Coperture piane: dove e come posizionare l'isolamento termico | Ingegneri.info

Coperture piane: dove e come posizionare l’isolamento termico

La posizione dell’isolamento termico delle coperture piane dipende da vari fattori

153_copertura_piana
image_pdf

La posizione dell’isolamento termico nelle coperture piane può essere sia sotto il livello della struttura, sia sopra di essa, sia in posizione intermedia tra gli elementi strutturali.

Per quanto riguarda la posizione dell’isolamento termico rispetto al manto impermeabile, nel caso in cui questo sia costituito da un materiale a struttura aperta, deve essere collocato sotto a suddetto manto, mentre nel caso in cui sia costituito da un materiale a struttura a celle chiuse può essere collocato sia sotto il manto impermeabile, sia sopra di esso.

La posizione dell’isolamento termico sotto la struttura portante della copertura è spesso sconsigliabile. Questo è particolarmente vero per le configurazioni più comuni, sia perché il termoisolante in tale posizione non protegge la struttura dagli sbalzi termici, sia perché da tale configurazione è molto difficile eliminare i ponti termici, sia perché, come si è detto, il fatto che tale posizionamento privi i vani della possibilità di utilizzare l’inerzia termica dei solai di copertura può non essere vantaggioso a livello termico.

Nel caso di strutture di copertura in legno il problema legato alla riduzione della durabilità della struttura a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici è più grande di quanto non sia nel caso di strutture in c.a. ed anche acciaio, ma risultano minori i ponti termici (grazie alla minore conduttività del materiale). Quest’ultimo è un fatto molto importante, che rende la collocazione del termoisolante inferiormente alla struttura portante complessivamente più agevole nel caso delle strutture in legno che in quello delle strutture in c.a. o in acciaio.

Fig153-1

Esempi di posizione dell’isolamento termico in coperture piane

Nel caso delle strutture in c.a. o acciaio può rendersi necessaria una riduzione dei ponti termici, per esempio attraverso l’adozione di cuscinetti elastici (svolgenti funzione di taglio termico) nelle connessioni, e/o rivestendo di termoisolante gli elementi strutturali, così da allungare (e quindi ridurre) i ponti termici; oppure può rendersi necessaria l’adozione di soluzioni strutturali atte a consentire alle strutture di muoversi liberamente e senza rischio di affaticamento per effetto delle considerevoli escursioni termiche a cui saranno sottoposte in opera (si tratterà, quindi, spesso di strutture isostatiche, perciò soprattutto in c.a. prefabbricato e in acciaio). È una situazione tipica nelle configurazioni caratterizzate da strati isolanti sospesi, a controsoffitto.

La posizione dell’isolamento termico sopra il supporto strutturale presenta l’inconveniente di favorire il verificarsi di notevoli sbalzi termici (e, quindi, considerevoli sbalzi dimensionali) negli strati collocati sopra all’isolante (solitamente costituiti dal manto impermeabile – che è la parte delle coperture caratterizzata dai maggiori problemi di durabilità – e dai suoi eventuali strati di protezione e separazione). Questo può causare un precoce ammaloramento di tali strati, anche in considerazione del coefficiente di dilatazione elevato dei materiali di sintesi generalmente utilizzati nei manti impermeabili. Si tratta di una situazione tanto più pericolosa quanto minore diviene l’elasticità degli strati impermeabili stessi a causa dell’invecchiamento, accelerato dall’azione dei raggi ultravioletti.

Un primo accorgimento per evitare il manifestarsi di eccessivi sforzi di trazione nel manto in questi casi è quello di desolidarizzare in modo efficiente il manto stesso dallo strato termoisolante. Un secondo accorgimento è quello di frazionare le coperture, suddividendole in settori, mediante parapetti, al fine di assorbire nei giunti le escursioni dimensionali. Tali giunti di separazione costituiscono però anche zone più vulnerabili al degrado, e quindi, potenzialmente, zone a maggior rischio di infiltrazione, particolarmente nel caso in cui tali giunti non siano realizzati a regola d’arte in merito all’obiettivo di rendere i supporti orizzontali indipendenti dalla superficie verticale dei parapetti.

La posizione dell’isolamento termico al di sopra della struttura dei solai di copertura piani, specialmente nel caso in cui essi siano dotati di inerzia termica consistente, come nel caso dei solai in cemento armato, dà la possibilità di sfruttare la massa di inerzia termica delle strutture per mitigare gli sbalzi di temperatura giornalieri nei vani. Questo, a soffitto, in generale è vantaggioso soprattutto ai fini del raffrescamento estivo: come è noto, ai fini del raffrescamento, i soffitti sono più utili dei pavimenti, poiché per densità l’aria più calda tende salire e quella più fresca a scendere. In secondo luogo, questa soluzione facilita la riduzione dei ponti termici e quindi la protezione dagli sbalzi termici delle strutture stesse. In terzo luogo, questa soluzione, facilitando la riduzione dei ponti termici, facilita la riduzione delle dispersioni termiche e riduce i rischi di condensazione interstiziale.

Per la combinazione di questi motivi, il posizionamento dell’isolamento termico è molto più frequente all’estradosso delle coperture piane che all’intradosso.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Coperture piane: dove e come posizionare l’isolamento termico Ingegneri.info