Decreto semplificazioni 2014: le novita' per l'edilizia | Ingegneri.info

Decreto semplificazioni 2014: le novita’ per l’edilizia

wpid-25565_impreseedili.jpg
image_pdf

 

Sulla G.U. del 28 novembre 2014 è stato pubblicato il D.lgs. n. 175 del 21 novembre 2014 (c.d. Decreto semplificazioni) che è stato emanato in attuazione dell’art. 7 della delega fiscale di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 23. Il presente D.lgs. n. 175/2014 è entrato in vigore a decorrere dal 13 dicembre 2014. Vediamo quali sono le principali novità del decreto semplificazioni che riguardano il settore edile.

 

 

Dichiarazione di successione

Non si deve procedere alla presentazione della dichiarazione di successione nel caso l’eredità sia destinata al coniuge o a parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore inferiore ad Euro 100.000 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Conseguentemente il limite entro cui non scatta l’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione sarà aumentato dagli attuali Euro 25.823 ad Euro 100.000. Si evidenzia, inoltre, che non vi sarà l’obbligo di presentazione della stessa quando l’eredità non sia costituita da beni immobili o diritti immobiliari.

Sotto il profilo burocratico si segnalano le seguenti novità:

  • non andranno più allegati alla dichiarazione di successione documenti in originale. Va da sé che basteranno copie non autenticate, accompagnate da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
  • verrà meno l’obbligo di presentare la dichiarazione integrativa nel caso in cui una sopravvenienza sia costituita da “rimborsi fiscali”. Tali rimborsi manterranno comunque la loro rilevanza ai fini della determinazione dell’imponibile da sottoporre a tassazione.

 

 

 

Società in perdita sistematica

 

 

In aggiunta all’ipotesi classica, rappresentata dalle società non operative che registrano ricavi inferiori alla soglia minima derivante dall’applicazione dei coefficienti di cui all’art. 30 della L. 724 del 1994, si considerano in perdita sistematica le società che hanno dichiarato cinque perdite fiscali consecutive oppure quattro perdite e un reddito imponibile inferiore al minimo previsto dal citato art. 30 della L. 724/94 (art. 2, commi 36-decies e 36-undecies, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modifiche dalla L. 14 settembre 2011, n. 148).

Torna, comunque applicabile il Provvedimento del Direttore Agenzia Entrate 11 giugno 2012.

 

 

 

Opzioni

 

 

  • A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, l’opzione per i regimi di trasparenza fiscale e di consolidato devono essere esercitati con la dichiarazione presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale la si intende esercitare (artt. 115, comma 4, 119, comma 1, lettera d), e 155, comma 1, del Tuir).
  • Medesima regola si applica all’opzione per il regime speciale Irap previsto dall’art. 5-bis del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 per società di persone e ditte individuali.

 

 

LEGGI ANCHE: Responsabilita’ solidale negli appalti abrogata dal Decreto sulle semplificazioni

 

 

Liquidazione di società: responsabilità dei liquidatori

I liquidatori dei soggetti Ires che non hanno versato le imposte dovute per il periodo della liquidazione e per quelli anteriori rispondono in proprio del pagamento delle imposte se non provano:

  • di aver soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione di beni ai soci o associati;
  • oppure di aver soddisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari (art. 36 del DPR n. 602/73).

 

Tale responsabilità – che si applica a tutte le tipologie di tributi – è commisurata all’importo dei crediti d’imposta che avrebbero trovato capienza in sede di graduazione dei crediti.

 

Assegnazione a soci ed associati

II valore del denaro e dei beni sociali ricevuti in assegnazione si presume proporzionalmente equivalente alla quota di capitale detenuta dal socio od associato, salva la prova contraria (art. 36, comma 3, del DPR n. 602/73).

 

 

 

Professionisti – vitto e alloggio

Le prestazioni alberghiere e quelle relative alla somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista che ne usufruisce. Ne deriva che quest’ultimo non dovrà più riaddebitare in fattura tali spese al committente e non dovrà più operare la deduzione del relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo.

 

 

 

Riqualificazione energetica degli edifici

Viene abrogato l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati nei casi in cui i lavori proseguano per più periodi d’imposta.

Conseguentemente in presenza di comunicazioni obbligatorie, per l’omesso o il ritardato invio non è più prevista la decadenza dall’agevolazione, ma una sanzione da 256 a 2.065 Euro.

