Prodotti da costruzione: ecco le nuove regole per la valutazione di conformità | Ingegneri.info

Prodotti da costruzione: ecco le nuove regole per la valutazione di conformità

Dal prossimo agosto le nuove regole per la conformità dei prodotti da costruzione ad uso e consumo per il progettista, il costruttore, il direttore lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore

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E’ stato pubblicato oggi in Gazzetta, il decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 106, recante le norme sull’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni comunitarie del regolamento (UE) n. 305/2011 e che fissa le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e, non da ultimo, che abroga la direttiva 89/106/CEE.

Dal prossimo 9 agosto, data di entrata in vigore del provvedimento, ecco come cambiano le regole per le procedure necessarie per la valutazione di conformità.

Vediamo il provvedimento, la cui finalità è quello di semplificare l’attuale quadro normativo per l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione e di migliorare l’efficacia e l’armonizzazione delle misure.

Il Decreto, in generale, si compone di 31 articoli e 4 allegati, quest’ultimi relativi alla modulistica necessaria per richiedere l’autorizzazione a svolgere compiti di parte terza nel processo di valutazione e verifica della costanza della prestazione.

Nel Capo I, “Disposizioni generali”, dopo un incipit dedicato alle definizioni, si fa il punto sul Comitato nazionale di coordinamento per i prodotti da costruzione (art. 3) e sul Punto di contatto nazionale per i prodotti da costruzione (art. 4).

Il Punto di contatto nazionale per i prodotti da costruzione (PCP-Italia) si avvale della collaborazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell’interno per la trattazione degli aspetti riguardanti i materiali ed i prodotti per uso strutturale ed antincendio.

Gli articoli 5 e 6 del Decreto legislativo 106/2017, invece, riguardano in buona sostanza le responsabilità del fabbricante e del direttore dei lavori o del professionista che certifica o assevera prestazioni di sicurezza antincendio.

Il primo deve redigere la dichiarazione di conformità all’atto dell’immissione di tale prodotto sul mercato, mentre i secondi sono i soggetti incaricati della sicurezza dell’esecuzione delle opere da costruzione.

Altra novità è l’istituzione dell’ITAB (Art. 7- Capo II), Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea, costituito da personale del Servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, della Direzione Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Ministero dell’interno e dell’Istituto per le tecnologie della costruzione del Consiglio nazionale delle ricerche.

Il suo compito è quello di assicurare la piena integrazione delle funzioni connesse al rilascio della valutazione tecnica europea (ETA), e quindi nei casi in cui il prodotto non sia disciplinato da una norma armonizzata.

Nel Capo III, dagli articoli 8 a 14, si parla degli Organismi notificati e del procedimento da seguire per l’accreditamento.
Possono essere organismi notificati, le società di persone o di capitali o gli enti pubblici o privati, i quali dimostrino il rispetto di quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 305/2011.

La parte centrale, il Capo V, è dedicata alla vigilanza sul mercato, ai controlli sugli organismi notificati e alle sanzioni.

In questo contesto, la novità è rappresentata da un alleggerimento delle sanzioni del fabbricante, poiché, così come si legge nell’art. 19, è prevista un’ammenda fino a 24 mila euro, lasciando l’arresto solo per i prodotti non conformi per uso strutturale o antincendio.

Per quanto riguarda, invece, le sanzioni per il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore, nell’ambito delle loro specifiche competenze, anche per loro sanzione amministrativa pecuniaria fino a 24.000 euro; salvo che il fatto costituisca più grave reato. In tal caso, è previsto l’arresto sino a sei mesi e con l’ammenda fino a 50.000 euro qualora vengano utilizzati prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.

Più lievi le sanzioni per il progettista dell’opera che prescrive prodotti non conformi, poiché, in caso di violazione dei suoi obblighi è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 12.000 euro o con l’arresto sino a tre mesi e con l’ammenda fino a 25.000 euro qualora la prescrizione riguardi prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio

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