Ecosistema Scuola 2018, tra i banchi non c'è traccia della sicurezza | Ingegneri.info

Ecosistema Scuola 2018, tra i banchi non c’è traccia della sicurezza

I dati del 19° Rapporto di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi evidenzia gravi squilibri tra centro-nord e sud-isole sulla conformità degli edifici

Una scuola di nuova costruzione: ma in Italia sono un'eccezione secondo il rapporto di Legambiente, visto che più di 2 mila scuole sono state edificate prima degli anni '70
Una scuola di nuova costruzione: ma in Italia sono un'eccezione secondo il rapporto di Legambiente, visto che più di 2 mila scuole sono state edificate prima degli anni '70
image_pdf

19° Rapporto Ecosistema Scuola sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi è stato presentato da Legambiente al Forum di Napoli sul mondo della scuola, occasione di confronto tra Comuni, amministrazioni centrali, dirigenti scolastici, docenti, famiglie, studenti e aziende su sfide e opportunità in campo per un’edilizia scolastica sicura e sostenibile e servizi che abbiano una elevata qualità.

Poca sicurezza e alta fragilità sismica nelle scuole italiane

Dal Rapporto emerge che nelle regioni del centro e soprattutto del nord chi va a scuola può usufruire di più trasporti, mense e progetti educativi, mentre al sud due studenti su quattro sono esclusi dai servizi base. Il patrimonio edilizio scolastico diffuso, al centro e nel settentrione è mediamente più controllato, sicuro e manutenuto di quello diffuso nel meridione e nelle isole.
Una situazione preoccupante dal punto di vista della sicurezza, perché ai minori controlli corrisponde una maggiore fragilità sismica del territorio.  Al sud 3 scuole su 4 sono in area a rischio sismico. La Sicilia che vede interessate quasi il 98,4% delle scuole, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma al 2,4%) anche se con alcune eccezioni, come Cosenza, che ha tutte le scuole con le certificazioni richieste, grazie ad un abile reperimento di fondi nazionali e regionali, e Ragusa, che si è dimostrata virtuosa nel recepire e spendere i fondi regionali a disposizione per la manutenzione straordinaria.
Riguardo alla qualità degli edifici e alla sicurezza, i dati presentati dall’Ecosistema scuola 2018, relativi all’anno 2017, mostrano un panorama di 5.725 edifici, di cui quasi la metà edificati prima degli anni ’70, ovvero prima dell’entrata in vigore di importanti normative come la normativa antisismica e il collaudo statico, di queste, ben il 46,8% necessita di interventi urgenti di manutenzione.
La verifica di vulnerabilità sismica è stata eseguita solo dal 27,4% degli edifici del sud e dal 2,4% delle scuole delle Isole mentre la percentuale sale al 50,9% al centro e 35,3% al nord. Le indagini diagnostiche dei solai hanno riguardato l’8,6% delle scuole del sud e delle isole, il 31,6% delle scuole del centro e il 25,2% degli istituti del nord. I certificati di agibilità, prevenzione incendi e porte antipanico sono abbastanza diffusi con percentuali però più basse soprattutto nelle isole.

