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Ponti termici: valutazione e classificazione

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Per effettuare una corretta valutazione e classificazione dei ponti termici è opportuno rifarsi agli “Atlanti dei ponti termici”, riportati nella norma UNI EN ISO 14683, che ne raccolgono le diverse tipologie con relativo criterio di calcolo. I valori del coefficiente di trasmissione lineica quivi indicati possono essere utilizzati a condizione che le dimensioni e le proprietà termiche siano simili a quelle del dettaglio considerato, procedendo con l’analisi di diversi aspetti e parametri sotto descritti.

Valutazione dello strato con maggiore resistenza termica

Lo strato con maggiore resistenza termica, ovvero l’isolante, può essere:

  • 1. sul lato esterno;
  • 2. nella parete intermedia;
  • 3. sul lato interno;
  • 4. uniformemente distribuito nella struttura, come quando non è presente uno specifico strato isolante, ad esempio nel caso di una muratura leggera continua o una parete intelaiata in legno.

 Determinazione delle dimensioni utilizzate per determinare la geometria dei ponti termici

Si tratta di individuare il valore del coefficiente di trasmissione lineica (ψ) che può essere basato:

  • 1. ψi sulle dimensioni interne;
  • 2. ψoi sulle dimensioni totali interne;
  • 3. ψe sulle dimensioni esterne.

Rappresentazione schematica dei ponti termici nella sezione verticale dell’edificio. Individuazione delle quote esterne e delle quote interne dei ponti termici

Nella modellizzazione dell’involucro edilizio, prevista dalla UNI EN ISO 13789 e correlate, i ponti termici sono definiti in base alla dimensione lineare (ψ), nel caso di ponti termici verticali o orizzontali, oppure puntuale (χ).

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La scelta delle dimensioni, interne, esterne o intermedie, è prevista anche nella UNI/TS 11300 parte 1 per la definizione delle zone termiche, che possono essere misurate al netto o al lordo delle murature esterne e interne. Il progettista può adottare la scelta che ritiene più opportuna, l‘importante è che mantenga lo stesso criterio per ogni caratteristica dimensionale, proprio per tenere conto del corretto contributo dei ponti termici. Ad esempio, se si fa riferimento a ponti termici d’angolo, nel caso in cui si prendano le misure esterne, la dimensione geometrica del ponte termico è inclusa nella dimensione lineare della parete e si rischia di computare due volte il ponte termico, mentre se si prendono le dimensioni interne, la geometria del ponte termico lineare è in aggiunta alla dimensioni della parete.

Individuazione della posizione dei ponti termici rispetto alla geometria dell’involucro edilizio

Senza tener conto dei materiali e della posizione dello strato isolante, si individua la posizione dei ponti termici che possono essere di diverso tipo:

  • 1. ponte termico di copertura (R), dato dalla connessione tra l’elemento orizzontale del solaio di copertura con la parete verticale;
  • 2. ponte termico d’angolo (C), dato dalla variazione di orientamento della parete, che a sua volta può essere verso l’esterno (Cn) o verso l’interno (Cm);
  • 3. ponte termico di pavimento (F) relativo ai solai che danno verso l’esterno o verso ambienti non riscaldati, mentre per i ponti termici di pavimento verso terreno si utilizza il criterio definito dalla UNI EN ISO 13370;
  • 4. ponte termico dovuto alle pareti interne (IW), dato dalla connessione tra la parete divisoria interna e la parete esterna. Il ponte termico si può considerare nullo se lo strato isolante è all’esterno o nello strato intermedio della parete esterna, mentre lo si deve considerare se la parete interna interrompe la continuità dello strato isolante o se si utilizzano le misure interne. In questo caso, il ponte termico da considerare è sia l’attacco tra parete interna e parete verticale esterna, sia tra parete interna e copertura verso l’esterno;
  • 5. ponte termico dovuto ai pilastri (P), dato dalla presenza di un pilastro che interrompe la continuità dello strato isolante, oppure nel caso in cui tale strato isolante sia assente e pilastro e muratura siano di due materiali con conduttività termica e caratteristiche termo-fisiche diverse (ad esempio, cemento armato e laterizio);
  • 6. ponte termico dovuto ai balconi (B), situazione complessa perché prevede la continuità diretta del solaio interno verso l’esterno e interrompe la continuità dello strato isolante esterno. In questo caso è più difficile risolvere il ponte termico se non interrompendo la continuità strutturale;
  • 7. ponte termico degli infissi (W) o dei serramenti di porte e finestre, dato dalla modalità di posa in opera del serramento rispetto al profilo esterno del fabbricato e dello strato isolante. L’infisso, costituito da controtelaio, telaio e vetro, si configura come un elemento di continuità e barriera verso l’esterno dell’involucro, che assolve anche la funzione di strato isolante.

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