Mitigazione rischio frana: come funziona la rete paramassi green | Ingegneri.info

Mitigazione rischio frana: come funziona la rete paramassi green

Presentare sul mercato una soluzione ingegneristica come reti protettive che garantisca la massima attenzione alla sostenibilità ambientale europea: è l’obiettivo del progetto Inno.Pro.Wire, che vi illustriamo nel dettaglio

Rete paramassi_OM
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Si è concluso il 1° Giugno 2017 il progetto, tutto italiano, Life+ Inno.Pro.Wire (LIFE13/ENV/IT/000614) finanziato dall’Unione Europea e nato dalla collaborazione tra il Gruppo Industriale Maccaferri (attraverso le società SAMP S.p.A. e Officine Maccaferri S.p.A.) e RadiciGroup (attraverso Radici Novacips S.p.A.).
L’obiettivo di LIFE-Inno.Pro.Wire ha consentito di elaborare un processo innovativo e di minore impatto ambientale per la produzione di fili di acciaio estrusi utilizzati per la realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica a doppia torsione.
Le tre Aziende beneficiarie del progetto – Officine Maccaferri S.p.A., Samp S.p.A. e Radici Novacips S.p.A. – hanno lavorato insieme a un team di consulenti di rilievo nazionale per la specificità delle loro competenze, l’Università di Bologna (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali – CIRI Edilizia e Costruzioni – Prof. Fiorini) per il coordinamento del settore materiali polimerici, l’azienda EURIS S.r.l. (società di consulenza) per l’attività di “euro-progettazione”, la struttura del Prof. G.A. Canalini (Superlab S.r.l.) per le caratterizzazioni dei polimeri e dei prodotti finiti e l’azienda Ecoinnovazione S.r.l. (spin-off ENEA) per lo sviluppo del percorso LCA (Life Cycle Assessment).
L’idea alla base del progetto deriva dalla necessità di presentare sul mercato una soluzione ingegneristica come reti protettive con la massima attenzione alla sostenibilità ambientale, sia dei materiali coinvolti che dei processi industriali indispensabili a produrre la soluzione. Ormai proprio i mercati EU ed i relativi Regolamenti Europei in corso di studio e di successiva implementazione (come ad esempio il GPP, Green Public Procurement) tendono a valorizzare la scelta di prodotti che rappresentano il miglior compromesso tra le prestazioni tecniche ed il minimo impatto ambientale.

Obiettivi delle aziende appartenenti al gruppo di lavoro “LIFE-INNO.PRO.WIRE”
Officine Maccaferri SpA: ha seguito lo sviluppo di prodotti in rete metallica a doppia torsione sempre più ecocompatibili;
SAMP SpA: ha valorizzato il proprio know-how industriale maturato nel mondo del cavo mirando alla riduzione dei consumi energetici delle linee progettate e sviluppate, grazie anche all’impiego di azionamenti per un controllo intelligente delle motorizzazioni;
Radici Group: ha investito in nuove applicazioni dei materiali sviluppati, soprattutto poliammidi, nel segno della sostenibilità ambientale.

