Pratiche edilizie, ecco la guida 2018: intervista all’autore Giorgio Tacconi | Ingegneri.info

Pratiche edilizie, ecco la guida 2018: intervista all’autore Giorgio Tacconi

Dopo il successo dell’edizione 2017, Wolters Kluwer pubblica una nuova versione aggiornata dell’eBook bussola agli adempimenti edilizi nazionali e locali. Ne parliamo con l’autore

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Per venire incontro alle difficoltà quotidiane del professionista tecnico in merito al grande marasma delle pratiche burocratiche, Wolters Kluwer ha pubblicato nel 2017 una “Guida alla pratiche edilizie”. Il modello era decisamente operativo: a una panoramica sulle novità normative seguiva un folto portafoglio di schede e moduli fac simile che il geometra, l’architetto e l’ingegnere potevano utilizzare nella loro quotidianità. Visto l’enorme successo dell’edizione 2017 ma anche gli importanti aggiornamenti legislativi, ecco arrivare l’edizione 2018, sempre a un prezzo calmierato, più completa di prima. L’autore è sempre lo stesso: Giorgio Tacconi, firma di punta di ingegneri.info, nostro tutor quotidiano nel complesso mondo delle pratiche edilizie. Ci siamo fatti raccontare l’anno appena trascorso e le prospettive per i prossimi mesi. Per acquistare l’eBook, clicca sul BOX.

Il 2017 è stato l’anno dei Moduli unici per l’edilizia. Che cosa è successo in estrema sintesi?
La semplificazione dei moduli unificati e standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell’edilizia e delle attività commerciali e assimilate è stata approvata dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali il 4 maggio 2017 ed è entrata a regime con la pubblicazione della modulistica sui siti dei Comuni. La modulistica per i titoli abilitativi edilizi è stata adeguata alle novità introdotte dai decreti legislativi n. 126 e n. 222 del 2016. E’ stata inoltre adottata la modulistica per Scia ai fini dell’agibilità.
I moduli unificati e semplificati oggetto dell’accordo in materia di attività edilizia sono i seguenti:
A. Cila
B. Scia e Scia alternativa al permesso di costruire (nelle regioni che hanno disciplinato entrambi i titoli abilitativi i due moduli possono essere unificati)
C. Comunicazione di inizio lavori (Cil) per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee
D. Soggetti coinvolti (allegato comune ai moduli Cila, Scia e Cil)
E. Comunicazione di fine lavori
F. Scia per l’agibilità

Il modulo della Scia (compresa la Scia alternativa al permesso di costruire) è organizzato in due sezioni:
• la prima è dedicata ai dati, alla segnalazione e alla dichiarazione del titolare (proprietario, affittuario etc.);
• la seconda parte è riservata alla relazione di asseverazione del tecnico: un percorso guidato indica tutte le possibili opzioni connesse alla realizzazione del progetto quando, contestualmente alla Scia, è necessario presentare altre segnalazioni o comunicazioni (Scia unica) o richiedere l’acquisizione degli atti di assenso (Scia condizionata).
Una lista di controllo che riepiloga il quadro della documentazione può essere generato “in automatico” dal sistema informativo per verificare la presenza degli allegati necessari. La gestione on line della modulistica consente a tecnici e cittadini di selezionare e compilare solo le opzioni di proprio interesse, creando un percorso telematico guidato e personalizzato.

I moduli della Cila e dell’agibilità sono più snelli e raccolgono in un unico documento le dichiarazioni del titolare, l’asseverazione del tecnico e la lista di controllo (quadro riepilogativo).
Completano il quadro il modello della comunicazione di fine lavori e quello per l’inizio lavori per le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, che vanno rimosse entro 90 giorni.

Un allegato comune a Cila, Scia e Cil è dedicato ai “soggetti coinvolti” e cioè gli altri eventuali titolari (ad es. i comproprietari), il tecnico incaricato e il direttore dei lavori ove previsti.

