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Crisi edilizia: si teme il peggio

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 “Un salasso da oltre 150mila posti di lavoro nel 2009 che sta assumendo le proporzioni di una emergenza occupazionale e produttiva da affrontare senza più rinvii. E’ forte il rischio di una pericolosa e profonda flessione del settore che emerge dalle rilevazioni nelle grandi città dell’Osservatorio Feneal-Uil/Cresme. Il settore delle costruzioni sta pagando ora gli effetti della recessione sia con una forte contrazione di ore lavorate che nelle grandi città registra un calo del 12,3%, sia con una decisa flessione dell’occupazione (grandi città: -6,5%). L’irruzione del segno meno nella attività edilizia è ormai generalizzata e fa prevedere in assenza di interventi rapidi e coordinati un peggioramento nella seconda parte dell’anno soprattutto dal punto di vista occupazionale e di chiusura di pmi.

E’ fondamentale che il governo affronti come una priorità le difficoltà del settore che sono ormai una emergenza nazionale. Si esca dunque dal rito degli annunci, puntando invece su politiche concrete basate su decisioni reali di finanziamenti e su tempi certi con scelte progettuali in grado di garantire al settore un ruolo effettivamente anticiclico. Il rischio grave che la Feneal porrà al tavolo del confronto con il Governo non è solo quello di un salasso occupazionale che potrebbe trascinarsi nel 2010, ma anche di inserirsi nella auspicata ripresa economica internazionale con un paese ancora più debole e sempre povero di infrastrutture fondamentali per la crescita e la modernizzazione”.

 Scarica la sintesi della ricerca fornita dall’ Ufficio Stampa Feneal-Uil

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