Gare pubbliche di ingegneria: niente ripresa a ottobre 2015 | Ingegneri.info

Gare pubbliche di ingegneria: niente ripresa a ottobre 2015

Decisamente negativi anche i dati sulle gare pubbliche per servizi di ingegneria indette a ottobre 2015. Con queste cifre è facile immaginarsi un bilancio annuale flop

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Non si arresta il trend negativo per gli appalti pubblici di ingegneria e architettura avviato nei mesi estivi: nel mese di ottobre si registra un -23% in valore su ottobre 2014, che porta all’11,4% la perdita in valore dei primi dieci mesi del 2015 sugli stessi mesi del 2014. Con questi dati il 2015 rischia di chiudersi con l’11% in meno rispetto al 2014.

A fare il punto è l’Oice a seguito del consueto aggiornamento mensile sulle gare pubbliche di ingegneria e architettura Oice-Informatel. Le gare rilevate nel mese di ottobre sono state 354 (di cui 15 sopra soglia), per un importo complessivo di 21,6 milioni di euro (10,6 sopra soglia). Rispetto ad ottobre 2014 il numero dei bandi cresce del 2,6% (-68,1% sopra soglia e +13,8% sotto soglia) mentre il loro valore, come detto, cala del 23,0% (-34,7% sopra soglia e -6,6% sotto soglia).

Nei primi dieci mesi del 2015 sono state indette complessivamente 3.267 gare (di cui 278 sopra soglia), per un valore complessivo di 370,8 milioni di euro (299,1 sopra soglia). Il confronto con lo stesso periodo del 2014 è negativo: mentre il numero delle gare sale del 5,4%, il loro valore scende dell’11,4%.

Continuano ad essere eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti ad ottobre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta, per le gare indette nel 2014, è al 29,9%. Le prime informazioni sulle principali gare indette nel 2015 e già aggiudicate ci danno un ribasso medio del 40,6%.

La posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei si rileva dal numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 283 dei primi dieci mesi del 2014 alle 278 del 2015, -1,8%. Nell’insieme dei Paesi dell’Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta, nello stesso periodo, una crescita, +26,8%. Sempre molto modesta, all’1,8%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 33,2%, Germania 19,5%, Polonia 9,6%, Svezia 4,8%, Gran Bretagna 4,7%.

L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, general contracting, project financing, concessioni di realizzazione e gestione), scende in valore e in numero: il valore messo in gara tra gennaio e ottobre cala del 42,8% rispetto ai primi dieci mesi del 2014, mentre il numero cala dell’1,9%. Negli stessi mesi anche gli appalti integrati, considerati da soli, hanno lo stesso andamento: calano del 45,6% in valore e del 2,0% in numero. Il valore dei servizi di ingegneria e architettura compresi nei bandi per appalti integrati rilevati in tutto il 2015 è stato di circa 85,5 milioni di euro.

“La situazione ci preoccupa in particolare modo perché senza un adeguato mercato domestico le nostre società, che hanno quasi un terzo del loro fatturato all’estero, non potranno reggere il confronto con la concorrenza straniera, peraltro sempre più agguerrita”, commenta Patrizia Lotti, Presidente Oice.

“I dati del 2014 avevano fatto sperare in una inversione di tendenza dei trend degli ultimi anni quando, fra il 2010 e il 2013, avevamo registrato una riduzione in valore del 37,4%. Con il 2014 avevamo recuperato il 28,6% sul 2013 e quindi ci aspettavamo che questi risultati fossero consolidati quest’anno. Invece, se il trend rimarrà più o meno lo stesso di questi ultimi mesi, si andrà verso una nuova riduzione del mercato stimabile, ad oggi, in circa l’11 %”, aggiunge Lotti.

“Anche i primi parziali dati sui ribassi medi del 2015, che aumentano dal 30% al 40%, sono la dimostrazione delle difficoltà di chi opera in un mercato sempre più asfittico. L’auspicio è che in prospettiva si possano dare segnali univoci di ripresa degli investimenti e in tale senso l’OICE non può che salutare con favore la proposta inserita nella cosiddetta legge finanziaria di superare il patto di stabilità, in modo da liberare risorse per investimenti da parte degli enti locali, un settore della Pubblica Amministrazione che ha ridotto clamorosamente gli investimenti in conto capitale, ma è riuscito a fare salire la spesa in conto corrente, vero e proprio esempio di spending review al contrario. A questo deve accompagnarsi anche qualche scelta normativa forte e determinata per creare più mercato – ha concluso Patrizia Lotti – la delega appalti si muove in questa direzione accogliendo le nostre proposte sull’incentivo del 2%, da togliere alla progettazione e spostare su programmazione e controllo, che si spera possa ridurre quel miliardo di progettazione interna alla P.A. che oggi è quasi il doppio del valore del libero mercato. Basta che si faccia presto.”

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