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Il Durc, Documento unico di regolarità contributiva, in cinque punti

Dai rischi ai requisiti di regolarità, dai settori coinvolti all’iter procedurale: il DURC in cinque mosse

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Il DURC, acronimo di Documento unico di regolarità contributiva, è l’attestazione dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. Proviamo a sintetizzarne i punti cruciali.

Regolarità contributiva: cos’è

Con il termine “regolarità contributiva” si intende la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi rilevati alla data della richiesta e riferiti all’intera situazione aziendale; vediamo nel dettaglio:
cosa si perde
i settori lavorativi
l’iter per il rinnovo
i requisiti di regolarità

Settori lavorativi per i quali è previsto il DURC

Il DURC serve per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici (verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare, aggiudicazione alle gare aggiudicazione dell’appalto, stipula del contratto, stati d’avanzamento lavori, liquidazioni finali), per i lavori privati soggetti al rilascio della concessione edilizia o alla DIA, per le attestazioni SOA. Sulla base di ciò si evince che il DURC serve per gli:
• appalti pubblici:
• appalti e subappalti di lavori pubblici;
• appalti pubblici di forniture;
• appalti pubblici di servizi;
• gestione di servizi ed attività pubbliche in convenzione o concessione.
• appalti privati soggetti al rilascio di concessione o di denuncia di inizio attività (DIA):
• pratiche per attestazioni SOA;
• pratiche per iscrizione albo fornitori;
• pratiche per agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni e autorizzazioni nazionali o comunitari.

Irregolarità contributiva riscontrata: cosa succede

Nel caso in cui il DURC attesti una posizione di irregolarità contributiva dell’impresa nei confronti di INPS, INAIL e della Cassa Edile o anche nei confronti di uno solo di questi tre Enti, oltre alle ordinarie azioni di recupero del credito da parte degli Enti, l’impresa – nei lavori pubblici:
• perderà l’aggiudicazione dell’appalto,
• non potrà stipulare contratti di appalto o subappalto,
• non avrà diritto al pagamento dei SAL;
mentre nei lavori privati:
• avrà la sospensione del titolo abilitativo connesso alla concessione edilizia o alla DIA,
• non avrà l’attestazione SOA,
• non potrà iscriversi agli Albi Fornitori;
• non potrà usufruire di agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni e autorizzazioni nazionali o comunitari.

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L’iter procedurale per il nuovo DURC

I soggetti che possono verificare la regolarità contributiva e quindi la regolarità del DURC sono:
• amministrazioni aggiudicatrici, organismi di diritto pubblico, enti aggiudicatori, soggetti aggiudicatori e stazioni appaltanti;
• gli Organismi di attestazione SOA;
• le amministrazioni pubbliche concedenti;
• le amministrazioni pubbliche procedenti, i concessionari ed i gestori di pubblici servizi;
• l’impresa o il lavoratore autonomo per quanto attiene la loro posizione contributiva, oppure chiunque abbia interesse a verificare tale posizione purché in possesso di apposita delega dell’impresa o del lavoratore solo attraverso il portale dell’Inps;
• le banche e gli intermediari finanziari, purché in possesso della delega rilasciata dal soggetto titolare del credito, per quanto attiene le cessioni dei crediti certificati solo attraverso il portale dell’Inps;
• i consulenti del lavoro e i soggetti individuati dall’articolo 1 della L. 11 gennaio 1979, n. 12 e altri soggetti abilitati da norme speciali a svolgere adempimenti di carattere lavoristico e previdenziale.

Requisiti di regolarità

Dal 1° luglio 2015 il controllo della regolarità contributiva per tutte le tipologie di lavoro attraverso il DURC on line avviene considerando fino ai pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese precedente a quello viene effettuata la verifica, purché risulti scaduto anche il termine per presentare le relative denunce retributive.

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