Tra le novità più rilevanti per i cittadini e i professionisti, c’è sicuramente il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di richiedere certificati, atti e documenti che la P.A. già possiede (per esempio i precedenti titoli abilitativi edilizi, gli atti di proprietà, la visura catastale e il Durc), ma solo gli elementi che consentano all’amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione.
Non è più richiesta la presentazione delle autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività: è compito dello sportello unico per l’edilizia del Comune acquisirle, dietro semplice domanda allegata all’istanza.
L’obbligo di pubblicazione della modulistica è assolto anche attraverso il rinvio alla piattaforma telematica di riferimento. La Guida alle pratiche edilizie fornisce i link a tutti i siti istituzionali, da cui scaricare la modulistica.
E’, comunque, vietato chiedere ai cittadini e alle imprese documenti diversi da quelli indicati nella modulistica e pubblicati sul sito istituzionale.

Questa semplificazione c’è stata effettivamente? I tecnici si sono adattati con facilità alla novità o persistono difficoltà?
Restano notevoli differenze tra le Regioni, in relazione alle prassi burocratiche e all’efficienza della pubblica amministrazione ai vari livelli, tuttavia è un dato di fatto che, per effetto della semplificazione nazionale, alcune Regioni hanno varato norme di aggiornamento delle proprie leggi in materia di edilizia, recependo i punti qualificanti della riforma relativi alla conferenza dei servizi, ai regimi amministrativi e allo Sportello unico per l’edilizia e per le attività produttive, che diventa il centro di coordinamento della concentrazione dei regimi amministrativi. Questo fornisce ai professionisti maggiore certezza del procedimento, agevolazione nella compilazione dei moduli, chiarezza e unicità dei dati tecnici richiesti.

Quali sono le novità principali della Guida 2018? Può indicarci i punti di forza del volume?
Sostanzialmente, il valore pratico della Guida consiste nel fornire un quadro completo e aggiornato della disciplina dei titoli abilitativi edilizi, evidenziando per ciascuno di essi le caratteristiche, gli ambiti di applicazione e le procedure per il rilascio.
La raccolta, in 34 schede monografiche, delle attività e degli interventi con relativi titoli abilitativi e regimi amministrativi, consente di verificare in modo semplice e chiaro la corrispondenza tra l’opera da eseguire e la sua disciplina giuridica, anche grazie a definizioni e casi particolari – aggiornati al 2018 – tratti dalla giurisprudenza ordinaria e amministrativa.

Che cosa aspetta nel 2018 il professionista tecnico rispetto a questa materia?
Rimangono nell’orizzonte delle opportunità per il professionista tecnico le ormai classiche detrazioni fiscali sull’Irpef, prorogate al dicembre 2018:
• 50%, con un massimo di spesa di 96.000 euro ad unità immobiliare, per interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e delle altre tipologie individuate dall’Agenzia delle Entrate (bonus ristrutturazioni);
• 50% per interventi consistenti nell’adozione di misure antisismiche e di messa in sicurezza statica degli edifici (sisma bonus);
• fino al 65%, con aliquote di detrazione commisurate agli obiettivi di efficientamento raggiunti per lavori di risparmio energetico (ecobonus);
• 50% per la sostituzione di finestre e schermature solari e l’installazione di caldaie a condensazione e a biomasse (ecobonus);
• scadenza al 31 dicembre del 2021 per le detrazioni pesanti del 70 e 75%, dedicate agli investimenti strutturali, come il cappotto termico (ecobonus).
• 36% delle spese documentate per la cura del verde privato, su terrazzi e giardini, anche condominiali, giardini pensili e coperture, messa a dimora di piante e arbusti, progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi, fino a un massimo di 5mila euro per ogni unità immobiliare (bonus verde).

Approfondimenti nella “Guida al Bonus Casa 2018

Altre scadenze da monitorare sono quelle del Piano Casa, prorogato in alcune Regioni italiane. Ecco il calendario aggiornato:
• 30 giugno 2018: Piemonte,
• 31 dicembre 2018: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia,
• 30 giugno 2019: Sardegna,
• 31 dicembre 2019: Campania,
• 31 dicembre 2020: Molise.
Ricordiamo che il Piano Casa è strutturale in Liguria, Umbria, Valle d’Aosta e nella Provincia Autonoma di Bolzano, mentre è definitivamente chiuso in Emilia-Romagna, Lazio e Lombardia.

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