Da Harvard al cantiere: ecco i robot-operai | Ingegneri.info

Da Harvard al cantiere: ecco i robot-operai

wpid-21732_robotharvardtermes.jpg
image_pdf

Operai robotici in grado di costruire in modo totalmente autonomo una struttura edile, senza comandi prestabiliti e con la capacità di ‘adattarsi’ a ciò che succede durante la costruzione: è l’ultima frontiera dell’ingegneria robotica, sondata con successo da un team della Harvard University e documentata da un articolo apparso sul magazine Science.

Un progetto che colpisce fin dal nome: “Termes”, con richiamo diretto alle termiti, gli insetti in grado di costruire gigantesche ‘case’ biologiche come i termitai, che in alcune zone dell’Africa possono raggiungere persino i due metri di altezza. Veri e propri prodigi naturali, che le termiti costruiscono durante un anno di lavoro, in cicli continui dove alcune muoiono e vengono ‘sostituite’ dalle altre.

Traendo ispirazione dalla particolare forma di ‘intelligenza collettiva‘ delle termiti, un team di ingegneri ed esperti in robotica della Harvard School of Engineering and Applied Sciences (Seas) e del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering sempre ad Harvard hanno sviluppato un team di robot costruttori autonomi. Un vero e proprio sistema che non ha bisogno di essere controllato o comandato, e che invece si basa sulla reciproca collaborazione dei robot nel modificare l’ambiente in cui sono inseriti. Lo studio dimostrerebbe la possibilità di sistemi collettivi di robot di costruire strutture complesse e tridimensionali senza una struttura di comando centrale o ruoli pre-programmati.

“Generalmente partendo da una piantina e da un piano di esecuzione, il capomastro fornisce alla sua squadra gli ordini per eseguire il compito, supervisionandola”, spiega Justin Werfel, autore dello studio insieme a Kirstin Petersen e Radhika Nagpal. “Ciò non avviene nelle colonie di insetti, dove la regina non fornisce a ciascun elemento le istruzioni di esecuzione individuali. Ogni termite non sa esattamente cosa stanno facendo le altre o qual è lo stato corrente della costruzione”.

Come le termiti si affidano a meccanismi di implicita comunicazione reciproca, di osservazione e conseguente adattamento, così i robot progettati per Termes lavorano in forma cooperativa, dimostrando di essere in grado di adattare il proprio lavoro alle modificazioni introdotte dagli altri nel contesto.

I robot Termes sono in grado di costruire torri, castelli, piramidi, persino di erigere scale che permettono loro di raggiungere livelli più alti dove trasportare e aggiungere altri mattoni. Il sistema è pensato per funzionare con una qualsiasi quantità di robot, e garantisce il funzionamento anche nel caso in cui uno dei robot si rompa. Termes, secondo gli scienziati autori del progetto, dimostra che si potrebbe arrivare ad adoperare gli stessi robot in situazioni di emergenza, come ad esempio innalzare muretti di sacchi di sabbia nel caso di alluvioni, o persino, in un futuro che appare sempre più prossimo, per eseguire comandi di costruzione su Marte.

Copyright © - Riproduzione riservata
Da Harvard al cantiere: ecco i robot-operai Ingegneri.info