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Progettare scuole innovative: pubblicato il bando del Miur

E' stato approvato il decreto che dà il la al bando per la realizzazione di nuovi edifici scolastici previsto dalle legge n.107/2015. Ecco il riparto dei fondi, le finalità indicate dal Miur, i parametri di valutazione

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Nella Gazzetta ufficiale n. 239 del 14 ottobre 2015 era stato pubblicato il Decreto 7 agosto 2015 del Miur, in applicazione dell’art. 1, comma 153 della legge 13 luglio 2015, n. 107, che favorisce la costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio.

Per la realizzazione di tale tipologia di scuole, il decreto stanzia 300 milioni di euro per il triennio 2015-2017, ripartiti tra le regioni in relazione alla popolazione e alla densità scolastica, secondo il seguente schema:

Abruzzo 9.937.211,32
Basilicata 7.269.495,32
Calabria 12.529.975,13
Campania 29.033.809,81
Emilia-Romagna 19.542.138,35
Friuli-Venezia G. 8.920.892,66
Lazio 24.441.381,17
Liguria 10.069.879,41
Lombardia  35.725.784,45
Marche 11.233.977,82
Molise 6.162.059,15
Piemonte 19.166.930,84
Puglia 21.633.515,52
Sardegna 10.443.723,92
Sicilia 24.940.702,70
Toscana 17.917.125,10
Umbria 8.501.706,68
Veneto 20.946.743,29
Valle d’Aosta 1.582.947,35

Le risorse vanno utilizzate esclusivamente per la costruzione di una nuova scuola in un’area nella piena disponibilità dell’ente e urbanisticamente consona all’edificazione, libera da vincoli, contenziosi in essere e quanto altro possa risultare motivo di impedimento o di ostacolo all’edificazione, anche tenendo conto di eventuale contestuale dismissione di immobili in locazione passiva.

Non sono in ogni caso ammesse e sono quindi a carico dell’ente locale le spese per:
a) indagini preliminari;
b) progettazione;
c) arredi, allestimenti e attrezzature per la didattica;
d) eventuale demolizione dei fabbricati;
e) bonifica dell’area;
f) spese per la collocazione temporanea degli alunni durante i lavori.

Le manifestazioni di interesse possono riguardare le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo e di secondo grado e, nel caso di più interventi proposti dalle Regioni, questi devono preferibilmente interessare istituzioni di diverso ordine e grado.
Criteri per la manifestazione di interesse

  • l’ampiezza del bacino territoriale di riferimento, tenendo conto della popolazione scolastica interessata dalla proposta, nonché degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica e di accorpamento o aggregazione di più sedi scolastiche esistenti;
  • disponibilità di un servizio di trasporto per garantire collegamenti adeguati alle esigenze del territorio e dell’utenza della scuola da realizzare;
  • disponibilità dell’ente a promuovere con la nuova scuola la riduzione dei fenomeni di dispersione scolastica attraverso strutture che garantiscano lo
  • svolgimento di attività dirette ad assicurare un utilizzo esteso delle dotazioni scolastiche (quali biblioteche, palestre, auditorium, spazi comuni di condivisione, laboratori e altro) nonché a garantire un’ampia apertura e coinvolgimento del territorio, anche attraverso processi di riqualificazione dello stesso;
  • livello di innovazione didattica che si intende promuovere nella nuova scuola, anche attraverso la sperimentazione di nuovi ambienti e modelli di apprendimento;
  • ulteriori criteri definiti a livello regionale sulla base delle proprie specificità territoriali.

Finora sono 54 le proposte di nuove scuole, di cui 6 in città capoluoghi di provincia. Sul totale delle proposte, 10 riguardano scuole secondarie di II grado mentre 10 sono istituti comprensivi. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio hanno indicato l’edificazione di due nuove scuole superiori. Sicilia e Veneto hanno proposto di costruire cinque scuole a testa tra quelle che rientrano nelle competenze dei comuni: scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. La Liguria prevede un importante intervento per realizzare un istituto di considerevoli dimensioni. La Toscana ha privilegiato le scuole primarie. La Sardegna ha proposto ben 10 aree, inclusi i centri di Sassari e Olbia.

Il concorso di idee dovrebbe partire intorno alla metà di novembre. Al bando sarà allegata la lista finale delle proposte e delle aree disponibili. Ogni progettista sarà libero di scegliere l’area per la quale concorrere. Si potrà concorrere per una sola area. Possono partecipare ingegneri, architetti, società di ingegneria e società professionali. I professionisti devono essere cittadini italiani o di altro Paese dell’Unione Europea, iscritti presso i rispettivi Ordini Professionali, ai quali non sia inibito l’esercizio della libera professione al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso, sia per legge sia per contratto sia per provvedimento professionale. La partecipazione al concorso può essere individuale o in gruppi pluridisciplinari.

Le società di ingegneria e le società professionali devono possedere i requisiti previsti dagli articoli 254 e 255 del Regolamento attuativo del Codice Appalti (Dpr 207/2010). È quindi necessario indicare la struttura organizzativa e le capacità professionali espressamente dedicate ai servizi di progettazione.

Nella progettazione, i candidati dovranno tenere conto di una serie di finalità indicate dal Miur:
– realizzazione di ambienti didattici innovativi;
– sostenibilità ambientale, energetica ed economica, cioè rapidità di costruzione, riciclabilità dei componenti e dei materiali di base, alte prestazioni energetiche, utilizzo di fonti rinnovabili, facilità di manutenzione;
– presenza di spazi verdi fruibili;
– relazione con l’ambiente naturale, il paesaggio e il contesto di riferimento anche in funzione didattica;
– apertura al territorio affinché la scuola diventi un luogo di riferimento per la comunità;
– permeabilità e flessibilità degli spazi;
– attrattività degli spazi per contrastare la dispersione scolastica;
– concezione dell’edificio come strumento educativo finalizzato allo sviluppo delle competenze sia tecniche che sensoriali;
– presenza di spazi per la collaborazione professionale e il lavoro individuale dei docenti;
– presenza di spazi dedicati alla ricerca, alla lettura e alla documentazione;
– concezione e ideazione degli spazi nell’ottica del benessere individuale e della socialità.

Valutazione dei progetti

I progetti saranno valutati da un’apposita Commissione giudicatrice nominata dopo il termine di presentazione delle proposte con decreto del Miur. I criteri che la Commissione deve tenere in considerazioni sono:
– qualità architettonica (massimo 20 punti);
– qualità dell’inserimento nel contesto urbano ed ambientale (massimo 10 punti);
– qualità e novità delle soluzioni architettoniche in riferimento alla didattica e alla relazione con l’ambiente naturale e progettazione di spazi verdi (massimo 20 punti);
– funzionalità e flessibilità nella definizione e distribuzione degli spazi (massimo 10 punti);
– accessibilità, fruibilità e sicurezza della struttura (massimo 10 punti);
– qualità delle soluzioni tecniche e tecnologiche e scelta dei materiali in riferimento alla sostenibilità ambientale ed alla facilità nella manutenzione (massimo 15 punti);
– qualità delle soluzioni tecniche e tecnologiche e scelta dei materiali in riferimento al benessere degli occupanti (massimo 5 punti);
– sostenibilità economica (massimo 10 punti).

Per ogni area su cui sarà realizzata una scuola innovativa verranno scelti un primo, un secondo e un terzo classificato, cui sarà rispettivamente riconosciuto un premio di 25 mila euro, 10 mila euro e 5 mila euro. Il Miur potrà mettere a disposizione degli Enti locali richiedenti le idee premiate per consentire l’eventuale affidamento dei successivi livelli di progettazione.

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