NTC 2018: quando uscirà la circolare esplicativa? | Ingegneri.info

NTC 2018: quando uscirà la circolare esplicativa?

A meno di due settimane dall'entrata in vigore delle Ntc18, un convegno a Genova indica le nuove prescrizioni, in attesa della circolare esplicativa

NTC_2018
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E’ nella cornice suggestiva della Sala delle Grida di Genova che si è svolto un  importante appuntamento tecnico “L’analisi prestazionale del costruito: si parte dalle NTC 2018” organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Genova (GE).

In questa giornata, densa di analisi, chiarimenti da chi in prima persona ha partecipato alla stesura delle Ntc18, alla relativa e futura Circolare, nonchè facente parte delle Commissioni di revisione degli Eurocodici, i tecnici sono tornati per un’intera giornata a scuola. E’ infatti a seguito del rintocco della campana della nuova Borsa di Genova, che iniziano gli interventi.

A due settimane dall’entrata in vigore delle nuove NTC 2018, la domanda più ricorrente è principalmente una: quando uscirà la circolare esplicativa? Come si applicheranno le Ntc18 senza questo documento?

Sembra prendere corpo la consapevolezza che la Circolare è pronta, quindi l’uscita è prossima? Nessuno fornisce una risposta certa, ma le slide dei diversi relatori fanno ben sperare. Vi riportiamo un breve resoconto della giornata appena trascorsa, suddiviso nei seguenti paragrafi:

La fase transitoria: dalle Ntc08 alle Ntc18

Il legislatore all’art.2 del decreto a cui sono allegate le nuove NTC18 precisa l’ambito di applicazione delle NTC08 rispetto alle NTC18, nonchè le disposizioni transitorie che devono essere osservate, distinguendo tra opere pubbliche e private (Leggi: NTC 2018: ambito di applicazione e norme transitorie).

NTC 2018 e Sismabonus-Interventi

Capitolo 8 – Si individuano le seguenti categorie di intervento:

  • interventi di riparazione o locali: interventi che interessino singoli elementi strutturali e che, comunque, non riducano le condizioni di sicurezza preesistenti;
  • interventi di miglioramento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati al § 8.4.3;
  • interventi di adeguamento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, conseguendo i livelli di sicurezza fissati al § 8.4.3.

La modifica redazionale dell’ordine degli interventi nel Capitolo 8 delle Ntc18 non è casuale: è promosso l’intervento step by step, ovvero l’intervento ragionato che dal dettaglio vira poi verso il comportamento globale. La misura degli interventi di miglioramento rispetto all’adeguamento è scandita in funzione del parametro ζE, analogo del parametro IS_V definito nello strumento Sismabonus, ovvero il rapporto in termini di capacità tra capacità e domanda.

Nella Circolare  è stata introdotta l’analisi preliminare (C8.5) quale strumento operativo per indirizzare il piano delle indagini, sia in relazione alla tipologia delle prove, sia alla loro localizzazione (presentazione S. Lagomarsino).

8.3

Principi di progettazione – Costruzioni in c.a.

E’ il professore e Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Edoardo Cosenza ad esporre ai tecnici presenti in sala le novità riguardanti le Ntc18. Appare chiaro fin da subito la stressa correlazione tra le Ntc18 e lo strumento Sismabonus: dalla breve disamina, affrontata dall’ing. Cosenza, è chiara la consapevolezza che è maturata negli anni. L’Italia è un Paese sismico. La probabilità che si manifesti un terremoto è più o meno alta: se prima del 1984, la zonazione sismica era dettata unicamente dal fatto che in una determinata area si era verificato un terremoto e quindi poteva ricapitare, nel 1984 attraverso il Progetto Geodinamica la zonazione dell’Italia ha cominciato ad acquisire il significato che oggi conosciamo. A dare la svolta finale, l’opcm 3274/2003 ed il terremoto di San Giuliano di Puglia (2002). Su quali principi si basano le Ntc18?

