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Edifici pubblici, per la messa in sicurezza 150 milioni dalla Legge di Bilancio

Domande entro il 20 febbraio 2018: i comuni devono aver inserito i progetti in strumenti programmatici come il piano triennale delle opere pubbliche

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Sono disponibili grazie alla Legge di Bilancio 2018 i primi 150 milioni di euro per la messa in sicurezza degli edifici pubblici del territorio italiano: questo il contenuto del decreto pubblicato dal Dipartimento degli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno a firma del Direttore Generale Giancarlo Verde.
I comuni italiani potranno farne richiesta on line entro il 20 febbraio.
Le risorse costituiscono la prima tranche degli 850 milioni complessivi dalla Legge di Bilancio 2018 che prevede una suddivisione triennale: 150 milioni per l’anno 2018, 300 milioni per l’anno 2019 e 400 milioni per l’anno 2020.
Vediamo nel dettaglio come procedere per la richiesta di finanziamento.

Il contributo
Possono beneficiare del contributo i comuni che non risultano beneficiare delle risorse per la realizzazione di opere che non siano integralmente finanziate da altri soggetti, come ad esempio il ‘Bando periferie’.
I contributi sono previsti per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio.
Ciascun comune può fare richiesta di contributo per una o più opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio e per un contributo complessivo non superiore a 5.225.000 euro.
La richiesta va presentata mediante il ‘modello A’ disponibile in formato elettronico sul sito web istituzionale della Direzione Centrale della Finanza Locale, tramite il Sistema Certificazioni Enti Locali AREA CERTIFICATI.
Il modello contiene una parte in cui inserire la denominazione del comune ed il codice ente, ed una seconda parte in cui descrivere la tipologia di opera da realizzare, che deve essere già inserita in uno strumento programmatico ad esempio nel piano triennale delle opere pubbliche.
Per la singola opera va indicato: il costo complessivo dell’opera, l’importo del contributo richiesto e se l’opera è finanziata in parte con finanziamenti di altri Enti e la quota parte finanziata;
Inoltre occorre inserire il CUP classificato secondo il sistema del DIPE nella seguente tipologia:

  • Natura: realizzazione di lavori pubblici;
  • Settore: Infrastrutture ambientali e risorse idriche o opere infrastrutture sociali a seconda della tipologia dell’opera.

Termini di presentazione della domanda
Entro il termine perentorio delle ore 24:00 del 20 febbraio 2018, occorre trasmette il ‘modello A’ esclusivamente in via telematica, munita della sottoscrizione, mediante apposizione di firma digitale, del rappresentante legale e del responsabile del servizio finanziario. Su questo sito è possibile compilare la domanda.
Per gli edifici scolastici occorre inserire anche il Codice edificio dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica.
Nel caso di errore dei contenuti del ‘modello A’ accertati successivamente all’invio dello stesso sulla piattaforma, è possibile rettificare il dato già trasmesso, prima della scadenza del termine fissato, annullando il vecchio modello e producendo ed inviando un nuovo ‘modello A.

Casi di esclusione dalla procedura di richiesta di contributo
Sono escluse dalla procedura di assegnazione dei contributi:

  • le opere per cui viene richiesto il contributo non è stato generato il CUP (Codice Univoco di Progetto);
  • le opere non inserite in uno strumento programmatico;
  • tutti i Comuni che non abbiano trasmesso ai sensi dell’articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, i documenti contabili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche.

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