Gli Stati generali delle costruzioni e le priorita' per il rilancio dell'edilizia | Ingegneri.info

Gli Stati generali delle costruzioni e le priorita’ per il rilancio dell’edilizia

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Sicurezza del territorio, sblocco dei debiti della Pa, riqualificazione urbana, costo del lavoro: sono questi gli assi di intervento principali proposti nei giorni scorsi al Governo dagli “Stati generali delle costruzioni”, di cui fanno parte Ance, Anaepa, Casartigiani, Alleanza Coop.Italiane, Federcostruzioni, Cna, Pat, Assoimmobiliare e Confedilizia. Un insieme di “priorità per i primi 100 giorni” da mettere in atto con la massima urgenza, perché “il tempo è scaduto e l’edilizia non può più resistere”. Il settore delle costruzioni, a causa della diminuzione degli investimenti del 38% in 5 anni, è tornato in uno stadio analogo a quello di 40 anni fa. Le conseguenze sono enormi anche sul fronte occupazionale, con 360 mila posti di lavoro persi che diventano 550 mila se si guarda ai settori collegati.

Il primo punto sollevato dagli Stati generali è lo sblocco dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese per i lavori già eseguiti. Un importo stimato in circa 19 miliardi di euro. “E’ necessario”, si legge nella nota stampa, “modificare il dl n.°35/2013 che stabilisce un limite di 7,7 miliardi per i pagamenti, innalzando la quota a 11 miliardi. Inoltre è fondamentale modificare le regole del Patto di stabilità interno, introducendo il principio dell’equilibrio di parte corrente ed un limite all’indebitamento”.

Le realtà delle costruzioni indicano anche i punti su cui far forza per rilanciare il settore: l’investimento nella sicurezza del territorio, a partire dal dissesto idrogeologico; la riqualificazione e l’ammodernamento del patrimonio scolastico; l’attuazione delle piccole e medie opere funzionali alla riqualificazione delle città. A proposito di Comuni, il documento inviato al Governo evidenzia come sia necessario “sbloccare gli appalti delle piccole amministrazioni locali”.

Altro capitolo di fondamentale importanza è la garanzia dell’accesso alla casa: “Per superare il problema di funding a medio lungo termine degli istituti bancari è necessario promuovere strumenti finanziari in grado di riattivare il circuito del credito, coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti, quale capofila di altri investitori istituzionali”. Per gli strati sociali in maggiore difficoltà viene invocata l’istituzione di un “Fondo di Garanzia dello Stato che garantisca i rischi dei mutui per l’acquisto di abitazioni”.

Sul tema della riqualificazione urbana, fondamentale per la ripartenza del comparto, gli Stati generali chiedono di agire sul versante normativo, in particolare sugli standard edilizi e la strumentazione urbanistica. Dal punto di vista fiscale viene proposto un pacchetto che prevede la “rottamazione dei vecchi fabbricati” e la loro sostituzione con edifici di “nuova generazione”; migliorare l’efficacia della detrazione del 50%; rendere stabile la detrazione del 55%”.

Infine le considerazioni sul costo del lavoro, che in edilizia è appesantito da “rilevanti oneri sociali, superiori di oltre il 10%. Questo a causa della cig ordinaria per gli operai che pesa per il 5,20% rispetto al 1,90/2,20 del resto dell’industria, e del 6% in più per quanto concerne i premi Inail”.

“Inoltre”, concludono gli Stati generali, “è importante anche pensare alla decontribuzione degli straordinari e dei trattamenti erogati in aggiunta alla retribuzione stabilità dai contratti collettivi”.

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