Demolizione di abusi edilizi, occhio ai tempi di acquisizione | Ingegneri.info

Demolizione di abusi edilizi, occhio ai tempi di acquisizione

Se l'istanza non è subito impugnata né eseguita entro 90 giorni, il bene e l'area di sedime vanno al comune

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La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 1564 del 5 ottobre 2017, ha ribadito che l’ingiustificata inottemperanza all’ordine di demolizione della costruzione abusiva comporta l’automatica acquisizione del bene al patrimonio comunale in favore del quale deve essere disposta la restituzione, e l’acquisizione non costituisce impedimento giuridico alla demolizione da parte del proprietario in assenza di delibera comunale che dichiari la sussistenza di interesse pubblico al mantenimento dell’opera.
La sentenza fa riferimento al comma 3 dell’art. 31 del Dpr n. 308/2001 (Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali), che recita: “Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive, sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita”.
A causa dell’inottemperanza a una prima ingiunzione comunale a demolire entro il termine prescritto, un manufatto abusivo era stato acquisito a un Comune. Il destinatario dell’ingiunzione aveva fatto ricorso, adducendo di aver inoltrato due richieste di permesso costruire in sanatoria, in seguito respinte. La Corte di appello aveva respinto il ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza dei giudici di secondo grado.
Secondo la Cassazione, l’effetto ablatorio (cioè la privazione di un diritto privato tramite il trasferimento coattivo di beni per motivi di interesse pubblico) si verifica in forza della legge alla scadenza del termine fissato per ottemperare all’ingiunzione di demolire, mentre la notifica dell’accertamento formale dell’inottemperanza si configura solo come titolo necessario per l’immissione in possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari.
Tale titolo accessorio non costituisce impedimento tecnico-giuridico alla possibilità di eseguire l’ordine di demolizione, in quanto il trasferimento dell’immobile nella disponibilità dell’ente locale è esclusivamente preordinato ad una sua più agevole demolizione – il cui onere economico va posto in ogni caso a carico dei responsabili dell’abuso edilizio.
Anche secondo la giurisprudenza amministrativa, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive è un atto dovuto senza alcun contenuto discrezionale, ed è subordinato unicamente all’accertamento dell’inottemperanza e al decorso del termine di legge fissato per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. Accertata l’inottemperanza, il provvedimento di acquisizione non è autonomamente impugnabile in mancanza di tempestiva impugnazione, in via amministrativa, dell’ordine stesso di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi.

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