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Ingegneria antisismica: nasce la casa europea del futuro con il Progetto Elissa

L’edificio antisismico, antincendio ed efficiente, costruito in scala 1:1 nei laboratori della Federico II di Napoli, ha resistito a shock sismici più potenti di quello dell’Aquila

L'edificio antisismico costruito nei laboratori dell'Università Federico II di Napoli
L'edificio antisismico costruito nei laboratori dell'Università Federico II di Napoli
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Antisismica e antincendio, isolata acusticamente e termicamente, economica e facile da costruire. È la casa europea del futuro (Progetto Elissa), alla cui realizzazione hanno contribuito numerose soluzioni Knauf. Nei modernissimi laboratori della Federico II di Napoli l’edificio, in scala 1:1, ha resistito perfettamente a una sequenza di shock sismici crescenti, di potenza notevolmente superiore a quello che ha colpito e distrutto L’Aquila.

Il progetto è europeo, si chiama Elissa, e ha dovuto affrontare una sfida epocale: trovare e testare nuove soluzioni per un’edilizia energicamente efficiente, ecocompatibile, economica, resistente a fuoco e sismi e isolata acusticamente e termicamente. Al progetto, giunto oggi a positiva conclusione, hanno partecipato aziende e Atenei di cinque diverse nazioni e l’Italia ha avuto un ruolo di leadership dando un notevole contributo in termini di competenze tecnico/scientifiche, come testimonia il Prof. Raffaele Landolfo, direttore del Dipartimento di strutture per l’ingegneria e l’architettura dell’Università Federico II di Napoli e responsabile dei test di resistenza sismica: “In Italia, e in particolare all’Università Federico II di Napoli, siamo all’avanguardia nello studio di soluzioni per un’edilizia capace di resistere ai più forti eventi sismici; questa eccellenza, indiscussamente riconosciuta anche in ambito europeo, ha fatto sì che al nostro dipartimento venisse affidata la guida del Progetto Elissa relativamente all’elaborazione di soluzioni antisismiche e al loro test finale, che oggi è stato superato con successo.”

La presentazione dei risultati dei test sismici del Progetto Elissa, nella prestigiosa sala dell’Università Federico II di Napoli

Il ruolo italiano è stato fondamentale anche sul fronte strutturale; in questo settore la supervisione dell’ing. Claudia Chiti, direttore Tecnico di Knauf Italia e responsabile di numerosi progetti di edilizia innovativa e sperimentale, ha permesso di capitalizzare le immense competenze della multinazionale per risolvere le più importanti problematiche strutturali e assicurare il successo del progetto. “Con il lavoro coordinato di questo pool di aziende e università abbiamo dimostrato che un’edilizia nuova, più razionale e più sicura è possibile e già a portata di mano. Sfruttando tecnologie innovative ma disponibili già oggi, come le lastre, i solai e gli isolamenti Knauf, ed integrandole in modo adeguato con le soluzioni di altre aziende, tra cui gli importanti profili di Cocoon, abbiamo dimostrato che è possibile costruire abitazioni migliori abbattendo i costi fino al 15% e riducendo drasticamente anche i tempi di costruzione.” sintetizza Chiti.

Le soluzioni isolanti Knauf per il Progetto Elissa

Strutturalmente la casa del futuro frutto del Progetto Elissa si basa su un sistema in profili di acciaio leggero, modulare e componibile, studiato dalla svizzera Cocoon e completato con diversi prodotti Knauf; per le partizioni perimetrali sono state usate lastre Knauf Aquapanel in cemento leggero mentre quelle interne sono state realizzate con lastre Knauf Diamant e soluzioni isolanti termico/acustiche Knauf Mineral Wool. Sono di Knauf anche le soluzioni per i pavimenti portanti, realizzati con Knauf Gifafloor.
Con questa struttura è stata riprodotta in scala 1:1 un’abitazione su due piani, tanto resistente quanto leggera (appena 10 tonnellate), che sulla piattaforma vibrante dei laboratori dell’Università Federico II di Napoli è stata sottoposta a una sequenza di shock sismici crescenti, la cui potenza massima è arrivata al 150% di quello che ha colpito L’Aquila nel 2009.
L’edificio ha sopportato perfettamente le ripetute accelerazioni, fino al valore di 1g, provocate della tavola vibrante, superando con successo i numerosi stress a cui è stato sottoposto e non dando il minimo cenno di cedimento neppure nei punti più critici di giunzione.
“Questo era il test finale del Progetto Elissa, che ha dimostrato come, dopo migliaia di anni, sia finalmente possibile avere un’alternativa al mattone e che grazie alle tecnologie oggi disponibili è finalmente possibile costruire abitazioni confortevoli, sicure, economiche e soprattutto ecocompatibili” ha commentato la professoressa Maria Founti, professoressa alla National Technical University di Atene e coordinatore europeo del Progetto Elissa.

Guarda il video dei test:

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