Il rame per le facciate metalliche | Ingegneri.info

Il rame per le facciate metalliche

Dalla variazione cromatica all'abilità a combinarsi con altri metalli, elenchiamo le principali caratteristiche del rame, nelle sua varie conformazioni, per l'utilizzo nelle facciate metalliche

rame_cover
image_pdf

 

Il rame è uno tra i materiali metallici più utilizzati in architettura, sia per facciate metalliche che per lattoneria, anche nelle sue numerose leghe, come bronzo e ottone, cupralluminio e cupronichel.
Vediamo nello specifico le principali caratteristiche e le principali applicazioni del rame non ossidato e ossidato, mentre per le altre leghe si rimanda agli articoli specifici.

Il colore tipico del rame non trattato è il rosato o rossastro. Non è un metallo magnetico. È molto resistente alla corrosione per la caratteristica patina che si forma spontaneamente sulla superficie, prima di colore bruno e poi di colore verde o verde-azzurro.
È facilmente lavorabile, molto duttile e malleabile. Tutte queste caratteristiche lo rendono uno tra i materiali più adatti alla produzione di manufatti in genere, comprese le lavorazioni da lattoniere. Non è idoneo a lavorazioni con asportazione di truciolo, perché ha una consistenza piuttosto pastosa, ma può essere facilmente riciclato.

Una tra le sue caratteristiche più importanti è la capacità di combinarsi con altri metalli per formare leghe (si ritiene che se ne usino almeno 400), le più note sono bronzo e ottone, ma anche cupronichel e cupralluminio.

Il rame utilizzato nei rivestimenti di coperture e facciate ha un grado di purezza del 99,95%.

 
Rame non ossidato
Il rame non ossidato ha il caratteristico color rosso rame, ovvero un rosso rosato scuro. Appena prodotto il metallo è lucido e splendente, ma esposto agli agenti atmosferici cambia colore e grado di opacità molto rapidamente. Il rame non trattato ha sfumature che vanno dal bruno all’arancio con riflessi molto chiari. Può essere lucidato fino a ottenere un effetto specchio, ovviamente non paragonabile a quello dell’acciaio o dell’alluminio a causa del colore rosso. Le superfici in rame lucidato producono una riflessione semidiffusa. Le variazioni cromatiche prodotte da fonti di luce colorate risultano attenuate, quasi sfumate, dalla superficie del materiale.

Gli effetti che l’ossidazione ha sul rame sono tra i più noti nell’ambito dei metalli da rivestimento.
Inizialmente la superficie rosso-arancio è lucida e carica di riflessi, presto però il metallo tende a diventare sempre più opaco. In un primo momento si ricopre di chiazze brune che in breve si espandono su tutta la superficie in modo uniforme. Negli elementi di copertura o, più in generale, in tutti i punti esposti a fenomeni di umidità stagnante, i legami basici che si formano costituiscono uno strato di ossido verde chiaro.

La lamiera che giunge in cantiere per il montaggio è costituita da rame disossidato al fosforo, privo di ossigeno e con modesto contenuto residuo di fosforo (CuDHP). La qualità superficiale del materiale è quella del rame lucido il quale, dopo l’esposizione agli agenti atmosferici, innesca un processo di ossidazione che sviluppa un tono di colore bruno sempre più scuro.
Il materiale ha le proprietà tipiche del rame, cioè eccellente deformabilità ed elevato allungamento alla rottura, che lo rendono particolarmente adatto a tutte le tecniche di lavorazione specifiche per i metalli: dalla tradizionale brasatura, alla saldatura, fino al montaggio a secco per la realizzazione di facciate. Il grado di purezza al 99,95% garantisce un’ottima deformabilità indipendentemente dalla temperatura e dalla direzione di laminazione; si possono ottenere quindi moltissimi tipi di profilati.

 
Rame preossidato bruno
Il rame preossidato bruno (detto anche patinato) ha la stessa composizione di base del rame non trattato (rame disossidato al fosforo, privo di ossigeno e con modesto contenuto residuo di fosforo), l’unica differenza è che viene fornito già ossidato su entrambi i lati, con un colore marrone opaco. La patina protettiva superficiale varia di tonalità nel tempo diventando sempre più scura fino all’antracite sulle superfici verticali, mentre per le coperture assume dopo molto tempo il tipico colore verderame.
Il rame può formare anche uno strato di ossido nero mediante immersione in un bagno caldo di soda caustica, oppure tramite un bagno bollente contenente nitrato di rame e il successivo raffreddamento in un bagno di solfato di potassio.
Un colore bruno con riflessi rosso-arancio può essere ottenuto mediante l’immersione in un bagno bollente di solfato di rame e acetato di sodio.

 
Rame preossidato verde
Il rame preossidato verde (detto anche patinato verde) ha la stessa composizione di base del rame non trattato. Il materiale viene fornito già ossidato su un lato, con il tipico colore verderame, ottenuto tramite un processo di ossidazione indotta realizzato in fabbrica. La patina protettiva superficiale varia da toni più scuri a toni più chiari a seconda del rotolo (coil) di produzione e con il passare del tempo tende a schiarire. Le superfici in rame verde sono testurizzate da areole dove persiste il colore bruno di fondo, l’ossidazione infatti non è quasi mai perfettamente verde. Con il passare del tempo il colore si omogeneizza su tutta la superficie del materiale.

Variazioni cromatiche del rame a seconda del tempo di esposizione agli agenti atmosferici

Ossido di rame Tempo di esposizione Colore
CuO alcune settimane strisce nere
Cu2O alcune settimane macchie marroni
CuO-Cu2O 6-12 mesi bruno omogeneo
Solfato o cloruro di rame 5-10 anni verde chiaro su sfondo bruno
Solfato o cloruro di rame 20-25 anni verde intenso

 

Facciata in rame preossidato verde (Kai 13, Düsseldorf, Germania, DDJ Architekten, 2003)

Facciata in rame preossidato verde (Kai 13, Düsseldorf, Germania, DDJ Architekten, 2003)

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Il rame per le facciate metalliche Ingegneri.info