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Edilizia scolastica: ecco l’Anagrafe nazionale (dopo 20 anni)

Resa disponibile online l'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica nazionale, istituita dalla legge 23 del 1996 ma realizzata solo ora. Circa 42mila gli edifici scolastici censiti

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In Italia il 55% degli edifici scolastici attivi è stato costruito prima del 1976, e il 50% addirittura prima del 1971, anno di entrata in vigore della normativa che rende obbligatorio il certificato di collaudo statico. Circa una strutture su tre, inoltre, non ha il documento di valutazione del rischio né un piano di emergenza.

E’ quanto emerge dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica, presentata nei giorni scorsi dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e resa disponibile per la prima volta a vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 23 del 1996 che l’aveva istituita. Elaborata raccogliendo i dati inviati negli scorsi mesi al ministero dalle Regioni, l’anagrafe ha censito 42.292 edifici scolastici, di cui 33.825 risultati attivi, cioè tecnicamente adibiti ad ospitare attività connesse con la vita scolastica.

Nel 77% dei casi, si evince dall’Anagrafe, gli edifici scolastici sono di proprietà dei Comuni, mentre nel 9% appartengono alle Province. Un 2% è riconducibile ad altri Enti pubblici e una percentuale uguale a società o persone private.

Tornando alle condizioni di sicurezza, il 72% delle scuole è in possesso di documento di valutazione del rischio e il 73% di un Piano di emergenza. Solo il 39% è in possesso del certificato di agibilità/abitabilità, dato che però va valutato – come si diceva sopra – alla luce del dato legato all’entrata in vigore del certificato di collaudo statico.

L’Anagrafe fornisce anche dati relativi alla mobilità, alla sostenibilità ambientale e alla qualità delle infrastrutture degli istituti che, ad esempio, nel 63% dei casi dispongono del servizio di scuolabus e nel 40% del trasporto per alunni disabili. Il 71% degli edifici scolastici ha poi preso degli accorgimenti per superare le barriere architettoniche – accesso con rampe, porte di larghezza minima di 0,90 m o servizi igienici per disabili; mentre nel 58% dei casi hanno individuato soluzioni per ridurre i consumi energetici, attraverso zonizzazione dell’impianto termico (64%), vetri doppi (62%), pannelli solari (46%).

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il Ministro Giannini ha firmato due importanti decreti: il primo assegna 40 milioni di euro per le indagini diagnostiche dei solai, strutturali e non strutturali, in circa 7.000 scuole, il secondo stanzia 300 milioni per la costruzione di scuole innovative. Il provvedimento prevede che le risorse vengano ripartite a livello regionale in modo che ciascuna Regione italiana abbia almeno un edificio di nuova generazione. Per individuare il modello di scuola più vicino alle esigenze e ai desideri di chi la vive quotidianamente, il Miur lancerà un concorso di idee aperto ai progettisti attraverso il quale saranno individuate proposte, anche attraverso il coinvolgimento delle scuole e degli studenti, alle quali i nuovi edifici dovranno ispirarsi.

Infine è stato annunciato un investimento imminente di 23 milioni di euro per l’avvio di 113 nuovi cantieri inseriti nel programma #Scuolesicure, che vanno ad aggiungersi ai 690 già avviati (l’85% dei quali ormai conclusi). “La corretta ed efficiente gestione del programma #Scuolesicure e l’efficace sistema di monitoraggio nazionale dell’edilizia e delle opere pubbliche – ha spiegato Giannini – ci hanno consentito di avere 23 milioni di risparmi che possiamo così reinvestire – ha concluso – in 113 nuovi cantieri”.

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