L’incremento di cubatura fa perdere le agevolazioni prima casa | Ingegneri.info

L’incremento di cubatura fa perdere le agevolazioni prima casa

Una sentenza della Corte di Cassazione su un intervento edilizio che sfora il limite di 240 metri quadri

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La sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 18477 del 21 settembre 2016 stabilisce che se un intervento edilizio fa superare all’immobile la metratura consentita per godere delle agevolazioni prima casa, il contribuente decade dal beneficio medesimo.
Il proprietario di un appartamento aveva fatto ricorso contro un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate di revoca delle agevolazioni “prima casa” (art. 3, comma 131, Legge n. 549 del 28 dicembre 1995), in quanto l’appartamento doveva essere considerato di lusso a seguito di intervento edilizio che ne aveva esteso la superficie oltre il limite di 240 metri quadri. Il ricorrente contestava il provvedimento di revoca poiché, a suo parere, era privo di motivazioni sulla valutazione e di descrizione delle caratteristiche di lusso dell’immobile in questione.
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sostenendo che per stabilire se un’abitazione sia o meno di lusso, bisogna far riferimento alla nozione di superficie utile complessiva, “in forza della quale è irrilevante il requisito dell’abitabilità dell’immobile, mentre quello dell’utilizzabilità degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituisce parametro idoneo ad esprimere il carattere lussuoso di un’abitazione”.

L’elencazione dei locali esclusi dal computo dei 240 mq di superficie utile, prevista dal Dm Lavori Pubblici n. 1072 del 2 agosto 1969, è tassativa. Infatti “In tema di imposta di registro, ipotecarie o catastali, per stabilire se un’abitazione sia di lusso e, quindi, esclusa dai benefici per l’acquisto della prima casa, la sua superficie utile – complessivamente superiore a mq 240 – va determinata in quella che dall’estensione globale riportata nell’atto di acquisto sottoposto all’imposta residua una volta detratta la superficie di balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e del posto macchina”.
L’immobile in questione è stato esattamente ritenuto di lusso in quanto la superficie ammonta a 254,30 mq esclusi tutti i locali sopra indicati. “Ne consegue che è legittima la revoca del beneficio ove, mediante un semplice intervento edilizio, possa computarsi nella superficie “utile” un vano deposito (nella specie, in concreto non abitabile perché non conforme ai parametri aeroilluminanti previsti dal regolamento edilizio), assumendo rilievo – in coerenza con l’apprezzamento dello stesso mercato immobiliare – la marcata potenzialità abitativa dello stesso.”

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