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Legge di delegazione europea 2015 e prodotti da costruzione

Fra le previsioni contenute nella Legge di Delegazione 2015, una riguarda il mondo dell'edilizia e comporta l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) n. 305/2011 sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione

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Nell’articolo precedente, Legge 2015 di delegazione europea: novità ambientali… e non solo, abbiamo accennato alla delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) n. 305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione.

Questo regolamento (Reg. del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011), ha sostituito la direttiva 89/106/Cee (sui prodotti da costruzione, conosciuta come CPD) con il fine sia di semplificare e chiarire il quadro normativo esistente per l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione, sia di migliorare la trasparenza, l’efficacia e l’armonizzazione delle misure esistenti, tenendo altresì conto del nuovo quadro normativo generale adottato per l’armonizzazione europea (in particolare del regolamento (Ce) n. 765/2008), nonchè della sicurezza e qualità delle opere.

La delega, pertanto, si propone di porre in essere gli strumenti legislativi necessari alla piena attuazione del citato Regolamento, riordinando, al contempo, il settore dei prodotti da costruzione.

Il (o i) decreto/i di attuazione vanno adottati entro sei mesi dal 16 settembre 2016, data di entrata in vigore della legge: la delega scade, quindi, a marzo 2017.

 

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Novità per il settore dei prodotti da costruzione

Oltre ai principi e criteri direttivi generali per l’attuazione delle normative europee, la Legge 12 agosto 2016, n. 170, (art. 9), prevede anche principi e criteri direttivi specifici:

a) fissazione dei criteri per la nomina dei rappresentanti dell’Italia in seno al comitato di cui all’articolo 64 del regolamento (Ue) n. 305/2011 e al gruppo di cui all’articolo 55 del regolamento (Ue) n. 305/2011;

b) istituzione di un Comitato nazionale di coordinamento per i prodotti da costruzione, con compiti di coordinamento e di raccordo delle attività delle amministrazioni competenti nel settore dei prodotti da costruzione e di determinazione degli indirizzi volti ad assicurare l’uniformità e il controllo dell’attività di certificazione e di prova degli organismi notificati, e individuazione delle amministrazioni che hanno il compito di istituirlo;

c) costituzione di un Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea (ITAB) quale organismo di valutazione tecnica (TAB) ai sensi dell’articolo 29 del regolamento (Ue) n. 305/2011, fissazione dei relativi principi di funzionamento e di organizzazione e individuazione delle amministrazioni che hanno il compito di costituirlo;

d) individuazione presso il Ministero dello sviluppo economico del Punto di contatto nazionale per i prodotti da costruzione, di cui all’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (Ue) n. 305/2011, nonché determinazione delle modalità di collaborazione delle altre amministrazioni competenti, anche ai fini del rispetto dei termini di cui al paragrafo 3 del medesimo articolo 10;

e) individuazione del Ministero dello sviluppo economico quale autorità notificante ai sensi del capo VII del regolamento (Ue) n. 305/2011;

f) fissazione dei criteri e delle procedure necessari per la valutazione, la notifica e il controllo degli organismi da autorizzare per svolgere compiti di parte terza nel processo di valutazione e verifica della costanza della prestazione, di cui all’articolo 40 del regolamento (Ue) n. 305/2011, anche al fine di prevedere che tali compiti di valutazione e di controllo degli organismi possano essere affidati mediante apposite convenzioni all’organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi dell’articolo 4 della legge 23 luglio 2009, n. 99;

g) previsione di disposizioni in tema di proventi e tariffe per le attività connesse all’attuazione del regolamento (Ue) n. 305/2011, conformemente al comma 4 dell’articolo 30 della legge 24 dicembre 2012, n. 234;

h) previsione di sanzioni penali o amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni degli obblighi derivanti dal regolamento (Ue) n. 305/2011, conformemente alle previsioni dell’articolo 32, comma 1, lettera d), e dell’articolo 33, commi 2 e 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, tenendo in adeguata considerazione le attività rispettivamente svolte dagli operatori economici nelle diverse fasi della filiera e, in particolare, la loro effettiva capacità di incidere sugli aspetti relativi alle caratteristiche, alla qualità e alla sicurezza del prodotto, e individuazione delle procedure per la vigilanza sul mercato dei prodotti da costruzione ai sensi del capo VIII del regolamento (Ue) n. 305/2011;

i) abrogazione espressa delle disposizioni di legge o di regolamento incompatibili con i decreti legislativi di cui al comma 1;

l) salvaguardia della possibilità di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) n. 305/2011 con successivo regolamento governativo, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nelle materie non riservate alla legge e già disciplinate mediante regolamenti.

 

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