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La disciplina della Scia, Segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire

Un estratto dalla nuova 'Guida alle pratiche edilizie', dedicato alla Scia in alternativa al permesso di costruire

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Le pratiche per i titoli abitativi edilizi hanno conosciuto molti cambiamenti nel 2016. Una delle ultime in ordine temporale è il cosiddetto decreto Scia 2, ma tra nuovo regolamento edilizio tipo e innumerevoli mutazioni regionali, è facile immaginare che il professionista tecnico attivo nel settore edile stia facendo un po’ fatica. Ad offrire un orientamento inedito, pratico e direttamente operativo, è la “Guida alle pratiche edilizie”, di Giorgio Tacconi, edita da Wolters Kluwer. L’autore la descrive come “un prontuario sui titoli abilitativi edilizi, sulla base del testo aggiornato del D.P.R. n. 380/2001 e delle normative specifiche regionali, con relativa modulistica e 34 schede che abbinano i vari titoli alle attività e interventi”.
Dopo il box, riportiamo un breve estratto dedicato alla Disciplina della Scia, Segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire. Cliccando sul box si può acquistare il volume.

Disciplina della Scia, Segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire (art. 23, D.P.R. n. 380/2001 Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)
In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante Segnalazione certificata di inizio attività (in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente):
a) interventi di ristrutturazione edilizia che:
• portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente,
• comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti,
• comportino mutamenti della destinazione d’uso agli immobili compresi nelle zone omogenee A,
• comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli;
b) interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi comunque denominati, compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti;
se i piani attuativi risultano approvati prima dell’11 gennaio 2002 (entrata in vigore della Legge n. 443/2001) il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli interessati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani attuativi con le caratteristiche sopra menzionate;
c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
Gli interventi realizzati mediante Scia alternativa al permesso di costruire, sono soggetti al contributo di costruzione.

La realizzazione degli interventi realizzati con Scia alternativa al permesso di costruire, che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica, paesaggistico-ambientale o dell’assetto idrogeologico, è subordinata al preventivo rilascio del parere o dell’autorizzazione richiesti dalle relative previsioni normative.
E’ comunque salva la facoltà dell’interessato di chiedere il rilascio di permesso di costruire per la realizzazione degli interventi che richiedono la Scia, senza obbligo del pagamento del contributo di costruzione, salvo quanto stabilito dalle regioni.
In questo caso la violazione della disciplina urbanistico-edilizia comporta la sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a 516 euro (articolo 37 Tu edilizia).

Dello stesso autore, leggi: La certificazione di sostenibilità ambientale Regione per Regione

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