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L’Europa contro il ritardo nei pagamenti della Pa italiana

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“Desta rammarico la decisione della Commissione europea di procedere all’apertura della procedura di infrazione, estrema conseguenza delle numerose denunce che per primi come Ance nel 2012 abbiamo avanzato per spingere le pubbliche amministrazioni a pagare le imprese”: è questo il duro commento di Paolo Buzzetti, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili. in relazione alla lettera di costituzione in mora arrivata all’Italia da Bruxelles.

Al centro della richiesta di chiarimenti è la mancata attuazione da parte dell’Italia della direttiva dell’Ue sui ritardi di pagamento. La normativa europea stabilisce infatti che i pagamenti delle Pa alle imprese devono avvenire entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni. L’Italia è ben oltre questo limite: secondo i dati forniti da Ue, in media la Pa italiana paga i corrispettivi per i servizi prestati o per le merci fornite dopo 170 giorni e nel settore dei lavori pubblici dopo 210 giorni. Bruxelles inoltre contesta il fatto che alcuni enti pubblici utilizzino contratti che applicano interessi legali di mora chiaramente inferiori all’interesse imposto dalla direttiva, che è pari al tasso di riferimento della Bce maggiorato di almeno otto punti percentuali. A ciò va aggiunto, inoltre, la prassi di alcune Pa del posticipare l’emissione delle relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori (Sal) per ritardare i dovuti pagamenti alle imprese del settore dei lavori pubblici.

“Il grave problema dei ritardati pagamenti, nonostante alcuni passi in avanti, continua a essere un macigno per le imprese di costruzione”, denuncia Buzzetti. “Il nostro settore è infatti il più penalizzato perché i pagamenti in conto capitale, cioè delle opere pubbliche, risentono negativamente del Patto di stabilità interno.”

Secondo i dati Ance le imprese edili sono tra le più colpite dal problema dei ritardi, con 210 giorni in media per vedere onorati i propri crediti, con un arretrato che ammonta a circa 11 miliardi di euro. Per Buzzetti “è fondamentale sostenere il Governo nella sua battaglia in Europa per porre fine all’austerity assoluta e ottenere maggiore flessibilità per gli investimenti necessari per far ripartire l’Italia. Per prima cosa è necessario allentare il Patto di stabilità interno per gli investimenti: altrimenti nessuna soluzione alla piaga dei ritardati pagamenti sarà efficace e duratura”, conclude il presidente Ance. “Da questa decisione dipende il futuro del settore edile e quindi di migliaia di lavoratori”.

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