Consigli per una diagnosi igrotermica a regola d'arte | Ingegneri.info

Consigli per una diagnosi igrotermica a regola d’arte

Come deve comportarsi un professionista quando viene chiamato ad intervenire in casi di contenzioso legati a patologie come muffe o umidità negli edifici? Un approfondimento

muffa
image_pdf

a cura di Alessandro Panzeri – Anit (Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico)

Sempre più spesso nell’attività professionale capita di avere a che fare con situazioni in cui viene richiesto un intervento risolutivo per problemi connessi all’umidità e alla formazione di muffa negli edifici; spesso e purtroppo, la via nazionale per sollevare e risolvere i problemi prevede contenziosi infiniti per via giudiziaria per individuare cause e responsabilità tra progettisti, imprese di costruzione, imprese subappaltatrici, direttori lavori, immobiliari, proprietari, conduttori e condomini.

Nel nostro settore il contenzioso generalmente si innesca dal verificarsi di patologie come muffe, macchie di umidità, condensazioni interstiziali, ammaloramenti delle facciate, molto spesso in edifici appena consegnati o di pochi anni, oppure su edifici e appartamenti esistenti che “non hanno mai avuto problemi in precedenza” a detta dei soggetti coinvolti.

I fenomeni appaiono in forte aumento negli ultimi anni come conseguenza di una maggior tenuta all’aria degli edifici: ad esempio l’adozione di finestre ad alte prestazioni ha eliminato il ricambio d’aria garantito (insieme allo spreco di energia garantito) dagli spifferi, che contribuiva a ridurre rischi di condensazione superficiale e formazione di muffe.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande:
→ come deve comportarsi un professionista quando viene chiamato ad intervenire in un caso di questo genere?
→ quali sono i dati che è necessario raccogliere e le misure da eseguire?
→ quali gli strumenti necessari?
→ qual è l’inquadramento legislativo e normativo?
→ che domande vengono poste dai quesiti dei giudici?

Il primo quesito al quale dare una risposta è l’ultimo, in quanto l’impostazione della diagnosi igrotermica è generalmente condizionata dalle richieste del giudice.
Proviamo a mettere ordine alla materia.

Il significato della regola d’arte
Definire cosa vuol dire regola dell’arte è importante per affrontare le problematiche legate al rischio di formazione di condensazione e di muffa, anche perché spesso nei quesiti del giudice è presente in varie formule la richiesta di “conferma” della regola d’arte.
In assenza di una definizione ufficiale, segnaliamo la seguente interpretazione che individua la regola d’arte nel “complesso delle regole tecniche a cui attenersi al fine di assicurare uno standard minimo di accettabilità del prodotto, in termini di utilizzabilità, durata, affidabilità e sicurezza. Laddove per prodotto si intende non necessariamente solo un manufatto, ma anche il risultato di un attività intellettuale, quale ad esempio un progetto” Fonte: Giornale dell’Ingegnere, 2 febbraio 2013 – dott. Ing. Luciano Brusaferro.
Trasportando tale definizione ai contenziosi igrotermici, ricordiamo che seppur l’obbligo di legge si riferisca alla sola verifica della condensa (a partire ufficialmente dal 2005), la normativa tecnica del settore già dal 1999 indica standard minimi per evitare fenomeni di formazione di muffa.

Interpretare il quesito del giudice
Comprendere i fenomeni in atto e attribuirne le responsabilità è un processo che richiede molte informazioni e una competenza relativa alla fisica tecnica ambientale dell’edificio e all’igrotermia. Alla complessità del fenomeno si aggiunge la competenza linguistica per la comprensione dei quesiti posti da soggetti che impiegano una terminologia lontana dalla prassi tecnica e derivante da casi reali; seguono alcuni esempi di quesiti che evidenziano quali informazioni generalmente è necessario produrre per rispondere come CTU o CTP.

Esempio 1
Situazione: problemi di infiltrazione di acqua piovana dalla copertura e consistenti problematiche di condensazione superficiale e formazione di muffa per il ponte termico tra trave di bordo in c.a. di copertura e parete di tamponamento in doppio tavolato.
Quesito: “ […] (dica il CTU) se sussistano i danni lamentati da parte attrice; nel caso indichi la causa dei vizi e se riscontrati […] verifichi pertanto la carenza di isolamento termico dell’edificio, la carenza dello stesso rispetto agli standard di legge con
particolare riferimento alla coibentazione ed all’isolamento termico; indichi gli interventi necessari per rimuovere i vizi riscontrati e la loro quantificazione economica […]”.

Esempio 1

Esempio 2
Situazione: problemi di consumi energetici elevati e con problematiche di condensazione superficiale e formazione di muffa nei diversi ponti termici e in particolare nello spigolo d’angolo con pilastro in c.a. e nelle spallette laterali in laterizio dei serramenti.
Quesito: “dica il CTU se: i vizi lamentati dagli attori sussistano […] con riferimento alle efflorescenze di muffa; […]. Dica il CTU quali ne siano le cause e se gli stessi sono eliminabili e con quali costi ed opere. […] Nel rispondere al quesito, il CTU farà riferimento alla normativa in vigore alla data di costruzione dell’immobile […].”

