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Scuole, in Italia la metà è senza collaudo statico e certificato di prevenzione incendi

I dati sono disponibili on line sull'Anagrafe dell'edilizia scolastica: la sicurezza è un optional tra i banchi ma i termini per gli adeguamenti vanno nel Milleproroghe

Scuole a rischio sicurezza in Italia
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Secondo i dati forniti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica, resa accessibile a tutti on line, il patrimonio edilizio scolastico italiano è composto da 40.151 edifici gestiti dagli enti locali, 22.000 dei quali costruiti prima del 1970. Solo il 53,2% degli edifici possiede il certificato di collaudo statico, mentre il 59,5% è privo del certificato di prevenzione incendi e il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità.

I provvedimenti ministeriali

Il ministro dell’Istruzione Università e Ricerca (Miur) Marco Bussetti ha annunciato di aver sbloccato oltre 1 miliardo per interventi di prevenzione del rischio sismico e 1,7 miliardi per interventi di messa in sicurezza. Tali risorse saranno attribuite direttamente agli Enti locali, senza passaggi intermedi.
Un’intesa in sede di Conferenza Unificata stabilisce i criteri con cui il Miur ripartirà le risorse destinate all’edilizia scolastica: 43% in base al numero degli studenti, 42% in base al numero degli edifici, 10% in relazione al rischio sismico delle aree su cui sorgono le scuole (zona 1: 40%; zona 2: 30%; zona 3: 20%; zona 4: 10%), 5% in base all’affollamento delle strutture.

Prevista anche la mappatura satellitare delle scuole italiane, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e il Cnr. Quasi 40mila edifici saranno fotografati attraverso il sistema Cosmo-Skymed, che è in grado di misurare lo spostamento degli immobili al decimo di millimetro.

In attesa che il satellite fotografi tutto quanto, il recente decreto Milleprororoghe ha prorogato i termini per l’adeguamento alle norme antincendio e per le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2.

Pochi mesi fa però la Cassazione si era espressa a favore della chiusura di una scuola, anche se risultante in zona a basso rischio sismico, poiché c’era uno scostamento rispetto alle NTC in vigore.

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