Le prime della classe

In cima alla classifica Bolzano e Trento, due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza (tutti gli istituti presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto), e di innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l’1%, frutto di una chiara scelta di governance confermata anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175mila euro per edificio, cioè circa dieci volte la media nazionale.
Nella top ten di Ecosistema Scuola 2018 troviamo tutti Comuni del nord, con la sola eccezione di Prato (7º): dopo Bolzano (1º) e Trento (2º) abbiamo Bergamo (3º) e ben 4 capoluoghi dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º). Gli altri Comuni presenti sono Pordenone (8º) e Verbania (9º). In coda, come già detto, le città del Sud e delle isole: ultima in graduatoria Messina, preceduta da Foggia (82º), Palermo (80º), Reggio Calabria (79º), Siracusa (78º), Potenza (77º), Sassari (75º) e Crotone (74º). Sempre in fondo, una città del centro, Latina (81º) e una del nord, Trieste (76º). E’ Firenze (18º), tra le grandi città a posizionarsi nella parte più alta della classifica, quindi Torino (20º), Milano (27º) e Napoli (32º), seguono a distanza Venezia (52º), Catania (53º), Bari (62º), Genova (69º), mentre nella parte più bassa troviamo Reggio Calabria, Palermo e Messina. Roma invia dati incompleti e pertanto non entra in graduatoria. Bologna e Cagliari non inviano dati.
Vanessa Pallucchi, responsabile Scuola e Formazione di Legambiente, parla di un quadro di urgenza ed emergenza e sottolinea la necessità di accelerare gli interventi di riqualificazione dando priorità alla messa in sicurezza delle scuole nelle aree sismiche più vulnerabili e al miglioramento delle prestazioni energetiche, aprendo una nuova fase dell’edilizia scolastica come leva di rigenerazione di territori e quartieri. “Anche i servizi scolastici sono una parte importante del modello di governance che si dà un territorio rispetto agli stili di vita individuali e collettivi. Un piedibus che ben funziona o una mensa sana e accogliente, aiutano a ricostruire quella comunità e quei processi di condivisione di cui ora abbiamo tanto bisogno”.

Le variabili del Rapporto Ecosistema Scuola

Per quel che riguarda i servizi e i progetti educativi, il Rapporto registra un calo della diffusione degli Scuolabus che passa dal 2012 ad oggi dal 30% al 23% circa a livello nazionale ma con una forbice che va da più del 40% di scuole che possono contare su questo servizio nelle città capoluogo di provincia del centro Italia ad un irrisorio 13,7% al sud, rendendo il trasporto scolastico sempre più appaltato alle famiglie, incentivate così all’uso del mezzo privato a danno anche della sostenibilità ambientale e dell’economia familiare.
In diminuzione tutte le infrastrutture di gestione della mobilità autonoma e in sicurezza del percorso casa-scuola, quali il pedibus, realtà presente prevalentemente nelle città del centro-nord, e esperienza eccellente a Bergamo, Lecco, Macerata e Padova, o la presenza di piste ciclabili nelle aree antistanti gli edifici scolastici per permettere agli studenti di raggiungere  le proprie scuole in bicicletta (migliori strutture ancora a Bergamo, Modena, Pordenone Ravenna e Reggio Emilia), così come gli edifici scolastici collocati all’interno di isole pedonali, zone 30 e ZTL.
Palestre e strutture sportive sono presenti mediamente solo in una scuola su due (in Lombardia sono presenti nel 74% circa delle strutture, in Calabria non si raggiunge il 27%), mentre giardini e spazi verdi fruibili sono assenti nel 60% dei casi nelle isole e raggiungono solo il 50% al Sud. Il servizio mensa è garantito nell’87% delle scuole del nord e del centro ma solo a poco più del 60% degli istituti del Sud e al 30% delle scuole sulle isole. Le biblioteche scolastiche, invece, presenti solo nel 37% degli edifici, sono più numerose sulle isole (49,4%) che al nord (38,5%) o al centro (37,9%) ma risultano sempre meno diffuse al sud (23,6%).

I progetti educativi, dal 2012 ad oggi calano di oltre 10 punti percentuali fermandosi al 72% delle scuole, con una spesa media a studente di circa 11 euro, con situazioni molto differenti tra loro: dall’eccellenza di città virtuose come Reggio Emilia, che investe una media di più di 160 euro a studente, fino ad un nutrito numero di amministrazioni che purtroppo non investono affatto, come Avellino, Caltanissetta, Campobasso, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Crotone, Cuneo, Gorizia, Matera, Messina, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Rovigo, Sassari, Varese.

Trai i Comuni che hanno scelto di investire in innovazione e sostenibilità con grandi risultati, troviamo Bolzano che con l’efficientamento energetico di tutti gli edifici scolastici ha ridotto del 50% i consumi energetici, ma l’85% circa delle scuole sono classificate nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G) e solo poco più del 5% nelle prime tre classi. Dato positivo, anche se molto migliorabile, quello delle scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile che salgono al 18,2%, contro il 13,5% registrato nel 2012.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Ecosistema Scuola 2018, tra i banchi non c’è traccia della sicurezza Ingegneri.info