Edilizia in Italia: primi segni di ripresa, grazie a manutenzione e riqualificazione | Ingegneri.info

Edilizia in Italia: primi segni di ripresa, grazie a manutenzione e riqualificazione

La crescita degli investimenti, seppur molto moderata, è il segnale importante dell'ingresso in una nuova fase. I dati del XXIV Rapporto Congiunturale del Cresme presentati a Saie 2016

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Il sistema delle costruzioni in Italia, benché lontano dai fasti di un tempo, è entrato in una fase di ripresa iniziale. Certamente, va detto, contenuta, ancora da consolidare, ma oggettivamente superiore alla fase che vive l’economia complessiva nazionale.

È questo il punto principale del XXIV Rapporto Congiunturale Previsionale del Cresme, una delle indagini sull’edilizia più importanti, presentata all’interno della cornice del Saie 2016, a Bologna Fiere dal 19 al 22 ottobre 2016 (visita lo Speciale di ingegneri.info).

Realizzato con il contributo di Integra, Sistemi Urbani, Cnce e Formedil, il rapporto viene elaborato con l’obiettivo di fornire una chiara descrizione del presente e una convincente visione del futuro che accompagni e favorisca il percorso di innovazione e di ripresa in atto nel settore delle costruzioni.

Il dato principale è che il tasso di crescita degli investimenti nel 2016 è del 2,2%, e nel 2017 sarà del 2,6%. Come è stato già rilevato negli anni scorsi, a trainare il mercato sono gli investimenti in manutenzione straordinaria e riqualificazione del patrimonio energetico, insieme alle opere pubbliche e dall’edilizia non residenziale di nuova costruzione.

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Spiega Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme:
“Molto positivi sono anche i dati nei primi 9 mesi del 2016, che descrivono le compravendite immobiliari, il credito alle famiglie, la vendita di finiture e impianti, la vendita di macchine movimento terra. Non ci sono invece segnali positivi dalla nuova produzione residenziale che continua a frenare: nel 2016 – si legge nei documenti della congiunturale – gli investimenti in nuove costruzioni residenziali in Italia sono di poco superiori all’8% del valore della produzione dell’intero mercato delle costruzioni. Per questo comparto bisognerà attendere il 2017 per avere qualche segnale di arresto della caduta”.

Con il 2015 si è entrati nel settimo ciclo edilizio delle costruzioni dal secondo dopoguerra, ma i cambiamenti sono tali che è meglio parlare di “primo ciclo dell’ambiente costruito”: una nuova stagione, quindi, dove costruzioni, impianti e servizi divengono un unico mercato.

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Del resto nel 2016 il 74% del valore del mercato delle costruzioni è fatto di interventi sul patrimonio esistente. Il nuovo ciclo presenta altre importanti novità: da un lato, anche a seguito del sisma in Centro Italia, potrebbe emergere una maggiore attenzione agli investimenti da parte pubblica e soprattutto l’avvio di una nuova politica industriale di lungo periodo per il patrimonio edilizio italiano, con al centro nuove risorse per la “rigenerazione”; dall’altro le costruzioni si avviano a vivere una vera e propria rivoluzione in cui si modificano i processi decisionali e i comportamenti dell’offerta, si ridefiniscono i modelli di redditività e i rapporti contrattuali, si riorganizzano i fattori della produzione alla ricerca di nuovi livelli di produttività.

Aggiunge Bellicini:
“Si apre in sostanza una nuova stagione in cui le costruzioni sembrano tornare al centro dell’attenzione della politica e dell’economia, mentre si apprestano ad essere investite, con potenzialità teoriche che sorprendono, dal profondo processo di innovazione della quarta rivoluzione industriale, la rivoluzione della cyber-fisica”.

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