Esempio 2

Esempio 3
Situazione: problemi di condensazione superficiale e formazione di muffa sullo spigolo del pavimento nel nodo solaio divisorio di unità immobiliari e parete in doppio tavolato con isolamento termico in intercapedine.
Quesito: “[…] accerti (il CTU) quali siano le cause e la natura dei danni e vizi lamentati dai ricorrenti che saranno ivi (in loco) riscontrati; accerti se l’Appartamento presenti situazioni di insalubrità e/o invivibilità con riferimento alla percentuale dell’umidità presente; individui le opere necessarie
ad eliminare i suddetti vizi o difetti, laddove riscontrati, per il ripristino delle normali condizioni di salubrità e vivibilità dell’Appartamento; […] accerti se vi è stato il rispetto di norme edilizie costruttive e di buona tecnica relative alla coibentazione degli immobili e alla correzione dei ponti termici, tenuto conto della normativa vigente all’epoca della costruzione; accerti, tramite dettagliata termografia da effettuarsi nel periodo invernale ovvero tramite un saggio stratigrafico della muratura se sulle murature di tamponamento perimetrali dell’Appartamento siano rilevabili dei ponti termici, e in caso affermativo, dove son collocati; […] accerti, laddove possibile, l’imputabilità dei vizi/difetti riscontrati, con riferimento alla posizione dei singoli resistenti; qualora rilevi errori di progettazione o nella relazione Legge n. 10/91 precisi se tali errori erano identificabili dall’appaltatrice (nome impresa) usando l’ordinaria diligenza.”

Esempio 3

Esempio 4
Situazione: problemi di infiltrazioni di aria e formazione di muffa sulle spallette dei serramenti posate su laterizio senza correzione con materiale isolante.
Quesito: “[…] Dica (il CTU) se sussistono le difformità lamentate […]; nel caso di accertamento anche solo parzialmente positivo dei predetti vizi, indichi le cause che li hanno provocati e comunque se essi siano eventualmente imputabili all’attrice e,
in caso di pluralità di concause, determini la loro efficienza causale in percentuale; determini […] se i vizi sono emendabili e indichi i rimedi esperibili quantificandone i costi sulla base dei prezzi normalmente praticati sul mercato […].”

Esempio 4

La Tabella 4.1 propone una sintesi su come impostare la diagnosi igrotermica in base alle norme di riferimento, alla tipologia di indagine, alle responsabilità connesse con i soggetti coinvolti e alle possibili soluzioni. I contenuti sono approfonditi nei prossimi capitoli.

Tabella 4.1

Tavola sinottica di come impostare la diagnosi igrotermica. Si procede da sinistra verso destra impiegando gli strumenti necessari per individuare le responsabilità dei soggetti, gli errori e le cause con le possibili soluzioni tecnologiche con i relativi costi

Raccolta dati
Quando ci si approccia ad un caso di diagnostica igrotermica ovvero di individuazione delle cause e responsabilità di fenomeni di condensazione superficiale e formazione di muffa, la prima e più importante operazione da svolgere è il sopralluogo, nel quale si rileveranno alcuni dati base per lo svolgimento della diagnosi.

È importante che il tecnico realizzi il sopralluogo avendo preferibilmente a disposizione:
→ piante dell’immobile
→ prospetti e sezioni
→ particolari dei nodi costruttivi strutturali o compositivi
→ macchina fotografica
→ macchina termografica
→ sensori di temperatura dell’aria e di umidità relativa
→ sensori di temperatura superficiale e di flusso termico

N.B.: anche se potrà apparire superfluo, sottolineiamo che per questo tipo di problemi, tutti i sopralluoghi e le misure, che vogliano essere rappresentativi dei fenomeni riscontrati, devono essere eseguiti durante la stagione invernale, con l’impianto di riscaldamento acceso e l’unità immobiliare abitata.

Le informazioni che è necessario raccogliere devono essere tali da poter rendere possibile al tecnico le valutazioni che potranno indicare le responsabilità:
→ valutazione del grado di isolamento delle strutture opache (valore di trasmittanza termica U in W/m2K)
→ descrizione geometrica e delle caratteristiche termiche e dei materiali che compongono i nodi oggetto di fenomeni di degrado
→ distribuzione di temperature superficiali interne ed esterne della struttura
→ andamento della temperatura dell’aria interna e dell’umidità relativa

Durante il sopralluogo è quindi necessario individuare:
All’esterno:
→ posizione dell’immobile all’interno del tessuto urbano (distanza edifici vicini, ombre portate e soleggiamento, esposizione a venti e piogge ecc..)
→ orientamento dell’immobile
→ tipologia costruttiva (età dell’edificio, tecnica di costruzione, materiali)

All’interno:
→ localizzazione, numero e tipologia dei fenomeni di condensazione (segnare la distribuzione e il tipo di fenomeni sulla pianta)
→ identificazione di eventuali dispositivi responsabili di grossa produzione di vapore (es. umidificatori, dispositivi medici…)
→ raccolta di informazioni presso gli utenti sul regime di conduzione degli alloggi (numero di persone, occupazione giornaliera, attività svolte, accensione/spegnimento dell’impianto)

All’utente si deve chiedere anche notizia rispetto alle patologie che si stanno analizzando (ciclicità, velocità di propagazione, comparsa recente o presenza costante ecc.). Per essere certi di raccogliere presso gli utenti tutte le informazioni necessarie è possibile predisporre un questionario, da far compilare subito o da ritirare dopo qualche giorno, contenente tutte le domande utili.

Potete scaricare a questo link un esempio di questionario per la raccolta di informazioni dell’utente in caso di diagnosi igrotermica.

L’articolo è tratto da “Muffa, condensa e ponti termici”, uno dei sei volumi realizzati da Anit – Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico. Per richiedere i volumi, clicca qui.

Copyright © - Riproduzione riservata
Consigli per una diagnosi igrotermica a regola d’arte Ingegneri.info