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Il Museo d'Arte Contemporanea, il MAC, l'arte prende forma e spazio

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A fine Aprile è stato presentato presso l’Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele, il progetto definitivo del Museo d’Arte Contemporanea di Milano, il MAC, che sorgerà a CityLife, area di riqualificazione dell’ex quartiere Fiera di Milano. Nella scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea, sulla via già intrapresa con l’apertura di Triennale Design Museum e con il Museo del Novecento, Milano rinforza il suo ruolo.

Il progetto, studiato dall’architetto statunitense Daniel Libeskind con la collaborazione del suo partner Italiano City-Edge, presenta un edificio dalla struttura verticale di cinque piani che, procedendo verso l’alto, si sviluppa nella torsione di un volume a base quadrata che termina sulla sommità con una terrazza di forma circolare. La geometria, da cui nasce lo spazio dell’architettura, è lampante grazie allo “Screen”, uno schermo che avvolge tutto l’edificio, che è formato da un insieme di lamelle in alluminio verniciato, color bronzo, che garantiscono anche un grande senso di leggerezza e luminosità.

La superficie espositiva interna è di ben cinquemila metri quadrati, distribuiti su cinque piani, di cui uno interrato; quella esterna di quasi settemila metri, suddivisi tra il giardino, le terrazze ai piani (1600 mq) e la grande terrazza circolare sul tetto (1400 mq). Un laboratorio artigianale per l’allestimento delle mostre temporanee e un bookshop, e l’immancabile bar/bistrot trovano spazio nel museo.

L`eccellenza progettuale del nuovo Museo è rappresentata – oltre che dal suo aspetto estetico e funzionale – anche dalle tecnologie ad impatto zero utilizzate. Il progetto architettonico, infatti, è stato sviluppato con l’obiettivo della maggiore compatibilità ambientale possibile, utilizzando materiali e tecniche costruttive all’avanguardia, in linea con l’intero progetto CityLife.

Uno spazio dedicato all’arte contemporanea presenta esigenze spesso imprevedibili,  per questo motivo le cinque gallerie sono ambienti unici, con un’altezza minima di 5 metri e mezzo, attrezzati con un complesso sistema di illuminazione e di climatizzazione che consente di ospitare qualunque tipo di esposizione, mantenendo nel contempo sempre “leggibile” al visitatore la linea progettuale portante della struttura: il quadrato che si trasforma in cerchio, nel passare dal basso verso l’alto.

C.C.

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