Gare di ingegneria e architettura: novembre 2013 si chiude con -21% | Ingegneri.info

Gare di ingegneria e architettura: novembre 2013 si chiude con -21%

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A novembre mercato ancora in discesa: -12,6% in valore rispetto a novembre 2012, nonostante il recupero sul precedente mese di ottobre (+57,9%). Gli undici mesi del 2013 si chiudono con un secco -21,0% in valore sugli stessi mesi del 2012.

Infatti, secondo l’aggiornamento al 30 novembre dell’osservatorio Oice-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate nel mese sono state 233 (di cui 17 sopra soglia), per un importo di 26,3 milioni di euro (15,7 sopra soglia). Rispetto al mese di novembre 2012 il numero delle gare cala del 40,1% e il loro valore del 12,6% (-13,6% sopra soglia e -11,3% sotto soglia).

Molto negativo anche il confronto tra il 2013 e il 2012: nei mesi da gennaio a novembre 2013 sono state bandite 3.388 gare per un importo complessivo di 351,9 milioni di euro e, rispetto agli stessi mesi del 2012, si osserva un calo dello 0,2% nel numero (+9,4% sopra soglia e -1,0% sotto soglia) e del 21,0% nel valore (-28,0% sopra soglia e -2,8% sotto soglia).

Sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a novembre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2011 è al 39,0%. Meno forti invece sono i ribassi relativi alle gare indette nel 2012 che si collocano su una media pari al 34,1%.

Valutando il valore messo in gara per tipologia di stazione appaltante è da notare che negli undici mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, crescono solo le Regioni (+70,5%). Sono in calo: amministrazioni dello Stato (-4,9%), consorzi, comunità montane e altro (-77,0%), comuni (-5,1%) province (-33,3%), ospedali, Usl e Asl (-20,7%), università ed enti di ricerca (-6,3%), Iacp (-76,7%) e concessionari e privati sovvenzionati (-24,9%).

Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, si rileva che il numero delle gare italiane è passato dalle 266 dei primi undici mesi 2012 alle 291 del 2013: +9,4%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione Europea il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un incremento minore: +0,7%. Rispetto al totale delle gare pubblicate il numero di quelle italiane rimane comunque modesto, solo il 2,2%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 37,7%, Germania il 15,9%, Polonia il 7,4%, Gran Bretagna il 4,7%, Svezia il 4,4%.

L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione), è sempre in forte calo: il valore messo in gara negli undici mesi del 2013 scende infatti del 15,6% rispetto agli stessi mesi del 2012. Considerando da soli gli appalti integrati si rileva la loro crescita sia nel numero, +13,2%, che nel valore, +22,1%.

L’Oice chiede che il progettista abbia un ruolo centrale nell’iter di realizzazione delle opere pubbliche e che possa continuare ad andare all’estero.

“Non sembra arrestarsi il calo del mercato che ormai dura da sette anni – ha dichiarato Patrizia Lotti, Presidente Oice – rispetto al 2007 il valore messo in gara si è più che dimezzato. Due le cose da fare urgentemente: riprendere gli investimenti pubblici nelle infrastrutture di cui il Paese ha urgente bisogno e liberare da costi impropri e difficoltà coloro che vogliono andare all’estero. Su quest’ultimo punto prendiamo atto della ormai colpevole inerzia di Governo e Parlamento, che ancora non hanno compreso come sia assolutamente necessario provvedere alla rimozione della norma che obbliga tutti i professionisti e le società a versare a Inarcassa un contributo del 4% anche sulle prestazioni svolte all’estero. E’ evidente – ha continuato il presidente Oice – che se a breve la norma della legge di stabilità 2013 non sarà corretta, l’unica strada sarà quella dell’attivazione di un contenzioso complessivo su tutta la materia: non è infatti tollerabile non soltanto che società con dipendenti Inps debbano corrispondere a Inarcassa contributi che non utilizzeranno mai, ma addirittura che questo obbligo valga anche per il mercato estero, con inevitabili svantaggi competitivi rispetto ai concorrenti stranieri. Per il resto, e soprattutto con riguardo agli appalti integrati, ha concluso Patrizia Lotti – occorre mettere a punto meccanismi di maggiore tutela per i progettisti, mentre sul fronte del mercato occorre implementare meccanismi di efficienza della spesa pubblica, partendo dall’applicazione della normativa sugli studi di fattibilità, per arrivare alla modifica della disciplina sugli incentivi ai pubblici dipendenti e al contenimento del fenomeno dell’in house engineering.”

 

 

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