinare il valore del coefficiente di trasmissione lineica ψ del ponte termico, come specificato nella norma UNI EN 13187, Prestazione termica degli edifici – Rivelazione qualitativa delle irregolarità termiche negli involucri edilizi – Metodo all’infrarosso, che, nella sezione “Scopo e campo di applicazione” riporta esplicitamente che: “La presente norma si applica per la determinazione della posizione delle irregolarità termiche e della posizione delle infiltrazioni d’aria attraverso l’involucro. La presente norma non si applica alla determinazione del livello di isolamento termico e della tenuta all’aria di una struttura. Per tali determinazioni sono richiesti esami secondo altri metodi”.

La norma UNI EN 13187 definisce le procedure per la corretta esecuzione dell’esame termografico per individuare le irregolarità termiche e il tipo di difetti presenti nella costruzione. L’immagine termografica consente di rendere evidente, anche a tecnici non esperti, la temperatura superficiale e quindi comprendere il relativo flusso di calore e le dispersioni termiche associate. Il rilievo termografico deve essere eseguito secondo criteri professionali, a maggior ragione se tale operazione è fatta in sede di riqualificazione energetica, ristrutturazione edilizia o perizia.

Rilevazione della radiazione infrarossa

La procedura per l’esecuzione della prova e dell’esame termografico deve considerare le specifiche d’uso della camera termografica, le condizioni di riscaldamento e l’utilizzo dell’impianto di riscaldamento, la presenza di una differenza di temperatura tra interno ed esterno che consenta di rilevare variazioni di temperatura, i fattori climatici esterni; in particolare deve essere registrata la temperatura interna ed esterna e questa non deve avere una variazione sensibile (±5 °C per l’esterno e ±2 °C per l’interno) durante la misurazione.

Prima di ogni rilevazione bisogna sapere cosa cercare, ovvero bisogna consultare i disegni e predisporre le parti dell’involucro edilizio che si intendono valutare con la termocamera.

La mancanza di isolamento o la presenza di ponti termici presenta delle irregolarità caratteristiche: la zona mostra una variazione di temperatura regolare.

Al termine della misurazione deve essere redatto il rapporto termografico in cui sono riportate le valutazioni dei termogrammi (immagini restituite dalla termocamera), dove sono indicate: distribuzione della temperatura, uniformità, regolarità e importanza delle zone più fredde o più calde (struttura, angoli), localizzazione del contorno e forma caratteristica delle parti “più fredde”. 

L’autore


Kristian Fabbri

Architetto, professore a contratto di Fisica Tecnica Ambientale e Modellazione del Comportamento Energetico DA – Dipartimento di Architettura, Alma Mater Studiorium Università di Bologna, consulente associazioni di Categoria Nuova Quasco e Regione Emilia-Romagna in materia di prestazione e certificazione energetica degli edifici, mercati ambientali ed Energy management. Ha all’attivo pubblicazioni in riviste e convegni internazionali e nazionali oltre a monografi e di manualistica tecnica.

L’autore


Cosimo Marinosci

Ingegnere, ricercatore del Dipartimento di ingegneria Industriale (DIN), Scuola di Ingegneria e Architettura, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, consulente per NuovaQuasco e Regione Emilia-Romagna in materia di prestazione e certificazione energetica degli edifici, Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) e sulle tematiche riguardanti le simulazioni energetiche dinamiche degli edifici. Ha all’attivo pubblicazioni scientifi che su riviste nazionali e internazionali. 

Riferimenti Editoriali


Ponti termici negli edifici

I ponti termici costituiscono uno degli aspetti più complessi nella valutazione della prestazione energetica degli edifici. Il volume è un utile ed agile strumento per tutti i professionisti del settore edile (architetti, ingegneri, geometri, periti edili e termotecnici), per individuare valutare e correggere le discontinuità termiche dovute alla presenza di ponti termici negli edifici.

Gli Autori analizzano cause e tipologie dei ponti termici, ne descrivono le conseguenze sull’edificio e sul comfort termico interno (aspetti energetici, igienico-sanitari, riduzione di comfort) e offrono soluzioni ed esempi per gestire il calcolo dei ponti termici e la correzione dei punti critici per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.

Una ricca sezione finale di casi ed esempi spiega in modo chiaro come operare interventi efficienti per le correzioni dei ponti termici.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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