Diagnosi energetica edifici: un potenziale non sempre sfruttato a pieno | Ingegneri.info

Diagnosi energetica edifici: un potenziale non sempre sfruttato a pieno

Gli interventi di riqualificazione del sistema edificio-impianto, senza un approccio corretto alla diagnosi energetica, rischiano di essere semplicistici e affrettati. Facciamo degli esempi

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Tra le ultime sfide dei progettisti termotecnici vi è sicuramente la riqualificazione del sistema edificio-impianto. L’esigenza nasce dalla necessità di migliorare energeticamente le costruzioni esistenti che per numero sono di gran lunga superiori al parco edilizio emergente (nuove costruzioni).

Nell’ambito della riqualificazione energetica degli immobili esistenti le opportunità lavorative sono molteplici e si estendono ad uno spettro di professionisti molto ampio.

Ad essere coinvolti in prima linea vi sono i progettisti che, attraverso una diagnosi energetica, identificano lo stato di fatto del sistema edificio-impianto, in maniera tale da fornire una priorità di interventi da eseguirsi .

Oltre ai professionisti, ad essere interessate a questo genere di attività sono le imprese, preposte ad effettuare gli interventi di riqualificazione sia sul fronte edilizio che sull’aspetto impiantistico.

Diagnosi energetica
La fase preliminare alla progettazione dettagliata degli interventi è la diagnosi energetica.
In pratica, occorre analizzare energeticamente l’edificio in questione delineando lo stato di fatto dell’involucro edilizio e dell’impianto di riscaldamento.
Con l’ausilio di un software è possibile configurare il sistema edificio- impianto cosi da ottenere un modello che rispecchi lo stato di fatto energetico.

Il passo successivo consiste nel simulare degli interventi di retrofit energetico, migliorie sia sull’involucro edilizio (come ad esempio opere di coibentazione) che sull’impianto termico di riscaldamento.
Il software sarà in grado di simulare la performance energetica ottenuta.
Il termotecnico procede nel valutare la priorità degli interventi, interpolando il risparmio energetico ottenuto con i costi presunti per realizzare quel dato intervento.

Il risultato finale della diagnosi energetica è rappresentato da un elenco di ipotetici interventi di riqualificazione energetica ordinato per miglior rapporto costo-beneficio (pay back time). La diagnosi energetica di per sé costituisce solo il primo passo verso la vera e propria riqualificazione energetica. Lo step successivo consiste nel porre l’attenzione su uno o più interventi valutandone l’effettiva fattibilità.

Approccio alla progettazione:
Una volta esaminata la convenienza di un dato intervento occorre valutarne la reale fattibilità analizzando tutti gli aspetti propri dell’edificio in questione.

La realizzazione di un isolamento a cappotto, apparentemente semplice, potrebbe essere ostacolata da vincoli paesaggistici, impedenze architettoniche o altro.
Ad esempio, potremmo aver ipotizzato l’inserimento di un pannello isolante da 12 cm e valutato su di esso il risparmio e i costi di installazione per poi scoprire che uno spessore cosi elevato comporterebbe il rifacimento di tutte le finiture esterne dei serramenti.

Davanti a tali difficoltà occorre trovare il giusto compromesso che permetta di superare eventuali complicazioni architettoniche senza rinunciare alla prestazione energetica.
Sempre a titolo di esempio, si potrebbe ridurre lo spessore del coibente compensando con un’altra tipologia di materiale avente un coefficiente di conducibilità termica più performante. Simulando la nuova ipotesi con il software di diagnosi energetica, usato in precedenza, sarà possibile identificare il pay back time specifico interpolando i nuovi costi di realizzazione dell’opera a fronte dell’ipotetico risparmio energetico ottenuto.

La diagnosi energetica risulta quindi uno strumento utilissimo per poter coordinare gli interventi di retrofit energetico, ma poi occorre valutare i singoli interventi a seconda del contesto specifico.
Purtroppo, in alcune circostanze, non viene compreso a pieno il potenziale della diagnosi energetica.
In un contesto condominiale, ad esempio, il rifacimento delle facciate esterne viene proposto solo quando lo strato di finitura esterno risulta ormai deteriorato dal tempo e dagli agenti atmosferici.
Talvolta non viene determinata la reale convenienza economica intesa come investimento atto al risparmio futuro e la mancanza di una valutazione energetica fa sì che la scelta del materiale, dello spessore da impiegare sia lasciata al caso.

Operando in maniera semplicistica, senza diagnosi energetica, non è possibile conoscere a priori il beneficio energetico ed il reale tempo di ritorno economico.
Con una certa analogia anche la sostituzione della caldaia condominiale con un nuovo generatore di calore a condensazione potrebbe essere deliberata semplicemente a fronte del fatto che quella vecchia, ormai obsoleta, si sia guastata e che per cause di forza maggiore l’unica soluzione sia la sua sostituzione.
Occorrerebbe, quindi, maggiore sensibilizzazione al delicato tema della riqualificazione energetica ponendo l’attenzione sulle reali opportunità di risparmio energetico e quindi economico ma, soprattutto, sull’importanza della valutazione energetica e della progettazione degli interventi.
Oltre all’aspetto più diretto della reale convenienza economica di certi interventi bisognerebbe sottolineare come dal risparmio energetico si determini in linea diretta un minor inquinamento ambientale.

I temi della contabilizzazione del calore e della riqualificazione degli impianti termici saranno al centro del fitto calendario di seminari ospitati da Mce 2016 – Mostra Convegno Expocomfort (dal 15 al 18 marzo) e organizzati da Wolters Kluwer in collaborazione con SACERT e Logical Soft – il Forum dell’Energia SACERT. Il programma articola, nei 4 giorni di manifestazione, convegni, approfondimenti e seminari tecnici dedicati ai progettisti con i massimi esperti del settore. Tutti gratuiti.
Presso lo stand di oltre 130 mq, collocato al Padiglione 1, sarà allestita la sala convegni in grado di ospitare 60/70 posti a sedere. L’accesso ai seminari dà diritto a un biglietto per la fiera.
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