Edilizia, 7 miliardi per efficienza energetica e sicurezza antisismica | Ingegneri.info

Edilizia, 7 miliardi per efficienza energetica e sicurezza antisismica

wpid-19848_ed.jpg
image_pdf

La crisi drammatica che dura da sei anni e che ha portato nel settore edilizio alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e alla chiusura di 12mila imprese può essere sconfitta non con l’ennesima richiesta di finanziamenti pubblici ma grazie a un chiaro e radicale cambiamento delle politiche che regolano il compartimento dell’edilizia.

Questa la richiesta di Fillea Cgil e Legambiente al Governo espressa nel secondo rapporto dell’osservatorio congiunto delle due associazioni “Costruire il futuro, innovazione e sostenibilità nel settore edilizio”, presentato il 18 novembre scorso a Roma.

Passano per l’innovazione ambientale del settore edilizio diverse sfide cruciali per il nostro Paese. L’Unione europea con la nuova programmazione dei fondi 2014-2020 vuole spingere proprio in questa direzione e le Direttive 2012/27 e 2010/31 fissano le scelte da intraprendere per l’efficienza energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano.

Sulla base delle risorse previste per l’Italia, considerando i vincoli per la destinazione a interventi in materia di energia e clima e i cofinanziamenti, si possono mobilitare almeno 7 miliardi di euro. Miliardi che sarebbe irresponsabile sprecare perdendo l’occasione di riqualificare finalmente il patrimonio edilizio esistente con interventi per l’efficienza energetica e la sicurezza antisismica, migliorando la qualità dell’abitare e di-mezzando i consumi e le spese in bolletta per i cittadini.

Secondo Legambiente e Fillea Cgil, quindi, per innescare questo cambiamento nell’edilizia pubblica occorre quindi realizzare alcune scelte innovative.

Stabilire un criterio prestazionale per selezionare gli interventi di riqualificazione da finanziare e realizzare, per cui potranno beneficiare delle risorse non interventi generici di riqualificazione ma solo quelli capaci di ridurre i consumi energetici certificati attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, evidenziando il salto di classe energetica realizzato.

Escludere dal patto di stabilità gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio in tutti i casi in cui è dimostrata la riduzione complessiva di spesa di gestione realizzata grazie agli interventi e la fattibilità tecnica e finanziaria dell’intervento.

Introdurre un fondo nazionale di finanziamento e di garanzia per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati. La Direttiva 2012/27 prevede, all’articolo 20, che gli Stati agevolino l’istituzione di strumenti finanziari per realizzare misure di miglioramento dell’efficienza energetica perché uno dei problemi più rilevanti in questo momento riguarda infatti l’accesso al credito.

Occorrono poi certezze per la certificazione energetica delle abitazioni, attraverso regole finalmente omogenee in tutto il territorio nazionale, semplici, coerenti per migliorare le prestazioni degli edifici, garantendo i cittadini e dare credibilità attraverso controlli indipendenti e sanzioni.

Garantire la sicurezza antisismica degli edifici. Continuiamo ad assistere a troppe tragedie senza responsabili, a crolli e sciagure per edifici costruiti male e in luoghi insicuri. Questa situazione va superata stabilendo l’obbligo del libretto antisismico per tutti gli edifici esistenti. Va introdotto il  Fascicolo del Fabbricato che deve rappresentare la carta di identità delle strutture, per conoscere il grado effettivo di affidabilità e sicurezza degli edifici in termini di vulnerabilità sismica e idrogeologica dell’area.

Interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio privato. Negli ultimi quindici anni la politica delle detrazioni fiscali ha rappresentato uno straordinario volano per il settore delle costruzioni spingendo la manutenzione del patrimonio edilizio e il miglioramento delle prestazioni energetiche. E’ una politica che crea benefici per i cittadini e il Paese, che si ripaga ampiamente con l’economia, la fiscalità, il lavoro creato e che se oggi può beneficiare anche dei fondi strutturali deve evolversi per diventare più trasparente e efficace in termini di risultati energetici che produce:

