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I progettisti responsabili anche dei prodotti da costruzione che prescrivono

Approvato il nuovo decreto che si allinea alla normativa UE: previste sanzioni pesanti e, nei casi più gravi, anche l’arresto

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Una responsabilità in più per i progettisti. La scorsa settimana il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto sulle “condizioni armonizzate per la distribuzione dei prodotti da costruzione”. In sostanza, i professionisti che firmeranno il progetto saranno responsabili della conformità al Regolamento UE n. 305/2011 dei prodotti da costruzione che prescrivono.

Le sanzioni in caso di violazione sono piuttosto pesanti e nei casi peggiori possono preveder anche l’arresto. Nel decreto si puntualizza, infatti, che “il progettista dell’opera che prescrive prodotti non conformi è punito con l’ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro”. E ancora: “Qualora la prescrizione non conforme riguardi prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio il professionista sarà punito con l’arresto sino a tre mesi e con l’ammenda da 5.000 euro a 25.000 euro”. In generale, si tratta di un’inversione di rotta notevole da parte del Governo, che praticamente ha accolto le modifiche che la Commissione Territorio del Senato aveva chiesto; all’inizio, infatti, lo schema di decreto concentrava quasi tutti gli adempimenti sul fabbricante.

Altra novità importante del decreto, la rivisitazione delle sanzioni penali previste in rapporto al livello di responsabilità di ciascun operatore della filiera, riducendole in caso di prodotti non destinati ad uso strutturale o antincendio. Se in precedenza il direttore lavori, il costruttore e il collaudatore rischiavano l’arresto sino a sei mesi per l’utilizzo di prodotti non conformi non destinati ad uso strutturale o antincendio, ora la normativa prevede pene più leggere, con un’ammenda fino a 24 mila euro. L’arresto fino a sei mesi può essere effettuato solo in caso di utilizzo di prodotti non conformi per uso strutturale o antincendio.
La bozza di decreto si allinea, come detto, alle esigenze dell’UE e disciplina gli adempimenti ai quali deve sottostare il fabbricante, sia nel caso in cui il prodotto rientri nell’ambito di una norma armonizzata, sia nel caso di prodotto conforme ad una valutazione tecnica europea (ETA), e quindi non disciplinato da una norma armonizzata (perché per esempio nuovo e dunque originale). Per garantire l’armonizzazione delle norme è istituito il Comitato nazionale di coordinamento dei prodotti. Sarà inoltre prevista la costituzione di un Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea (ITAB) che assicuri la piena integrazione delle funzioni connesse al rilascio della valutazione tecnica europea (ETA).

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