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Contratto edilizia, c’è l’accordo per il rinnovo

L'Ance e le organizzazioni cooperative di settore ed i rappresentanti di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil hanno firmato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori

Accordo trovato per il settore edile
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Dopo lunghe trattative questa estate è stato finalmente raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto dell’edilizia (Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori – CCNL Edilizia), che interessa più di un milione di lavoratori impegnati nei cantieri.

Con le disposizioni a favore del Welfare contrattuale rafforzate e implementate, il nuovo CCNL infatti, con decorrenza dal 1° Luglio 2018 al 30 Settembre 2020, prevede ingenti misure di solidarietà sociale, volte a favorire l’uscita in pensione delle maestranze anziane e l’ingresso di giovani motivati e formati in grado di interpretare al meglio l’utilizzo delle nuove tecnologie e tecniche, ed in particolare:

  • Un protocollo imprese-sindacati che contiene alcune azioni unitarie per il rilancio del settore;
  • L’istituzione di un Fondo sanitario nazionale per i lavoratori dell’edilizia;
  • Incentivi mirati a promuovere l’occupazione giovanile e le nuove assunzioni e a sostenere i prepensionamenti (Fondo Incentivo all’Occupazione e Fondo Prepensionamenti Nazionale) a supporto del ricambio generazionale nelle imprese;
  • Il rafforzamento dell’efficienza del sistema degli enti bilaterali (casse edili, enti di formazione e per la sicurezza), puntando su una decisa riduzione dei costi attraverso una revisione delle contribuzioni dovute e una loro destinazione alla riduzione del costo complessivo;
  • Aumenti sui minimi tabellari;
  • Possibilità per i lavoratori autonomi a Partita Iva di iscriversi in Cassa Edile;
  • Avvio dei versamenti in Cassa Edile con il modello F24.

Ma vediamo nel dettaglio, quali sono i punti principali del nuovo contratto dei lavoratori edili (CCNL Edilizia).

Le novità dal punto di vista retributivo e del Welfare contrattuale

Suddividendo i punti programmatici ed i relativi incrementi previsti per l’intera durata del contratto, il nuovo CCNL dunque prevede:

  • Dal punto di vista salariale un aumento a parametro 100 di 55 euro per l’operaio comune e 71,50 euro per l’operaio specializzato;
  • Un Fondo Prepensionamenti volto a favorire il raggiungimento del pensionamento anticipato di tutte le maestranze edili che ne abbiano i requisiti soggettivi e a favorire quindi il ricambio generazionale nel settore innalzando l’attuale contributo del 0,10% allo 0,20% a totale carico delle imprese;
  • Un Fondo Incentivo Occupazionale per rafforzare il ricambio generazionale e per promuovere l’assunzione dei giovani in cantiere, alimentato dallo 0,10% a totale carico delle aziende, per incentivare le imprese che assumono giovani;
  • L’istituzione di un Fondo Sanitario integrativo, a carattere obbligatorio e universalistico, con un aumento dello 0,35% complessivo a totale carico delle imprese, dedicato sia agli operai che agli impiegati e che prevede una uniformità di prestazioni a livello nazionale con un’ampia copertura di casistiche sanitarie;
  • L’aumento di 2 euro (a parametro 100) per l’operaio comune (che diventano 2,6 per l’operaio di terzo livello) del contributo collettivo obbligatorio per la Previdenza complementare a totale carico delle imprese (Prevedi e Previdenza Cooperativa);

A questo link è disponibile il Verbale di Accordo tra l’Ance, le organizzazioni cooperative di settore ed i rappresentanti di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil.

E riguardo i lavoratori autonomi?

In un’ottica di integrazione delle professionalità all’interno del cantiere e di una contrattazione inclusiva, il nuovo CCNL dà la facoltà ai lavoratori autonomi possedenti di Partite Iva di iscriversi alla Cassa edile versando un contributo contrattualmente individuato per partecipare a corsi di formazione tecnica e richiedere l’assistenza dei CPT su formazione, prevenzione, sicurezza, prevedendo inoltre, la possibilità di iscriversi alla sanità e alla previdenza integrativa con l’impegno entro 3 mesi a definire un contratto tipo.

Una scelta a doppio senso questa, volta a rilanciare anche le scuole edili e i CTP per la sicurezza, con una particolare attenzione alla formazione dedicata alle nuove tecniche costruttive, ai nuovi materiali, all’industrializzazione 4.0 del cantiere,  oltre che essere una misura di contrattazione inclusiva pensata per ricomporre diritti e tutele rivolgendosi potenzialmente a circa 200 mila persone (restauratori, archeologi, geometri, architetti ecc.).

Approfondisci il tema sui lavoratori autonomi possessori di Partite Iva

Riguardo l’avvio dei versamenti in Cassa Edile con il modello F24

Dal 1° gennaio 2019, i datori di lavoro potranno versare i contributi Cassa Edile attraverso il modello F24 e compensare i debiti verso la Cassa Edile con crediti di natura fiscale e/o previdenziale vantati dalle imprese nei confronti dell’INPS e/o dall’Agenzia delle Entrate.

I commenti e la soddisfazione dei sindacati

Soddisfazione è stata espressa dai sindacati. In una nota congiunta infatti, i segretari di FenealUil, Vito Panzarella, Filca-Cisl, Franco Turri, e Fillea-Cgil, Alessandro Genovesi, dichiarano di aver “mantenuto la funzione salariale del contratto con aumenti sui minimi tabellari secondo le prassi e le specificità in atto nel settore dell’edilizia, in piena sintonia con l’Accordo Interconfederale del 9 marzo scorso firmato da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, che riconosce al CCNL sia una funzione salariale certa, sia una funzione di sostegno a forme di Welfare integrativo di natura bilaterale“.

Secondo i sindacalisti inoltre, “l’obiettivo raggiunto è stato quello di rimettere le Casse edili al centro di servizi a favore dei lavoratori, con costi gestionali ed un’efficienza del sistema coerenti con la loro missione sociale e con un 1,05% sia alle imprese che ai lavoratori”, avendo concordato importanti innovazioni a tal proposito “che favoriranno una stagione di contrattazione territoriale importante, per dare coerenza alla filosofia e alle prescrizioni contrattuali“.

Adesso le sfide da affrontare, concludono i tre segretari generali, “sono la lotta al dumping contrattuale, e quindi l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nei cantieri, e la vera ripresa del settore, con la realizzazione delle infrastrutture necessarie al rilancio del Paese e con l’accelerazione della cantierizzazione di più opere possibili. Con questo contratto le parti sociali confermano l’importanza di investire su un sistema di relazioni industriali che sempre di più deve mettere al centro l’impresa ed il lavoro di qualità, scommettendo sul futuro del settore

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