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Manutenzione immobili, la Marina Militare ‘fa da sé’

La Marina Militare fa il bilancio dell'attività dei Nuclei di Manutenzione Edile, nuclei interni che ristrutturano e recuperano lo stesso patrimonio immobiliare del Corpo

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Se è vero che il recupero del costruito esistente è diventato un obiettivo trasversale (e non solo per questioni di riduzione dei costi), la Marina Militare italiana ne ha dato un’interpretazione specifica, in qualche modo radicale, ma efficiente.

Come? la Marina Militare italiane dispone di 1.200 unità specializzate dedicate alla manutenzione degli immobili (del Corpo militare). Istituiti nel 2013, questi gruppi si chiamano “Nuclei di Manutenzione Edile” e sono nati con l’obiettivo di migliorare lo stato degli immobili e renderli più efficienti. Le unità impegnate su questo fronte, organizzate su 57 nuclei e 4 Nuclei Iniziali Gruppi Genio Campali (Ggc), sono composte da ufficiali, sottufficiali e graduati che seguono corsi di formazione interni alla Forza Armata, ma anche personale civile con specifici profili professionali. Attraverso questa modalità, negli ultimi due anni i Nuclei di Manutenzione Edile della Marina hanno ‘sistemat‘ oltre 1.800 alloggi.

Ai Nuclei sono affidati tutti gli interventi che rientrano tra le manutenzioni di “primo livello” degli immobili e dei relativi impianti, anche se i compiti principali assegnati sono quelli di manutenzione ordinaria, cambio utenza e ri-allestimento degli alloggi per il personale in servizio. Gli interventi possono spaziare dalla sostituzione di tubazioni alle opere murarie, dal ripristino del manto stradale del comprensorio militare, al mantenimento in efficienza dei numerosi impianti antincendio, idrici e fognari.

L’attività dei Nme, spiega la Marina, è pensata in linea con quanto accade sulle navi, dove gli equipaggi sono sia utenti che manutentori. Allo stesso modo gli alloggi della marina prevedono che gli alloggianti si occupino, al contempo, della manutenzione delle infrastrutture. In questo modo il Corpo militare ha potuto evitare spese in nuovo materiale (immobili nuovi di zecca, in questo caso), semplicemente recuperando quello che c’era.

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