Errori di progettazione? L’appaltatore è responsabile ed è tenuto a segnalarli | Ingegneri.info

Errori di progettazione? L’appaltatore è responsabile ed è tenuto a segnalarli

La corte di Cassazione: le regole dell’arte vanno rispettate anche contro la volontà del committente

image_pdf

La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20214 del 21 agosto 2017, ha indicato alcuni profili di responsabilità dell’appaltatore – e il conseguente obbligo di risarcire – in caso di:
a) mancato rispetto delle regole dell’arte, anche nella realizzazione di un progetto altrui e anche in caso di ingerenza del committente;
b) mancata segnalazione al committente di vizi imputabili a errore di progettazione o direzione dei lavori, con manifestazione formale del proprio dissenso;
c) mancata rilevazione dei vizi pur potendo e dovendo riconoscerli per perizia e capacità tecnica da lui esigibili nel caso concreto.
L’appaltatore, oltre a rispettare le regole della propria attività, ha l’obbligo di denunciare e far presente al committente vizi o errori presenti nel progetto, se, in base alle competenze di cui è in possesso, se ne accorge. Se non si accorge degli errori pur avendo le competenze necessarie per farlo, l’appaltatore è considerato responsabile degli errori commessi nella realizzazione dell’opera.

Il caso
Un privato aveva commissionato ad un’impresa la realizzazione di un immobile. La progettazione era stata seguita invece da un professionista esterno all’azienda. Dopo la conclusione dei lavori era sorto un contenzioso tra l’impresa, che lamentava un ritardo nel pagamento, e il committente, che denunciava la presenza di vizi nell’opera. La Corte territoriale aveva stabilito la presenza di un concorso di colpa tra committente e impresa dal momento che i vizi dipendevano dalla direzione dei lavori e dalla volontà della committenza.
La Cassazione ha ribaltato la situazione affermando che “l’appaltatore, anche quando sia chiamato a realizzare un progetto altrui, è sempre tenuto a rispettare le regole dell’arte ed è soggetto a responsabilità anche in caso di ingerenza del committente, cosicché la responsabilità dell’appaltatore, con il conseguente obbligo risarcitorio, non viene meno neppure in caso di vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori, ove egli, accortosi del vizio, non lo abbia tempestivamente denunziato al committente manifestando formalmente il proprio dissenso, ovvero non abbia rilevato i vizi pur potendo e dovendo riconoscerli in relazione alla perizia ed alla capacità tecnica da lui esigibili nel caso concreto (Cass., Sez. 2, n. 8813 del 30/05/2003; Sez. 2, n. 8016 del 21/05/2012; Sez. 2, n. 23665 del 21/11/2016; Sez. 2, n. 1981 del 02/02/2016).

La diligenza qualificata dell’appaltatore
L’eventuale vizio deve essere denunciato in modo chiaro al committente, al progettista e al direttore dei lavori, con dissenso manifestato in forma esplicita (scritto o dimostrabile tramite testimoni) prima di procedere all’esecuzione. Se non c’è questo dissenso, l’appaltatore è corresponsabile dei danni in base al criterio della “diligenza qualificata” definita dall’art. 1176 comma 2 del Codice civile, secondo cui l’appaltatore è tenuto a realizzare l’opera a regola d’arte con un adeguato livello di competenza e conoscenza tecnica.

Leggi anche: Il progetto delle opere di urbanizzazione è competenza esclusiva degli ingegneri

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Errori di progettazione? L’appaltatore è responsabile ed è tenuto a segnalarli Ingegneri.info