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Costruzioni: la crisi proseguira’ anche nel 2012

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Le cifre della nuova frenata dell’economia e della forte crisi delle costruzioni sono messe in luce dal documento redatto dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), da cui emerge che gli investimenti nel settore hanno segnato una riduzione del 6,4% nel 2010, mentre per 2011 e 2012, in assenza di misure che possano produrre effetti immediati sulla produzione, sono previsti cali del 4 e 3,2 per cento.

Il “piano per la città” previsto nel decreto sviluppo, che si configura come una normativa ordinaria e a regime, potrà avere effetti positivi, secondo l’associazione, sui livelli produttivi del settore nel medio periodo. Tenendo conto dei tempi necessari per l’attuazione a livello territoriale, gli effetti potranno concretizzarsi a fine 2012.

Anche per l’edilizia non residenziale privata la flessione nel quinquennio è rilevante e pari al 22,2%. Nel comparto dei lavori pubblici il calo nello stesso periodo si attesta al 33,9%. Per questo settore, il ridimensionamento dei volumi produttivi è in atto ormai da otto anni, con una flessione complessiva, tra il 2004 ed il 2012, del 39,5%.

Tiene solo il comparto del recupero del patrimonio abitativo per il quale si stima una lieve crescita, nell’arco dei cinque anni considerati, dello 0,9%. Tale risultato è stato influenzato dall’andamento positivo delle richieste di agevolazioni fiscali per le spese di ristrutturazioni edilizie (36%).

Per quanto riguarda l’occupazione, la crisi nel settore ha inevitabilmente generato forti contraccolpi: i dati delle casse edili segnalano che in due anni (2009 e 2010) il numero di imprese iscritte si è ridotto del 14,2%; flessioni ancora più marcate hanno caratterizzato il numero di operai iscritti (-17,8%) e le ore lavorate (-20%).

Nei primi sei mesi del 2011 il trend negativo prosegue con riduzioni ulteriori, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del numero di imprese iscritte (-6,1%), delle ore lavorate (-4,3%) e degli operai (-7%).

Sulla base di tali dati, con riferimento all’occupazione dipendente, l’Ance stima che dall’inizio della crisi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono circa 230.000, che raggiungono le 350.000 unità se si considerano anche i settori collegati alle costruzioni.

O.O.

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