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Oneri di urbanizzazione, sì all’utilizzo per la progettazione di opere pubbliche

A prevederlo un emendamento al disegno di legge fiscale, approvato in Commissione Bilancio del Senato

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Importanti novità in ambito edilizio: dal 1° gennaio 2018 i proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dalle sanzioni previste dal Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) saranno utilizzati anche per la progettazione delle opere pubbliche. E’ questa una delle più importanti novità previste da un emendamento al disegno di legge fiscale, approvato in Commissione Bilancio del Senato.

CAMBIO DI ROTTA DAL 2018
Negli anni La destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle relative sanzioni è stata oggetto di ripetute modifiche. Fino al 2015, in particolare, i cosiddetti oneri di urbanizzazione potevano finanziare per una quota non superiore al 50%, spese correnti indifferenziate e, per una quota non superiore ad un ulteriore 25%, spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale (art. 2, comma 8, legge 244/2007). Negli anni 2016 e 2017, invece, è rimasto in vigore il comma 737 della legge 208/2015, che permetteva di utilizzarli interamente ma solo per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, nonché per spese di progettazione delle opere pubbliche.
La Legge di Bilancio 2017, invece, prevede che a partire dal 2018 i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni, pagate da chi infrange le norme edilizie e urbanistiche, vengano destinati alla realizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie degradate, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di demolizione di costruzioni abusive, all’acquisizione e alla realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico. E ancora, a interventi di tutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione e della mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico, a interventi volti a favorire l’insediamento di attività di agricoltura nell’ambito urbano.

PROGETTAZIONE OPERE PUBBLICHE E DDL FISCALE
I contributi da pagare in seguito alla richiesta del permesso di costruire (commisurati all’incidenza degli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione) variano da Comune a Comune, mentre le modalità con cui devono essere utilizzati è la stessa in tutta Italia. La Legge di Bilancio 2017 inizialmente aveva ha cambiato di nuovo le regole concentrandosi sui lavori e abrogando la possibilità di finanziare la progettazione delle opere pubbliche. Opportunità reintrodotta con l’emendamento al ddl “Fiscale”. In particolare, un emendamento presentato dal Governo propone uno stanziamento di 5 milioni di euro per il 2017, da destinare alla progettazione definitiva ed esecutiva relativa ad interventi di opere pubbliche, nei Comuni nelle zone a rischio sismico 1.

L’emendamento prevede che siano assegnati 25 milioni per il 2018 e 30 milioni per il 2019 ai Comuni delle zone sismiche 1 e 2 per la progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di miglioramento e di adeguamento antisismico di immobili pubblici e messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico.

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