Come predisporre le armature per un getto di calcestruzzo armato? | Ingegneri.info

Come predisporre le armature per un getto di calcestruzzo armato?

Predisporre le armature per un getto di calcestruzzo armato: un’operazione fondamentale da fare secondo un procedimento preciso

image_pdf

Prima della messa in opera del calcestruzzo, è fondamentale considerare la predisposizione corretta delle armature nelle casseforme, allestite per accogliere il getto. Un posizionamento errato della gabbia può infatti compromettere gravemente la struttura. Vediamo quindi come predisporre correttamente le armature in un getto di calcestruzzo.

Innanzitutto occorre aver presente che posizionare in modo non corretto le armature in un getto di calcestruzzo può comportare una serie di problemi come la corrosione precoce dei ferri, può inficiare la resistenza al fuoco del manufatto, può modificare in senso negativo le caratteristiche strutturali della costruzione… cose non da poco e da evitare quindi.

Nel progetto dell’armatura necessaria per il nostro manufatto in calcestruzzo, un aspetto da considerare attentamente è il copriferro. È indispensabile progettare un copriferro di spessore adeguato alla specifica situazione, al fine di proteggere l’acciaio da fenomeni di aggressione chimica o fisica. Lo spessore del copriferro è stabilito dalla normativa in base al tipo di ambiente di esposizione. Si consideri che un efficace copriferro deve avere uno spessore minimo di 0,8 cm, nel caso di solette, setti e pareti, e almeno di 2 cm nel caso di travi e pilastri. Per realizzarlo vengono impiegati distanziali metallici o plastici che creano una separazione costante tra cassaforma e armatura, garantendo così l’esistenza di uno strato di pasta di cemento.

Faresin 15_FIG 1_Disposizione dellÔÇÖarmatura con adeguato copriferro in un pilastro e in una trave in c.a.

Disposizione dell’armatura con adeguato copriferro in un pilastro e in una trave in c.a.

In funzione del manufatto da realizzare, sia esso una trave, un solaio o un pilastro, occorrerà predisporre l’armatura necessaria.

Nelle travi semplici appoggiate agli estremi e soggette a carico uniformemente distribuito le sollecitazioni di trazione sono simmetriche a quelle di compressione, interessano – come è noto – la zona inferiore e presentano un massimo in mezzeria. In questo caso, la corretta disposizione delle armature prevede il posizionamento di barre longitudinali e di staffe che sopportino le sollecitazioni di trazione diagonale alle estremità della trave. Barre e staffe sono legate tra loro perpendicolarmente con filo di ferro; in mancanza di armatura superiore, le staffe vengono sostenute da barre di piccolo diametro che le collegano tra loro. Le barre longitudinali presentano piegatura a uncino (o a 90° laddove ci sia sufficiente spazio) in corrispondenza dell’estremità della trave per trasmettere al conglomerato le sollecitazioni di trazione residue.

Schemi più complessi caratterizzano le armature di travi continue: la zona superiore è sollecitata a trazione in corrispondenza degli appoggi, mentre quella inferiore è sollecitata a trazione nella mezzeria di ogni campata.

Le solette piene possono essere assimilate a travi di notevole ampiezza; spesso sono realizzate senza staffe verticali ma vengono dotate di armatura di compensazione.
Nel caso di pilastri, l’armatura è formata da barre verticali collegate da staffe orizzontali. Queste ultime, indipendenti fra loro oppure continue a elica, impediscono la curvatura delle barre verso l’esterno.
Per predisporre le barre nelle casseforme affinché mantengano la posizione fino a quando il calcestruzzo non sia indurito occorre legarle mediante filo di ferro. Eventuali giunzioni vengono realizzate sovrapponendo le estremità dei ferri per una lunghezza pari ad alcuni diametri. Nei pilastri con armatura molto fitta si provvede, invece, alla saldatura o all’impiego di un elemento di connessione a guaina. In questi casi in particolare sarà poi necessario prestare grande attenzione alla compattazione del getto per evitare di lasciare vuoti non previsti.

Nella scelta dei diametri delle armature e nella loro disposizione occorre lasciare la possibilità che in qualsiasi zona del manufatto si possa intervenire con il vibratore a immersione per compattare il getto. E, prima di procedere finalmente con il getto, un altro aspetto da valutare è la spinta del calcestruzzo sulle casseforme (siano esse a perdere o riutilizzabili) durante la posa in opera e la compattazione. Le sollecitazioni che si creano in questa situazione non sono trascurabili.
La corretta progettazione, in relazione alle caratteristiche del conglomerato, e l’impiego di puntelli e controventamenti conferiscono una sufficiente rigidezza all’insieme e assicurano infine un buon posizionamento delle armature nel calcestruzzo.

Leggi anche: Mix design del calcestruzzo: i segreti per un buon conglomerato cementizio

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Come predisporre le armature per un getto di calcestruzzo armato? Ingegneri.info