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Come usare cartacemento per realizzare una parete portante

E' possibile utilizzare blocchi di cartacemento in termini strutturali, per realizzare pareti portanti. Vediamo come

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Il papercrete è un materiale costruttivo composto da un impasto di carta o cartone da macero, il cui nome potrebbe essere tradotto con il termine “cartacemento” (LEGGI LE CARATTERISTICHE).

Per la realizzazione di una parete portante, l’uso di blocchi in papercrete è il metodo più utilizzato. Costruendo in blocchi, è necessario realizzare dei buchi nel primo corso per permettere la connessione con i ferri di fondazione.

 

Prima di posizionare i blocchi, occorre predisporre uno strato di allettamento realizzato con un impasto di papercrete di circa 3 cm di spessore per il primo corso dei blocchi; i corsi successivi andranno posati con un allettamento di papercrete. La malta usata fra i blocchi sarà anch’essa in papercrete.

Così come per tutte le opere in muratura è necessario garantire il comportamento a scatola dell’edificio e la resistenza alle spinte orizzontali tramite adeguati sistemi come la connessione fra i vari blocchi attraverso armature in acciaio. Ogni tre o quattro corsi può essere opportuno posizionare degli elementi verticali di collegamento per rinforzare l’intera struttura della parete. Alcuni autori raccomandano di collegare gli elementi orizzontali e quelli verticali per migliorare le prestazioni statiche della parete.

Le aperture nella muratura, come intercapedini per impianti tecnici, possono essere realizzate a montaggio ultimato, eseguendo facilmente dei tagli all’interno di essa. Gli impianti sono realizzati e inseriti in maniera convenzionale, in quanto il papercrete può essere lavorato con facilità e le murature ripristinate altrettanto semplicemente. È possibile realizzare tracce rettilinee utilizzando una fresa e procedere quindi alla posa dei tubi e al successivo ripristino con papercrete.

L’inserimento dei frutti elettrici può essere ottenuto operando fori o fresature nella struttura del muro e procedendo quindi al successivo ripristino.

Progettando specificamente un blocco da impiegare a secco, attraverso un sistema a incastro, sarebbe possibile velocizzare le operazioni di costruzione. Lo studio di un sistema tecnologico completo e non solo del singolo blocco (ovvero lo studio per la soluzione dei dettagli di innesto, i giunti, le discontinuità ecc.), sembra assolutamente necessario per passare dalla fase dell’autocostruzione artigianale a quella di una produzione seriale anche limitata.

Anche in questo caso, la realizzazione di prototipi sperimentali potrebbe essere molto utile per verificare le potenzialità di questi materiali, mettere a punto miscele idonee per la realizzazione di elementi diversi (blocchi, architravi ecc.) e per verificare sul campo i problemi legati all’uso di questo prodotto innovativo. Ciò permetterebbe di innescare un processo di sviluppo industriale/artigianale della produzione di blocchi e pannelli con l’utilizzo di carta, coinvolgendo in questa operazione un produttore di blocchi, un riciclatore di carta e l’università per lo studio del sistema tecnologico.

 

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