 

 

 

Nozione di “prima casa” ai fini IVA (con aliquota del 4%) allineata a quella ai fini dell’imposta di registro

È stata introdotta una nozione di “prima casa” omogenea ed allineata ai fini sia dell’IVA che dell’imposta di registro. Infatti, ove ricorra l’applicazione dell’IVA, l’aliquota IVA del 4 per cento torna applicabile anche alle abitazioni classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse da quelle A1, A8, e A9, divenendo irrilevanti i parametri di cui al D.M. 2 agosto 1969 (c.d. parametri per abitazioni di lusso).

 

 

LEGGI ANCHE: Spese di rappresentanza (omaggi): cosa cambia con il Decreto semplificazioni

 

 

Immobili sequestrati e confiscati

Durante la vigenza dei provvedimenti di sequestro e confisca e, comunque, fino all’assegnazione o destinazione dei beni a cui si riferiscono, dal 1° gennaio 2014:

  • è sospeso il versamento delle imposte dovute con riferimento agli immobili oggetto di sequestro il cui presupposto impositivo consista nella titolarità del diritto di proprietà o nel possesso degli stessi;
  • ai fini della determinazione delle imposte sui redditi non rilevano i redditi prodotti dai beni immobili oggetto di sequestro situati nel territorio dello Stato e dai beni immobili situati all’estero, anche se locati, se determinati in base al Capo II del Titolo I e dell’art. 70 del Tuir;
  • i relativi redditi non rilevano inoltre nell’ipotesi di cui all’art. 90, comma 1, quarto e quinto periodo, del Tuir (art. 51 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159).

 

NB: gli atti e i contratti relativi a tali immobili sono esenti dall’imposta di registro, dalle imposte ipotecarie e catastale e dall’imposta di bollo.

 

Revoca della confisca

In tal caso l’amministratore giudiziario lo comunica all’Agenzia delle Entrate e agli altri enti impositori ai fini della liquidazione dei tributi dovuti per il periodo di durata dell’amministrazione giudiziaria.

 

 

 

IVA: note di variazione in diminuzione

È stato modificato l’art. 26, comma 2 del DPR n. 633/1972 in tema di facoltà di emissione della nota di variazione in diminuzione ai fini IVA senza limiti temporali.

Più in dettaglio al 2° comma dell’art. 26 del DPR n. 633/1972 sono state inserite due nuove fattispecie, che attribuiscono al creditore il diritto all’emissione della nota di variazione senza limiti temporali e più nel dettaglio si tratta:

  • dell’accordo di ristrutturazione dei debiti omologato e
  • del piano attestato di risanamento.

Al riguardo risulta opportuno ricordare che le variazioni in diminuzione ai fini IVA (cd. note di credito) hanno carattere facoltativo e le condizioni per procedere sono specificamente individuate dall’art. 26, commi secondo e terzo, del DPR n. 633/1972. Inoltre, a seconda dei casi, soggiacciono o meno al limite temporale di un anno.

 

 

 

Spese di rappresentanza – allineamento importi IVA e dirette

Con riferimento alle spese di rappresentanza (ovvero omaggi) sarà possibile detrarre l’IVA per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore ad Euro 50. Tale limite prima del decreto in esame ai fini IVA era pari ad Euro 25,82 mentre ai fini delle dirette sussisteva il limite di Euro 50.

Con tale modifica di fatto è stato allineato l’importo sia ai fini IVA che ai fini delle imposte dirette uniformando il limite ad Euro 50.

 

 

 

Iscrizione al VIES

E’ stato modificato l’art. 35 co. 7-bis del DPR 633/72, in base al quale i soggetti titolari di partita IVA, che richiedono l’autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie, devono attendere il decorso di 30 giorni prima di ottenere l’inserimento nel VIES. Secondo la nuova formulazione della norma, invece, l’iscrizione sarà immediata.

Inoltre, sono state introdotte anche regole più stringenti per la cancellazione delle partite IVA che si rivelano senza requisiti: infatti, modificando l’art. 35 co. 15-quater del DPR 633/72, è stata prevista l’esclusione automatica dal VIES per i titolari di partita IVA che non presentano alcun elenco INTRASTAT per quattro trimestri consecutivi, successivi alla data di inclusione nella banca dati in questione. Tale cancellazione, però, sarà preceduta dall’invio di un’apposita comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Decreto semplificazioni 2014: le novita’ per l’edilizia Ingegneri.info