  • Carattere prestazionale dell’opera: il tecnico, e solo il tecnico, è in grado di stabilirne l’importanza attraverso un corretto compromesso tra i diversi stati limite.
  • §7.3.6 – Tabella 7.3.III: la tabella delle NTc18 è nevralgica in quanto è acquisito il concetto in senso ampio di agibilità. Concorrono a definire il corpo di fabbrica, non solo gli elementi strutturali, ma anche gli impianti e i costituenti non strutturali (ad esempio controsoffitti e tamponature) e per ciascuno di essi è esplicato il criterio che deve essere soddisfatto: rigidezza, stabilità e duttilità.

Tab.7.3.III

  • Responsabilità: il legislatore in merito alle responsabilità dovrà stabilire il confine delle competenze in modo chiaro e preciso, rispettivamente per ciascun ambito di applicazione.
  • In merito alle staffe ed al confinamento atteso da questi elementi, le nuove Ntc18 ne esplicano il ruolo e la geometria. Il rispetto delle nuove prescrizioni consente il soddisfacimento dell’ipotesi di comportamento duttile.
  • Quattro stati limite: Stato Limite di Operatività (SLO), Stato limite di Danno (SLD), Stato Limite di Salvaguardia (SLV) e Stato Limite di Collasso (SLC). A ciascuno di essi corrispondono specifici requisiti di assolvimento delle verifiche (vedi tabella sottostante), l’ideale sarebbe quello di avere un periodo tale per cui, in termini di spettro di spostamento, si abbia uno spostamento costante e, in termini di spettro di risposta espresso in accelerzioni, un’accelerazione bassa.
Stato Limite Richiesta 
Salvaguardia (SLV)

Collasso (SLC)

Minimizzare l’effetto dell’azione sismica

Avere una struttura duttile

Danno (SLD) Struttura rigida
Operatività Minizzare le accelerazioni
  • Allineamento con l’Eurocodice in merito al valore di sovraresistenza reso uguale rispettivamente sia per la bassa che per l’alta duttilità dei pilastri in c.a. pressoinflessi (Tab. 2.7.I)

Tab.2.7

 Interventi e rinforzo: costruzioni c.a.

Fondamentale è ribadire l’ordine logico con cui devono susseguirsi gli interventi in una costruzione esistente in c.a. Attraverso la costruzione della curva di capacità, il professore Andrea Prota, ripercorre le debolezze ricorrenti in questi tipi di corpi di fabbrica: primo tra tutti il confinamento non adeguato dei nodi trave – pilastro, che può essere ristabilito mediante, ad esempio, l’impiego di materiali polimerici fibrorinforzati.

Tale miglioramento, rappresenta a tutti gli effetti un intervento locale che, ancor prima di studiare il comportamento globale deve essere affrontato, in quanto la mancanza di tali particolari costruttivi rappresenta una limitazione alla risposta globale caratterizzandone la risposta fragile della cotruzione.

A questo segue l’eventuale crisi dell’elemento a taglio per poi progredire, sulla risposta delle tamponature che si attivano nel momento in cui la struttura è in grado di dissipare l’azione sismica. Scongiurare i meccanismi fragili, si traduce nello studiare la posizione opportuna della formazione delle cerniere plastiche.

Altro spetto fondamentale, la precisazione contenuta nel capitolo 8 (§8.2), in merito alle costruzioni esistenti: “Le disposizioni di carattere generale contenute negli altri capitoli della presente norma costituiscono, ove applicabili, riferimento anche per le costruzioni esistenti, ad esclusione di quanto indicato nella presente norma in merito a limitazioni di altezza, regole generali, prescrizioni sulla geometria e sui particolari costruttivi e fatto salvo quanto specificato nel seguito“. Questa frase introdotta è fondamentale in quanto specifica che, nel caso di valutazione delle proprietà meccaniche, ad esempio di un calcestruzzo esistente, il valore di Rck restituito dalle prove o le prescrizioni geometriche non dovranno essere necessariamente corrispondere a quelle previste per le nuove costruzioni. Questo si traduce, ad esempio, che un calcestruzzo non ricadente nella classe minima C20/25 ma inferiore, potrà ritenersi un dato valido, in quanto trattasi di materiale esistente per cui le norme costruttive di allora non necessariamente coincidevano con le attuali.

