Ecobonus 2018, novità sulle detrazioni fiscali e nuovi codici tributo | Ingegneri.info

Ecobonus 2018, novità sulle detrazioni fiscali e nuovi codici tributo

La bozza del decreto del Mise prevede parametri in euro/m2 e in euro/kW e la riduzione della spesa complessiva ammissibile alle detrazioni per alcuni lavori di riqualificazione energetica

Ecobonus, anche la domotica nella nuova bozza
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Sono giorni di polemiche bollenti sulla nuova bozza di decreto del Ministero dello Sviluppo Economico: il tema è l’ecobonus e la ridefinizione dei criteri tecnici che gli interventi di riqualificazione energetica devono soddisfare per accedere alle detrazioni fiscali, con esclusione delle opere di ristrutturazione e messa in sicurezza sismica. La novità consiste nell’introduzione di nuovi parametri costo/metri quadri e costo/potenza degli impianti installati, che riducono i massimali delle spese detraibili per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Ma in questi giorni c’è stata un’altra novità da parte dell’Agenzia delle Entrate, con i nuovi codici di tributo. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

I massimali specifici di costo

I massimali specifici di costo per singola tipologia di intervento, che si aggiungono al tetto complessivo per le spese totali, sono elencati nell’Allegato I della bozza di decreto e comprendono Iva, prestazioni professionali e opere complementari relative l’installazione e messa in opera.

  • caldaie e i generatori di aria calda a condensazione: tra i 200 e i 250 euro/kW (in relazione alla potenza);
  • coibentazione delle strutture opache verticali e orizzontali: da 80 a 250 euro/m2 con spesa massima detraibile: 60mila euro;
  • collettori solari: tra i 600 e 1000 euro/m2;
  • finestre e infissi: 350 euro al m2 nelle zone climatiche A, B o C; 450 euro/m2 nelle zone climatiche D, E ed F;
  • installazione di sistemi domotici: 25 euro/m2 con spesa massima detraibile: 15mila euro per unità immobiliare;
  • isolamento di una copertura interna: spesa massima detraibile 100 euro/m2;
  • isolamento di una copertura esterna: 200 euro/m2;
  • micro-generatori: 1000 euro/kW;
  • pompe di calore di potenza termica inferiore a 35 kW: 650 euro/kW;
  • pompe di calore di potenza termica di potenza termica superiore a 35 kW: 750 euro/kW.
  • riqualificazione energetica: 500 euro/m2 nelle zone climatiche A, B e C; 575 euro/m2 nelle le zone climatiche D, E, F;
  • scaldacqua a pompa di calore: da 1000 a 1250 euro (in funzione dei litri di accumulo);
  • schermature solari: 180 euro/m2, spesa massima detraibile: 15mila euro;

Soggetti ammessi all’agevolazione

  • Persone fisiche, enti e soggetti di cui all’art. 5 del TUIR (dpr 917/1986), che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi sugli edifici esistenti, su piani di edifici esistenti o sui unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale. Anche rurali, se posseduti e detenuti;
  • Soggetti titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per interventi sulla medesima tipologia di immobili detenuti;
  • Istituti autonomi per le case popolari, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà oppure gestiti per conto dei comuni;
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
È necessario che oltre alla causale del versamento, siano ben evidenti codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale del soggetto che riceve il bonifico e numero di partita Iva: i bonifici dovranno contenere anche l’indicazione del numero e della data della fattura.
Il decreto Ecobonus 2018 si applicherà a tutti i lavori di retrofit energetico avviati dopo la sua entrata in vigore, fissata al novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Restano invariate le regole per i lavori effettuati tra il 1° gennaio 2018 e la data di attuazione della misura.

Codici tributo per cessione del credito in F24

Il beneficiario della detrazione per interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) e di adeguamento antisismico (Sismabonus) effettuati su parti comuni di edifici condominiali, può cedere il credito a essa corrispondente alle imprese esecutrici o ad altri soggetti privati, con esclusione degli istituti di credito e degli intermediari finanziari, con facoltà per il cessionario che riceve il credito, di procedere ad un’ulteriore cessione.
A questo fine, l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n.58/E del 25 luglio 2018, ha istituito i codici tributo da utilizzare in F24:
  • 6890 denominato ECOBONUS – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 14, commi 2-ter e 2-sexies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 e successive modificazioni;
  • 6891 denominato SISMABONUS – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 16, comma 1-quinquies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 e successive modificazioni.
L’Agenzia aveva precisato, con la Circolare CM 11/E del 18 maggio 2018, che per altri soggetti privati legittimati ad acquistare il credito fa riferimento esclusivamente ai soggetti che sono collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione, e che è ammessa una sola eventuale cessione del credito successiva a quella originaria. La definizione di soggetti collegati è stata fornita con la Circolare CM n.17/E del 23 luglio 2018.

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