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La fibra di canapa come isolante funziona, secondo i nuovi test dell’Enea

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Contenuto aggiornato: riportiamo qui di seguito una precisazione di ENEA a riguardo

A chiarimento di quelle che sono state le attività di ricerca ENEA sull’utilizzo della canapa in edilizia, si precisa che il progetto Effedil ha riguardato i benefici dell’utilizzo della canapa come isolante negli edifici rispetto a pareti costruite con il solo laterizio senza isolante.

Il progetto ha anche effettuato confronti tra la canapa trattata con sostanze naturali antimuffa e idrorepellenti e quella non trattata, evidenziando che la canapa trattata è più resistente ai batteri ed è caratterizzata da una maggiore traspirazione e da una minore velocità di propagazione delle fiamme, in caso di incendio.

I riferimenti alla lana di roccia e di vetro sono stati fatti a solo scopo esemplificativo, senza alcun tipo di comparazione con le proprietà tecniche e di sostenibilità degli isolanti minerali.  

 

Utilizzare la fibra di canapa in sostituzione dei minerali comunemente impiegati in edilizia, per realizzare edifici più sostenibile ed efficienti, che riducano i consumi degli impianti di climatizzazione, in particolare nelle aree mediterranee a clima caldo temperato. A suggerire questa soluzione è l’Enea, sulla base di test specifici effettuati nell’ambito del progetto Effedil e realizzati nei laboratori del centro ricerche di Brindisi.

I test su pareti “imbottite” di canapa hanno dimostrato un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, oltre a una bassa conducibilità termica e a una maggiore traspirazione e resistenza ai batteri. Inoltre, è stata riscontrata una minore velocità di propagazione delle fiamme, in caso di incendio.

“Con questo studio – spiega Patrizia Aversa dell’Enea – abbiamo potuto verificare che la canapa migliora l’isolamento termico del laterizio, attenuando di circa il 30% il flusso termico, ossia la quantità di calore che passa attraverso un materiale in un dato momento, e diminuendo del 20% la trasmittanza termica, vale a dire la facilità con cui un materiale si lascia attraversare dal calore. Inoltre la canapa ha una buona permeabilità al vapore acqueo, permettendo così di evitare la formazione di condensa”.

Approfondisci: La fibra di kenaf come isolante: caratteristiche e applicazioni

Secondo Enea, sulla base dei risultati del progetto Effedil, la fibra di canapa ha un minore impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo perché più sostenibile della lana di roccia. Inoltre, la coltivazione della canapa è benefica sia per la biodiversità (favorisce l’impollinazione delle piante), che per l’agricoltura in sé (le particolari radici riescono a penetrare in profondità, “areando” naturalmente il suolo e “assorbendo” le sostanze inquinanti nelle aree di bonifica).

“Grazie al progetto Effedil – sottolinea Vincenza Luprano dell’Enea – oggi sappiamo che la canapa è un materiale ideale per costruire edifici sempre più sostenibili in un’ottica di economia circolare oltre che per il suo potenziale di isolamento termico, anche per l’ampia disponibilità sul territorio pugliese e per l’impatto sull’ambiente del ciclo “produzione-utilizzo-dismissione”.

Uno dei test effettuati nel Centro ricerche Enea di Brindisi

Uno dei test effettuati nel Centro ricerche Enea di Brindisi

La canapa è un materiale dalle innumerevoli applicazioni perché molto versatile e sostenibile: dalla medicina all’alimentazione, dall’industria tessile a quella cartiera, inoltre per coltivarla non vengono utilizzano pesticidi. La coltivazione della canapa è in forte espansione sia in Europa che in Italia (circa 3.000 ettari, fonte Federcanapa): la Puglia è la regione che ne produce di più, seguita da Piemonte, Veneto e Basilicata. In particolare in Puglia si sta sviluppando un modello di economia circolare a filiera corta, che prevede il raddoppio della coltivazione e la realizzazione di un impianto di trasformazione con una capacità di circa 5 mila tonnellate l’anno.

“Un altro importante obiettivo che l’Enea si pone – conclude Vincenza Luprano – è quello di creare una rete tra istituzioni, università, piccole e medie imprese locali e agricoltori, per aumentare il numero di occupati nella nostra terra e per migliorare la qualità della vita in maniera sostenibile”.

Guarda il video di Enea Channel che descrive i test.

Si precisa che il progetto Effedil ha riguardato i benefici dell’utilizzo della canapa come isolante negli edifici rispetto a pareti costruite con il solo laterizio senza isolante.

Il progetto ha anche effettuato confronti tra la canapa trattata con sostanze naturali antimuffa e idrorepellenti e quella non trattata, evidenziando che la canapa trattata è più resistente ai batteri ed è caratterizzata da una maggiore traspirazione e da una minore velocità di propagazione delle fiamme, in caso di incendio.

I riferimenti alla lana di roccia e di vetro sono stati fatti a solo scopo esemplificativo, senza alcun tipo di comparazione con le proprietà tecniche e di sostenibilità degli isolanti minerali.

 

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