Costruzioni in acciaio e composte acciaio-calcestruzzo

  • Nel capitolo 4 “Costruzioni in acciaio” vi è un’importante introduzione in merito alle costruzioni in alluminio ricosciute quale tecnologia costruttiva, la cui qualifica è regolamentata dalla EN 1090 – afferma il professore Berruzzi del Politecnico di Milano.
  • Altra specifica le classi delle sezioni in acciaio così distinte:
    • classe 1: duttile;
    • classe 2: compatta;
    • classe 3: semicompatta;
    • classe 4: snelle.
  • Suddetta classificazione negli elementi pressoinflessi è funzione delle sollecitazioni agenti.
  • In merito ai collegamenti ad attrito, vi è l’allineamento tra Ntc18 ed Eurocodice 3-1-8 in cui sono introdotti i fori asolati.

 Edifici esistenti in muratura: sguardo alla nuova Circolare

  • E’ stata rivista la tabella dei valori di riferimento per le proprietà meccaniche delle diverse tipologie murarie, alla luce dei risultati di prove di laboratorio e i sito (raccolte nell’ambito del progetto ReLUIS) e dei nuovi criteri di resistenza introdotti.
  • Oltre ad una leggera revisione delle tipologie «storiche» o «vecchie» (la muratura in conci di pietra tenera è stata ulteriormente suddivisa in «irregolare» e «a conci regolari»), le tipologie «moderne» (es. murature in laterizi semipieni, in blocchi di calcestruzzo…) sono state eliminate dalla Circolare in quanto il professionista potrà fare riferimento a quanto riportato nelle norme tecniche recenti e nel capitolo 11 delle nuove NTC.

Tabella C.8.5I

  • È stato introdotto un nuovo parametro di resistenza a taglio, fv0, necessario per l’uso del criterio di taglio-scorrimento (previsto nelle NTC 2008 solo per le nuove costruzioni in muratura) e del criterio a taglio con fessurazione diagonale “a scaletta”, che si affianca alla resistenza a taglio t0, necessaria per l’uso del criterio di taglio per trazione diagonale.
  • Per ciascuna tipologia è fornito solo uno dei due parametri (fv0 o t0), in questo modo classificando implicitamente ciascuna tipologia come “regolare” o “irregolare”.
  • Solo nel caso della muratura in mattoni pieni e malta di calce sono indicati entrambi i valori: il professionista dovrà decidere nel caso specifico quale dei due criteri sia più consono, anche in relazione alla qualità della muratura e all’omogeneità nello spessore.
  • Sono stati rivisti i coefficienti migliorativi delle proprietà meccaniche nello stato di fatto e a seguito di interventi di consolidamento, precisandone meglio il loro uso combinato.

Tabella C.8.5II

 Azione sismica e progettazione geotecnica

Di seguito solo alcune delle novità delle nuove NTC 2018 illustrate dal professore Carlo Lai dell’Università di Pavia (Leggi anche: NTC18 e Circolare: come cambia la progettazione geotecnica?)

  1. Il tempo di ritorno dell’azione sismica correlato alla pericolosità non è riportato nell’allegato ma direttamente nel capitolo di definizione dell’azione sismica.
  2. La velocità delle onde di taglio deve essere stabilita attraverso opportune indagini sismiche.
  3. Sono state modificate la categorie di suolo ed eliminate le tipologie S1 ed S2.
  4. Eliminato il riferimento alle zone sismiche.
  5. La componente verticale non è influenzata dalla risposta del sito.
  6. Piena rispondenza degli spettri di progetto con quelli delle Ntc08.
  7. q si chiamerà fattore di comportamento.
  8. Nel capitolo 6 sono specificati i contenuti dellarelazione geologica e di quella geotecnica.

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