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Conto Termico: nuovo decreto con tante novità

Incentivi per 900 milioni, accesso semplificato, soglie di potenza aumentata. Introdotto il catalogo dei prodotti idonei che beneficeranno di una procedura semiautomatica

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Eliminazione dell’obbligo di iscrizione ai registri per le caldaie a biomassa e a gas e per le pompe di calore elettriche con una potenza termica superiore a 500 kW enascita del nuovo “catalogo dei prodotti idonei“.

Queste sono solo due delle novità introdotte dal decreto 16 febbraio 2016 che ha modificato le norme sul Conto Termico. Il nuovo decreto è stato elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente e con il Ministero delle Politiche Agricole ed entrerà in vigore il 90° giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento aggiorna la disciplina introdotta dal decreto del 28 dicembre 2012 – in attuazione del D.Lgs. n. 28/2011 – per l’innovazione dei piccoli interventi di incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Privati, imprese e Pubblica Amministrazione potranno ora avvalersi di procedure di accesso agli incentivi e di modalità di erogazione delle risorse più semplici, con la possibilità di chiedere finanziamenti anche per impianti di potenza più elevata rispetto al passato.

Per accelerare le procedure di ammissione agli incentivi, il GSE si avvarrà, come anticipavamo di un nuovo strumento , “Catalogo dei prodotti idonei”: un catalogo di impianti e prodotti presenti sul mercato che hanno già ottenuto l’idoneità. Gli operatori collaboreranno con il Gestore dei Servizi Energetici per mantenere il catalogo costantemente aggiornato con le ultime tecnologie. Grazie al catalogo di prodotti riconosciuti dal GSE il richiedente potrà avvalersi di una domanda precompilata e non sarà tenuto a descrivere il prodotto.

 

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Conto Termico 2016: risorse disponibili e limiti

Le risorse ammontano a 700 milioni di euro per privati e imprese ai quali si aggiungono altri 200 milioni per le Pubbliche Amministrazioni, le cooperative di abitanti, le società cooperative sociali nonché le società a patrimonio interamente pubblico

Il decreto di aggiornamento del “Conto Termico” si compone di 22 articoli e degli allegati I e II che specificano le condizioni e le modalità secondo le quali devono essere erogati gli incentivi.

La nuova disciplina concorre al raggiungimento degli obiettivi specifici previsti, rispettivamente, dal Piano di azione (nazionale) per le energie rinnovabili (PAN) e dal Piano di azione per l’efficienza energetica (PAEE).

Le misure di incentivazione del nuovo Conto Termico verranno aggiornate periodicamente con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la Conferenza Unificata.

Trascorsi 60 giorni dal raggiungimento di un impegno di spesa annua cumulata pari a 200 milioni di euro per incentivi riconosciuti ad interventi “realizzati o da realizzare” da parte delle PA, non verranno accettate da parte di tali soggetti ulteriori richieste di accesso agli incentivi, fino all’entrata in vigore del successivo decreto di aggiornamento.

Analogamente, trascorsi 60 giorni dal raggiungimento di un impegno di spesa annua cumulata pari a 700 milioni di euro per incentivi riconosciuti ad interventi realizzati da parte dei privati, non verranno accettate ulteriori richieste di accesso agli incentivi, fino al successivo aggiornamento.

 

Cessazione dell’obbligo di iscrizione ai registri per gli impianti

Tra le novità si segnala che non viene più previsto l’obbligo di iscrizione ai registri per gli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, elettriche o a gas, e caldaie a biomassa aventi potenza termica superiore ai 500 kW: per questi impianti gli operatori potranno ricorrere all’accesso diretto o tramite prenotazione (per la sola PA), nel rispetto dei requisiti già previsti.

 

Nasce il “catalogo dei prodotti idonei”

Altra novità, a cui si è accennato, è quella del catalogo di prodotti di mercato “idonei e prequalificati” per l’accesso al Conto Termico, costituito da apparecchi, macchine e sistemi, identificati con marca e modello, per la produzione di energia termica e per installazioni ad uso domestico: il catalogo verrà messo online (e aggiornato ) dal GSE sul suo sito internet.

 

Soggetti e interventi incentivabili

Come in precedenza, sono ammessi agli incentivi erogabili tramite meccanismo del Conto Termico soggetti pubblici (PA) e privati, tenendo conto che il numero di interventi incentivabili presentati dalle imprese private è più ristretto rispetto a quello delle PA.

Cominciamo con l’indicare gli unici interventi per i quali i soggetti privati possono accedere agli incentivi (art. 4, comma 2), mentre, per quanto riguarda le PA, sono incentivabili sia questi interventi sia un altro elenco di interventi previsto dal provvedimento (art. 4, comma 1).

Per i soggetti privati e per le PA, sono incentivabili (“alle condizioni e secondo le modalità di cui agli Allegati I e II, ivi comprese le spese ammissibili di cui all’articolo 5”), i seguenti interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione:

  1. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
  2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
  3. installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento (nel caso di superfici del campo solare superiori a 100 m2 è richiesta l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore);
  4. sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
  5. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

 

PA: tre nuovi interventi incentivabili

Non è dunque mutato il quadro degli interventi di piccole dimensioni ammessi agli incentivi per quanto riguarda i privati, mentre, come si vedrà dall’elenco seguente, per le PA sono stati previsti tre nuovi tipi di interventi incentivabili, e cioè la trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (Nearly Zero Energy Building – NZEB), la sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti e l’installazione di tecnologie “building automation” per la gestione e il controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici. Sono anche state aumentate le soglie di accesso per pompe di calore elettriche, a gas, caldaie a biomassa e impianti solari termici.

Dunque, sono incentivabili, ivi comprese le “spese ammissibili” (art. 5), i seguenti interventi a favore delle sole Pubbliche Amministrazioni di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione:

  1. isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
  2. sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  3. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  4. installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili;
  5. trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;
  6. sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti di illuminazione;
  7. installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Peraltro, il nuovo Conto Termico prevede, a favore delle sole Pubbliche Amministrazioni, la possibilità di richiedere, prima della realizzazione degli interventi e al ricorrere di precise condizioni, la prenotazione degli incentivi con impegno all’erogazione delle risorse.

Tutti questi interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione, rispettando anche il loro corretto dimensionamento, sulla base della normativa tecnica di settore, in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

Un’altra novità del nuovo Conto Termico è rappresentata dall’aumento della taglia massima degli impianti per la produzione di energia termica da rinnovabili che sale da 1 MW a 2 MW.

 

Ruolo delle ESCo e contratti stipulabili

Ad ogni modo, PA e privati, ai fini dell’accesso agli incentivi, possono avvalersi dell’intervento di una ESCo (Energy Service Company), per quanto riguarda i primi, mediante la stipula di un “contratto di prestazione energetica” che rispetti i requisiti minimi previsti dall’Allegato 8 al D.Lgs. n. 102/2014, mentre per quanto riguarda i secondi, mediante la stipula di un “contratto di servizio energia” (allegato II del D.Lgs. n. 115/2008). o di un “contratto di prestazione energetica” (D.Lgs. n. 102/2014), fermo restando le specifiche deroghe al rispetto di tutti i requisiti del “contratto di servizio energia” indicate dal GSE nelle regole applicative.

Dopo 2 anni (24 mesi) dall’entrata in vigore del D.Lgs n. 102/2014, potranno presentare al GSE richiesta di concessione dell’incentivo, in qualità di soggetto responsabile, solo le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352, per interventi realizzati in virtù di contratti con i soggetti ammessi ai benefici di cui al nuovo “Conto Termico”.

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