La Iso 50001 come modello di diagnosi energetica | Ingegneri.info

La Iso 50001 come modello di diagnosi energetica

Lo standard ISO 50001 suggerisce un modello di diagnosi dei dati energetici

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Le potenzialità e le novità riscontrabili nella norma BS 16001, poi divenuta UNI CEI EN 16001, hanno portato a un’evoluzione del campo d’azione, ampliato a livello internazionale dando vita alla ISO 50001:2011, Energy Management Systems – Requirements with guidance for use. La volontà di ISO di portare avanti questo progetto muove da due elementi: da una parte la richiesta avanzata dall’Organizzazione Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite (UNIDO), la quale ha riconosciuto la necessità del settore industriale di dare una risposta efficace al cambiamento climatico e alla proliferazione di standard nazionali di Gestione dell’Energia; dall’altra l’inclusione da parte della stessa ISO della gestione energetica tra i cinque campi per lo sviluppo di standard internazionali dal 2008 in poi.

La portata del tema dell’energia a livello globale è tale che si stima la norma ISO 50001 possa avere un impatto positivo sull’utilizzo del 60% circa dell’energia mondiale. Essa offre alle organizzazioni del settore pubblico e privato strategie di gestione portatrici di un aumento dell’efficienza energetica, di una riduzione dei costi e di un miglioramento delle prestazioni energetiche.

La ISO 50001:2011 fornisce alle imprese un quadro di riferimento per integrare le prestazioni energetiche nella gestione quotidiana delle attività attraverso una metodologia logica e coerente per identificare e attuare i miglioramenti; tale metodologia viene identificata nel Sistema di Gestione per l’Energia (EnMS) che rappresenta il mezzo con il quale l’organizzazione implementa e rende concreta la sua volontà e politica di ottimizzazione energetica.

ISO 50001 e l’analisi dei consumi energetici

La sezione della norma ISO 50001 dedicata alla Energy Review mette in luce come una revisione sistematica e un’analisi dei consumi energetici costituiscano la base da cui partire per un aumento dell’efficienza energetica: più elevati saranno i consumi di una determinata area o processo aziendale, più dettagliata dovrà essere la misurazione e, di conseguenza, più facile sarà individuare le potenzialità di risparmio.

Il sistema di raccolta dati consentirà di svolgere un’analisi tanto efficace quanto maggiore è la qualità dei dati raccolti: se è ammesso un margine di errore nel metodo di raccolta dati e nei dati stessi, è necessario che tale margine sia tenuto sotto controllo per evitare stime inesatte, in particolare per le aree di maggior impatto. Una corretta ed efficace struttura di raccolta di dati e informazioni consente anche di individuare in maniera adeguata le opportunità di miglioramento delle prestazioni energetiche.

Una volta terminato il processo di riesame delle prestazioni energetiche (tenendo sempre a mente la necessità di una periodica e costante revisione dei dati), l’organizzazione dovrà utilizzare i dati raccolti per definire una baseline energetica, vale a dire un riferimento quantificabile dal quale partire come base di riferimento (benchmark) per svolgere confronti sull’andamento nel tempo delle prestazioni energetiche. È opportuno che venga periodicamente verificata la validità della baseline, così da tener conto di eventuali cambiamenti nell’organizzazione e nelle attività svolte.

Infine si può dimostrare molto utile un’azione di riesame dei dati mediante la generazione di indicatori di performance. Gli Energy Performance Indicator (EnPIs) a cui fa riferimento lo standard sono una interpretazione di carattere energetico dei più noti Key Performance Indicator (KPIs): si tratta di misurazioni tipicamente metriche, finanziarie, temporali ecc. che, in questo caso, assumono connotazione energetica, e che vengono utilizzate dalle aziende per valutare e controllare le proprie prestazioni. L’implementazione di un Sistema di Gestione Energetica prevede quindi lo sviluppo di EnPIs rappresentativi dei risultati che si desiderano ottenere attraverso la propria politica energetica. In questo modo, una periodica valutazione consentirà di valutare lo stato di avanzamento del proprio percorso ed eventualmente di ricalibrare i propri obiettivi e traguardi. L’organizzazione potrà così vedere come la propria efficienza energetica evolve nel tempo ed effettuare confronti con altre organizzazioni del settore.

I risultati ottenuti possono essere parametrati rispetto a indicatori di processo come, ad esempio, la produzione oraria o giornaliera (nel caso di aziende manifatturiere), lo spazio a disposizione per persona o il numero di soggetti serviti (per organizzazioni che gestiscono patrimoni immobiliari), i profili di carico ecc.

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L’autore


Giancarlo Paganin

Ingegnere, professore associato di tecnologia dell’architettura presso il Dipartimento ABC “Architecture, Built environment and Construction engineering” del Politecnico di Milano, dove svolge attività di didattica e ricerca occupandosi dei temi relativi a: qualità del progetto; qualità e innovazione del prodotto e del processo edilizio; sicurezza nell’uso degli ambienti costruiti e sicurezza dei lavoratori; gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari; efficienza energetica in edilizia. Dal 2003 è chairman del Gruppo di Lavoro del CEN “Comitato Europeo di Normazione” TC 319/WG7 “maintenance of buildings”. Dal 1994 svolge attività nell’ambito dei sistemi di gestione e di ispezione su progetti e cantieri.

L’autore


Fabiana Olivieri

Ingegnere, laureata con lode in “Gestione del costruito” presso il Politecnico di Milano. Si è precedentemente occupata di sistemi di gestione dell’energia, di gestione della sostenibilità degli eventi, di implementazione di un sistema di gestione integrato nell’ambito di una organizzazione internazionale operante nella gestione di patrimoni immobiliari. Attualmente è impiegata nel settore Real Estate in ambito di consulenza strategica e di fattibilità d’investimento, valutazione economico/finanziaria di progetto nonché di analisi di highest and best use in ottica di valorizzazione di asset e portafogli immobiliari.

Riferimenti Editoriali


ISO 50001

La chiave di lettura è quella di un approccio che persegua il miglioramento dell’efficienza a partire da una visione sistemica della gestione energetica del patrimonio costruito

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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