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Cos’è la diagnosi speditiva?

La diagnosi speditiva coordinata dal Mit e svolta dalla Rete delle Professioni Tecniche è un metodo di mitigazione del rischio: una guida sui casi che la richiedono, i fattori di maggior vulnerabilità e le fasi d'intervento

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La diagnosi speditiva è uno dei tre metodi proposti all’interno del documento “Promozione della sicurezza dai Rischi naturali del Patrimonio abitativo” redatto dalla Struttura di Missione Casa Italia, lo scorso giugno ed a cui gli ingegneri hanno espresso il proprio parere lo scorso 18 gennaio 2018.

In questo articolo, oltre a spiegare il metodo, anche attraverso tabelle, illustreremo i seguenti punti:

All’interno del documento sono previsti tre possibili metodi volti alla mitigazione del rischio, il cui impiego è stabilito, tra gli altri, dal grado di sismicità dell’area territoriale di appartenenza dell’immobile. Si tratta di:

  1. Intervento diffuso di diagnosi speditiva;
  2. Fascicolo del Fabbricato;
  3. Repository unico delle informazioni sui fabbricati (database);

che dovrebbero portare al conseguimento ed alla definizione della tipologia di intervento di mitigazione del rischio sismico. Sulla spinta del Sisma bonus è assolutamente incentivante la misura di intervento sull’esistente, in quanto:

  • la realizzazione congiunta di interventi di miglioramento sismico e riqualificazione energetica degli edifici. È un’ipotesi interessante, tanto che Enea ha riscontrato, in alcuni studi prototipali, una riduzione del 30% del costo dell’intervento integrato rispetto a quello della somma dei due realizzati separatamente. Tuttavia, non si dispone oggi di una base empirica sufficiente a garantire la generalizzazione di queste stime;
  • l’aumento del valore immobiliare a valle di un miglioramento della sicurezza dell’edificio. E’ un beneficio potenzialmente importante, anche se richiede un cambiamento culturale nel Paese (oggi pochi si interessano alle prestazioni statiche di un edificio al momento dell’acquisto di una abitazione) e, probabilmente, avrà comunque effetti limitati nelle aree che  presentano una minore domanda di immobili (come avviene in molti dei luoghi a maggiore sismicità) [Fonte: “Promozione della sicurezza dai Rischi naturali del Patrimonio abitativo“].

Nella tabella sottostante sono riportate le caratteristiche dei tre metodi, unitamente ai difetti e pregi riscontrati dagli ingegneri nel comunicato stampa diramato.

Diagnosi speditiva Fascicolo del fabbricato Repository
 Definizione Valutazione speditiva della vulnerabilità sismica di costruzioni censite nel 2011 (Vulnerabilità V6)  Carta di identità degli intervetni che ha subito il fabbricato nella sua vita. Banca dati relativa al singolo fabbricato.
 Costi a carico di Stato (aree ad alto rischio sismico) – Mit Proprietari immobili
 Peculiarità Velocità

Tecnici territoriali

Strumento utile su scala territoriale ampia

Per ciascun edificio, inteso da cielo a terra

Standardizzazione informazione

  Criticità La diagnostica speditiva necessita di risorse che tengano conto della
complessità dell’attività di rilevazione, realizzabile solo da personale tecnico esperto.
Comunicazione inoltrata all’Amministrazione

Difficoltà di rielaborazione delle informazioni

Dati incompleti al momento

Il Rapporto “Promozione della sicurezza dai Rischi naturali del Patrimonio abitativo” sembra considerare la diagnostica speditiva come lo strumento più opportuno per la mitigazione del rischio, soprattutto nelle aree ad alta sismicità in cui è dimostrato che la probabilità di perdite umane, in presenza di eventi sismici di magnitudo elevata, cresce in modo esponenziale negli edifici caratterizzati dalla maggiore vulnerabilità (classe V6, Figura 1). Per minimizzare le perdite di vite umane occorre, quindi, focalizzare immediatamente l’attenzione sugli edifici con vulnerabilità V6 localizzati nelle aree a maggiore pericolosità sismica.

Figura 1 - Relazione tra vulnerabilità, magnitudo e danni umani

Figura 1 – Relazione tra vulnerabilità, magnitudo e danni umani.

Quali sono i casi per la diagnosi speditiva?

La diagnosi speditiva è volta alle vulnerabilità V6 e prevede le seguenti casistiche:

  1. Edifici in muratura portante che non siano stati oggetto di interventi di rinforzo (ad esempio muratura in pietrame a secco);
  2. Edifici in calcestruzzo armato, in assenza di norme antisismiche, per effetto della scarsa qualità dei materiali e del grado di deterioramento.

Esiste quindi un grado di indeterminazione, che non consente al proprietario di un immobile di conoscere in modo automatico la vulnerabilità del proprio edificio; per farlo, occorrerebbe attivarsi autonomamente con un professionista. Si rischia così di rimanere in una fase di stallo: il proprietario, non avendo la consapevolezza della vulnerabilità del proprio edificio non richiede l’intervento del professionista, ma senza questo intervento il proprietario non ha la consapevolezza dell’opportunità di intervenire.

Quali i fattori che ne aumentano la vulnerabilità?

  1. Scarsa qualità costruttiva
  2. Elevato degrado e/o danneggiamento
  3. Spinte orizzontali non contrastate – Pannelli murari male ammorsati tra loro
  4. Aperture di elevate dimensioni, intervallate da maschi di ridotte dimensioni
  5. Presenza di numerose nicchie, che riducono sensibilmente l’area resistente del muro
  6. Pareti di elevate dimensioni (larghezza e altezza) non controventate a sufficienza

Quali sono le fasi di intervento?

L’intero procedimento è coordinato e gestito dal Mit e preve il coinvolgimento della Rete delle Professioni Tecniche. Le fasi sono le seguenti:

  • A partire dal Censimento delle abitazioni 2011 si analizzano le informazioni degli edifici che dovranno essere soggetti all’analisi speditiva;
  • Convenzione con gli ordini professionali interessati per individuare i professionisti incaricati delle rilevazioni;
  • I risultati della rilevazione, ovvero la classe di vulnerabilità degli edifici, dovranno essere comunicate ai proprietari degli immobili.

 

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