Rendendo permanenti le detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza. Il Governo ha appena stabilito una proroga per tutto il 2014 e poi di riduzioni per entrambe queste forme di incentivo. Se si vuole sul serio puntare sulla riqualificazione del patrimonio edilizio occorre dare certezze a questa prospettiva. Occorre rendere permanenti le detrazioni fiscali per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici, offrendo un orizzonte temporale serio, di almeno 4-5 anni per poi verificare i risultati, e poi rimodulare gli incentivi per premiare i contributi apportati dai diversi interventi e dalle tecnologie in termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. Perché attraverso la verifica della prestazione e della Classe dell’edificio è possibile verificare e premiare l’effettivo risultato raggiunto in termini di consumi. Perché se l’obiettivo è la riduzione dei consumi energetici, bisogna incentivare gli interventi capaci di realizzare uno scatto di classe di appartenenza in appartamenti o complessi immobiliari.

Allargando le detrazioni in maniera permanente al consolidamento antisismico degli edifici. Questa strada intrapresa a partire dal 2013 con la possibilità di detrarre le spese sostenute per gli in-terventi per l’adozione di misure antisismiche e l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica sulle parti strutturali degli edifici è lungimirante e efficace e permette di dare una prospettiva al grande tema del rischio nel nostro Paese.

Reintroducendo gli incentivi per la sostituzione di coperture in amianto con tetti fotovoltaici. La cancellazione dell’incentivo in conto energia ha infatti tolto a famiglie e imprese una speranza fondamentale di rimuovere dai tetti una fibra letale e il cui utilizzo è vietato dal 1992. Ripristinare l’incentivo è fondamentale, perché sono in attesa di bonifica circa 50mila edifici pubblici e privati e 100 milioni di metri quadrati strutture in cemento-amianto, a cui vanno aggiunti 600mila metri cubi di amianto friabile.

Innovazione negli interventi urbani. Occorre cambiare profondamente le forme di interven-to nelle città italiane per rendere possibile la riqualificazione energetica e antisismica attraverso l’utilizzo di risorse comunitarie e nazionali. Questi interventi oggi sono costosi e complicati, ed è per questo impossibile creare opportunità imprenditoriali in modo da contribuire attraverso i risparmi prodotti al finanziamento degli interventi. In particolare è difficilissimo l’intervento su quella parte del patrimonio edilizio con più abitazioni e piani, proprietà frammentate e con gestione condominiale, dove abitano 20 milioni di persone. Per spingere interventi di riqualificazione ener-getica che riguardano interi edifici e che intervengono oltre che sugli impianti anche sull’isolamento termico occorrono nuovi strumenti:

Introducendo un nuovo incentivo per promuovere interventi di retrofitting e messa in sicurezza di interi edifici. I certificati bianchi per l’efficienza energetica possono essere utilizzati per questi obiettivi, attraverso incentivi che premino il miglioramento della classe energetica realizzato negli alloggi (per passare dalla Classe G alla B, dalla D alla A), riuscendo così a quantificare il ri-sultato prodotto in termini di consumi e coinvolgendo le ESCO nel finanziare e realizzare gli inter-venti. L’incentivo legherebbe i vantaggi economici/fiscali a un risparmio energetico reale, certificato (in modo da spingere il miglioramento delle prestazioni e garantire così un vantaggio alle famiglie).

Ripensando le autorizzazioni per gli interventi di retrofit energetico. Se in questa direzione stanno andando le sperimentazioni più interessanti sugli edifici residenziali nelle città europee. In Italia realizzare questi interventi e difficilissimo per un quadro di regole sulla riqualificazione in edilizia oramai datato – le categorie sono quelle della Legge 457/1978 – senza alcuna attenzione ai temi energetici. Occorre introdurre una categoria di intervento che aiuti a creare le condizioni tecni-che e economiche per rendere vantaggiosi interventi che possono consentire di migliorare le presta-zioni dei condomini e di garantire risparmi energetici quantificabili e verificabili per le famiglie, oltre che di consolidamento antisismico.

Per Fillea e Legambiente il mondo delle costruzioni può diventare il volano della ripresa economica puntando a fare della sfida della innovazione il traino per riuscire ad affrontare sul serio i problemi delle famiglie – dalla spesa energetica all’accesso a case a prezzi sostenibili, dal degrado al rischio sismico – e per restituire qualità e valore sociale alle città e a spazi pubblici degni di questo  nome.

Copyright © - Riproduzione riservata
Edilizia, 7 miliardi per efficienza energetica e sicurezza antisismica Ingegneri.info