Il tipo di prodotto si cui si è investito
L’aspetto di innovazione sostenibile di questo progetto è legato principalmente all’utilizzo di poliammide 6 (tecnopolimeri su base PA6), proposto come alternativa al PVC per il rivestimento di tali fili di acciaio. In aggiunta alla tradizionale PA6 è stato sperimentato l’utilizzo di tecnopolimeri su base PA6-10, realizzati mediante l’utilizzo di un polimero bioprodotto a partire da acido sebacico (in una percentuale pari al 64%).
Sempre dalla sperimentazione è stato coinvolto anche il tecnopolimero PA6-PIR, matrice poliammidica come Post-Industrial Recycling di primo livello, che è corrisposto alla miglior soluzione a livello tecnologico, prestazionale e di sostenibilità ambientale.
Si tratta di un filo plasticato realizzabile attraverso un processo a minor contributo energetico (identificazione di fasi energivore e loro possibile minimizzazione o futuro potenziale loro bypass), utilizzando polimeri con le seguenti caratteristiche:
• più performanti, ad esempio a livello di durezza ed adesione, rispetto a quelli tradizionali;
• a matrice “green“, ovvero ricavati da fonti vegetali o da processi Post Industrial Recycling;
• in cui figura una minore quantità di polimero, dipendente dalla riduzione di densità e di spessore del nuovo polimero scelto;
• il ciclo produttivo è in linea con l’adozione di soluzioni sempre più «virtuose» nella riduzione di emissioni generate dal loro intero ciclo produttivo/realizzativo.
Attraverso l’ottimizzazione del ciclo produttivo e lo sviluppo di soluzioni alternative, grazie all’impiego di materiali eco-sostenibili per il settore dell’edilizia e della geotecnica, abbiamo sviluppato una metodologia replicabile che consentirà di immettere nel mercato, in un prossimo futuro, fili d’acciaio ottenuti da una produzione a basso impatto ambientale, centrando in pieno l’obiettivo dell’UE di trasformare la sua importante area produttiva in un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente nell’impiego delle risorse, verde e competitiva” – ha commentato Francesco Ferraiolo, General Manager del Maccaferri Innovation Center S.r.l. di Officine Maccaferri Group (Comunicato Stampa del 30 maggio 2017).

Le fasi del progetto “LIFE-INNO.PRO.WIRE”
La prima fase ha coinvolto l’analisi dei materiali polimerici utilizzati nei processi di estrusione dei fili e dei cavi. Radici Novacips S.p.A. ha contribuito in modo determinante alla formulazione delle proposte dei materiali in matrice poliammidica prodotti parzialmente da fonte vegetale e da processi di recupero di scarti industriali di prima scelta.
La seconda fase è stata dedicata allo sviluppo di un modulo dimostrativo industriale per la pulizia del filo e soprattutto per il preriscaldo in continuo di un filo/cavo d’acciaio, per garantire il miglior stato superficiale del filo e l’ottimizzazione dell’adesione del polimero disponibile nella testa d’estrusione.
SAMP S.p.A. grazie alle competenze aziendali relative alle tecnologie di estrusione ha progettato, sviluppato e realizzato il modulo industriale determinante per lo sviluppo del progetto.

(http://www.lifeinnoprowire.eu/ProxyVFS.axd?snode=15233&stream=)

(http://www.lifeinnoprowire.eu/ProxyVFS.axd?snode=15233&stream=)

La terza fase conclusiva è stata orientata alla produzione di reti a doppia torsione tramite il filo d’acciaio estruso con materiale polimerico da recupero non convenzionale sviluppato sul progetto.
Officine Maccaferri S.p.A. ha finalizzato i benefici dimostrati nelle fasi precedenti del progetto, ottimizzando la sostenibilità ambientale delle proprie soluzioni ingegneristiche.

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figura 3

I risultati raggiunti nella prima fase sperimentale e prototipale sono stati confermati, consolidati e migliorati durante una produzione estesa a tutela della verifica della replicabilità e stabilità del processo industriale.
In particolare, l’impiego ad esempio della poliammide PA6 ha consentito di estrudere a spessori inferiori e il risparmio di materia prima deriva sia dalla scelta del materiale (inferiore densità rispetto ai materiali tradizionali) sia dalle condizioni di estrusione (spessori inferiori di almeno il 10% rispetto ai prodotti standard).

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Ovviamente è stata prevista una verifica di idoneità del materiale poliammidico attraverso prove di laboratorio, e del rendimento meccanico-fisico-chimico del prodotto (filo e reti) attraverso prove di differente natura, sia in sede di produzione che in laboratorio.

Infine il monitoraggio del prodotto prevede i seguenti passi:
• Calcolo del potenziale di risparmio di energia e risorse secondo il documento di progetto e confronto con valori misurati nell’impianto sperimentale.
• Quantificazione del miglioramento ambientale sia di processo che di prodotto, tramite il confronto con il profilo ambientale calcolato dal software di LCA.

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